Il portale dell'immigrazione e degli immigrati in Italia - Stranieri in Italia
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Mer, Dicembre

Il rilascio del visto di ingresso di solito è soggetto al pagamento di un costo variabile a seconda del tipo di  visto che si richiede. Le tipologie di visti si dividono primordialmente in base alla durata del soggiorno in breve e lunga durata.

Visti Uniformi Schengen (VSU) sono validi per l’ingresso in tutti i Paesi Schengen e vengono rilasciati sia per  motivi di transito aeroportuale (tipo A) sia per un viaggio o per un soggiorno di breve durata (tipo C). La durata massima del soggiorno che può essere concesso con questo tipo di visto è di 90 giorni e lo stesso può avere uno o più ingressi. Il costo amministrativo per il rilascio dei Visti Uniformi Schengen è pari a 60 euro. I minori di età compresa tra i 6 e i 12 anni devono pagare 35 euro.

Visti Nazionali (VN) di lunga durata sono validi per l’ingresso nel territorio nazionale per un soggiorno superiore a 90 giorni (tipo D) e per l’eventuale transito negli altri Paesi Schengen di soli  5 giorni. È il caso, ad esempio, dei visti per lavoro o ricongiungimento familiare. Il costo amministrativo dei Visti  Nazionali  di lunga durata è pari a 116 euro. In alcuni casi sono previste dell’esenzioni dal pagamento dei visti per le seguenti categorie di persone:
diplomatici o funzionari internazionali in missione (breve soggiorno);
minori di 6 anni (breve soggiorno);
studenti (breve soggiorno);
parenti fino al II grado di cittadini UE;
ricercatori;
In alcuni casi le Rappresentanze diplomatiche consolari italiane all’estero si avvalgono di società esterne per il disbrigo delle pratiche di visto, ciò al fine di ridurre i tempi di attesa, per evitare inutili file e per aiutare chi ha difficoltà con documenti e uffici.
L’elenco completo dei Paese in cui le Rappresentanze diplomatiche consolari italiane si avvalgono di servizi esterni è consultabile sul sito del Ministero degli Affari Esteri e per la Cooperazione Internazionale. Clicca qui per scaricare l’elenco


D.ssa Maria Elena Arguello

Roma – 23 marzo 2017 – Quest’anno il governo ha introdotto il cosiddetto Bonus mamma - un premio di 800 euro per ogni bambino nato o adottato nell'anno in corso. Anche le mamme straniere lo possono chiedere?

Roma – 20 marzo 2017 - Il bonus Mamme Domani è un premio di 800 euro destinato alle neo-mamme in occasione della nascita o dell’adozione di un minore.

Erano 20 le “stelle” arrivate in Polonia, il 9 novembre scorso, da 15 Paesi diversi, per condividere con il popolo polacco la ricca conoscenza (ed esperienza) nel “fare affari”, trasmettere modelli positivi, ispirare all'azione e celebrare insieme la pubblicazione del libro di cui sono co-autrici. L'Italia era rappresentata da Monika Jakieła, general manager di DMA Servizi.
Durante la serata di gala tutte le imprenditrici sono state onorate con il titolo di “BUSINESSWOMEN AMBASSADOR” e la statuetta di “Stelle del Business 2018”. Monika Jakiela, co-autrice del libro “Biznesowe inspiracje Polek na świecie . Cz.II” - "Ispirazioni imprenditoriali delle donne polacche nel mondo. Parte II”, è stata l’unica imprenditrice polacca in rappresentanza dell’Italia. Il libro racconta diverse storie, i percorsi lavorativi e i differenti settori economici in cui le donne polacche, emigrate dal proprio Paese, hanno affrontato un cammino irto di ostacoli ma anche di successi, arrivando a rappresentare, loro stesse, una fonte d’ispirazione e un modello per gli altri.
Nel libro Monika racconta la propria esperienza con sincerità: “Non sono diventata un'imprenditrice per caso. Prima di fondare la mia azienda, ho svolto una solida ricerca di mercato e sviluppato meticolosamente un piano aziendale. Ma la cosa più importante tra tutte quelle che ho fatto, è stata una ricognizione interna. Ho definito i miei obiettivi di vita, ho accettato i miei difetti e ho tirato fuori i miei punti di forza che mi avrebbero aiutato a raggiungere il senso di una vita realizzata. Innanzi tutto fare ordine nella mia testa, la mia vita non andava bene. Si dice che l'arrampicata si inizia sempre dal basso. Io posso aggiungere che si possono scalare le montagne, anche se stai partendo dal fondo” – scrive Jakieła.
“Sono la testimonianza vivente del fatto che in Italia la condizione di straniero non deve essere vissuta come una maledizione e che la burocrazia e le tasse elevate sono tollerabili, a patto che ci si attenga a un piano d'azione dignitoso” – sottolinea l’imprenditrice polacca.
In maniera toccante e con un pizzico di autoironia, Jakiela racconta il suo viaggio in Italia, le prime difficoltà legate all'inserimento nel mercato del lavoro e di come, procedendo a piccoli passi, sia poi riuscita ad avviare la propria attività, che in pochissimo tempo si è rivelata un caso imprenditoriale.
Nel 2013 il progetto internazionale “Ambasciatori della Sicurezza Stradale”, coordinato da Jakiela, è stato premiato come ‘Best Practice Certificate 2013’ dall'European Public Sector Award. Nel 2014 la sua agenzia ha quadruplicato i ricavi dell’anno precedente e ha portato Monika tra i finalisti del Premio all’Imprenditoria Immigrata in Italia 2015 (MoneyGram Award), nella categoria crescita del profitto.
“La mia azienda è registrata in Italia, ma la mia attività è di natura internazionale” - spiega Jakiela nel libro. “Alcune persone sono sorprese dalla versatilità dei servizi da me offerti, altri rimangono sbalorditi dal fatto che, essendo una donna, non abbia timore di lavorare in un settore tipicamente "maschile" e che anzi, a volte, io riesca a scuoterlo fortemente. Altri ancora si stupiscono che, a dispetto degli stereotipi, io stia sviluppando l’ attività in un Paese considerato poco favorevole agli imprenditori, e che l’essere una donna immigrata non ostacoli questa crescita” - confessa Monika nel suo racconto.
Nel libro "Ispirazioni imprenditoriali delle donne polacche nel mondo” Jakiela spiega come la sua insoddisfazione personale l’abbia portata a individuare una nicchia nel mercato dei servizi in Italia - “servizi da considerare di prima necessità e di massima urgenza”.
Developing Mobility Agency - DMA Servizi, l’impresa creata da Jakiela è leader nel campo delle soluzioni innovative e nella promozione della sicurezza stradale in Italia e nel mondo. L’azienda coordina numerosi progetti internazionali pluripremiati, tra cui il programma "Ambasciatori della Sicurezza Stradale", al quale è stato conferito il prestigioso titolo del “Best Practice Certificate European Public Sector Award”, (EPSA 2013), assegnato dall'Istituto Europeo della Pubblica Amministrazione (EIPA) con sede a Maastricht.
“Questo importante premio è arrivato dopo appena un anno della mia attività nell'ambito della promozione della sicurezza stradale. Sentivo di aver fatto a suo tempo la scelta giusta. Finalmente, potevo fare quello che mi piaceva davvero, in un campo a me familiare da quando ero bambina, in un ambiente internazionale e con la sensazione di portare valori positivi nella vita di altre persone e intere società” - spiega Monika Jakiela nel libro.
Nelle pagine successive del racconto dell'imprenditrice polacca scopriamo come ella sia divenuta la rappresentante dei più grandi centri di miglioramento della tecnica di guida in Europa per la loro implementazione al di fuori dell'Italia. Sempre in tema di mobilità e sicurezza per gli stranieri, Jakiela ha lanciato i nuovi corsi per conseguire la Patente di guida italiana “Free to Drive”. Si tratta di un metodo unico, pensato per tutti gli stranieri desiderosi di conseguire la Patente di guida italiana, con l’assistenza di un mediatore linguistico nella lingua d’origine dei partecipanti ai corsi.
Nel libro Monika spiega, inoltre, le tappe successive della sua crescita professionale. Oggi la DMA Servizi è specializzata anche nella promozione del turismo d'affari per i clienti vip. Jakiela è anche fortemente impegnata sul versante delle attività economiche e commerciali per la creazione di partnership e accordi tra aziende italiane e straniere. In particolare, forte della conoscenza del tessuto economico italiano, sviluppata come imprenditrice polacca in Italia, dal 2017 è stata nominata ‘Procuratore Generale del Consiglio d’Amministrazione della Fondazione della Diaspora Polacca Economica del Mondo’, in qualità di unico rappresentante per l’Italia. Nel libro Jakiela più volte sottolinea come la consapevolezza della propria identità culturale possa aiutare a distinguersi positivamente nel mondo dell’imprenditoria. “Non mi sono mai vergognata di essere una polacca. Posso dire con fermezza che le radici polacche, i valori portati dalle nostre case, le caratteristiche tipicamente nazionali nel nostro DNA, come la diligenza, il coraggio e la fantasia audace sono un vero ‘asso nella manica’ all'estero. Sono delle qualità grazie alle quali davanti a noi Polacchi, sia negli affari, sia nella vita privata, le porte più difficili da aprire si spalancano” – aggiunge l’imprenditrice polacca.
Nel capitolo “La compaesana di Giovanni Paolo II” spiega inoltre: “Sia in Italia che in molti altri Paesi, la Polonia viene associata alla figura di un grande polacco e Papa - Giovanni Paolo II. Potrei elencare innumerevoli incontri, inclusi gli incontri di lavoro, che iniziavano più o meno così: "Sei polacca? Ecco la connazionale di Wojtyla - il grande uomo e Papa!". Venivo subito accolta bene, con massimo rispetto e fiducia perché ero polacca. Sono originaria di Sucha Beskidzka, una cittadina che dista di appena 20 chilometri da Wadowice, la città natale del nostro Papa polacco. I caratteristici paesaggi montani di cui Giovanni Paolo II, spesso aveva tanta nostalgia, sono i paesaggi della mia infanzia.”
Monika Jakieła viene apprezzata nel campo dell’imprenditoria per la sua spiccata capacità di sviluppare un business fortemente etico. In questo contesto non c’è da stupirsi che la sua storia si concluda con queste parole: “Quando ho iniziato la mia attività, l'elenco dei miei fallimenti era molto più lungo di quello dei miei successi ma, nonostante ciò, ero profondamente convinta di poter decidere della mia vita. Mi sono resa conto di quanto il tempo passi velocemente e ho deciso di trovare la felicità in me stessa, per poterla condividere poi con gli altri. Ho immaginato di sentirmi una persona realizzata e, soprattutto, una persona utile. Non intendevo però perdere la mia identità. L'identità è la nostra forza, la nostra ricchezza, che possiamo sempre usare se sappiamo come e dove farlo. Il mio obiettivo non è il successo, il mio obiettivo è la mia continua crescita, è rendere le mie attività una fonte di soddisfazione e di felicità. La dimensione etica del mio business ha per me una grande importanza. Il successo per me significa il culmine di una tappa, la fine di un percorso. Ma sono una montanara, ed ogni montanaro sa, che quando siamo in cima, siamo solo a metà strada”.
Il libro è disponibile in lingua polacca e in inglese. Info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
DW - http://www.naszswiat.it.

Proseguono le toccanti storie di integrazione sul territorio italiano ad opera dell’Agenzia MIGRATION SOLUTIONS SRL partner di GRUPPO EUROPA SRL a testimonianza del fatto che giovani africani, dopo aver affrontato il dramma di una disumana traversata e aver percorso un processo di integrazione in Italia, si rivelano veri e propri talenti emergenti in diversi settori, forti anche di un loro bagaglio culturale.
Fuggiti dalle terre natie in Costa d’Avorio Fallykou Soumahoro e Massoma Dosso, dopo aver affrontato le gelide acque del Mediterraneo e aver vissuto lo stesso inferno di migliaia di persone fuggite dall’Africa, giunti in Italia sognano di diventare stilisti affermati nel campo della moda italiana accomunati da questo nobile desiderio. L’occasione della svolta per entrambi ha il volto sorridente di Chiara e di Milin (nella foto) socie del Laboratorio sartoriale SerpicaLab a Milano presso il quale si tengono progetti educativi e di integrazione interculturale. Nella primavera del 2017 Fallykou Soumahoro e Massoma Dosso, richiedenti protezione internazionale e residenti in un centro di accoglienza in Milano, si affacciano al Laboratorio sartoriale su segnalazione di una sarta togolese che, in quel periodo, frequentava il SerpicaLab per imparare l’uso di alcune macchine da cucire e tecniche sartoriali europee.
L’attività all’interno del Laboratorio si basa sul lavoro volontario delle socie e dei soci che sfocia in occasioni di scambio e conoscenza con altri artigiani, laboratori sartoriali e di incontro con potenziali clienti interessati al confezionamento di abiti su misura. Fally e Dosso si dimostrano da subito persone di grande talento creativo e dotati di spiccato gusto estetico tanto da creare abiti degni di una vera sartoria di alta moda. E proprio come capi di alta moda le loro creazioni hanno sfilato nel défilé organizzato in occasione della celebrazione dell’AFRICA DAY 2018, evento svolto a Milano il 13 e 14 ottobre 2018 presso CASCINA CASOTTELLO.
Per questi due ragazzi, il mondo della moda, l’impegno profuso nel creare nuovi modelli mixando l’eleganza occidentale con il calore dei colori della terra d’Africa, significa voltare definitivamente pagina, dimenticare per entrambi le torture subite, il carcere di Sabha e i colpi di kalashnikov e affacciarsi ad una vita nuova… una vita che li vedrà, forse un giorno, tra i nomi di famosi stilisti. E tutto ciò che auguriamo a FALLY e DOSSO. Alla luce della mia esperienza personale nel mondo dell’immigrazione, ritengo che condividere queste storie di migranti e integrazione contribuisca a coscientizzare le persone nei confronti di coloro che chiedono di essere accolti con umiltà, mettere in luce tutto ciò che accade dopo lo sbarco, quando i riflettori dei media si spengono e quando le vite di molti essere umani si intersecano con altre “sotto lo stesso cielo”…favorendo una cultura dell’incontro.
Maria Sanvito

Il 1 marzo ci si scambia auguri e un piccolo regalino portafortuna. Immancabili i due fili bianco e rosso, segno di unione e armonia

Di nuovo scintille tra l’Italia e la Francia la cui gendarmeria ha scaricato due migranti africani in territorio italiano.
L’episodio è accaduto a Claviere (Torino), al confine. Un furgone della polizia francese si è inoltrato per ben 2 km oltre il confine italiano, alla barba della sovranità territoriale. E il fatto è che non è la prima volta che succede che i Francesi rimandano indietro i migranti in Italia e già una volta, si erano persino spinti in Italia per arrestare dei migranti, senza neanche avvisare le autorità italiane. Questo fatto somiglia tanto a quelli scaricatori abusivi di rifiuti speciali che lo fanno furtivamente nelle ore buie, sperando di non essere visti.
"Non voglio credere che la Francia di Macron utilizzi la propria polizia per scaricare di nascosto gli immigrati in Italia. Ma se qualcuno pensa davvero di usarci come il campo profughi d'Europa, violando leggi, confini e accordi, si sbaglia di grosso. Pretendiamo chiarezza, soprattutto da chi ci fa la predica ogni giorno, e non guarderemo in faccia a nessuno!", ha tuonato il ministro dell'Interno, Matteo Salvini.
E la risposta di Macron? Degna dell’arroganza francese: pretendendo di chiudere così la faccenda, si è beffardamente spinto ad arguire che è colpa dei poliziotti autori dell’abuso, in quanto sono inesperti del territorio della zona. Ma che non sanno leggere questi piedipiatti suoi? Come minimo, avranno visto i cartelli che segnalano il confine o no? Tanto più che si sono trattenuti in territorio italiano così a lungo da potersi fare persino una “vacanzetta”.
Siamo alle solite tra Francia. La Francia, con Sarkozy bombardò la Libia (guarda caso, Total ha poi così “fregato” l’Eni nel paese di Gheddafi), provocando in Italia una marea di profughi, salvo poi chiudere la sua di frontiera per impedire loro di entrare sul suo di territorio. Poi ci sono stati i tantissimi episodi (ormai una routine) di respingimenti prepotenti verso l’Italia di cui questo ennesimo sconfinamento dei gendarmi francesi è il più recente. La fa facile il signor Macron che prima “scarica” i migranti e poi si “discarica” dalle sue responsabilità con un banale: “Oh la la! Parbleu, excusez-moi”. L’Italia deve farsi rispettare e non farsi più mettere i piedi in testa dalle prepotenze dei cugini transalpini che pare siano ormai consuetudine.
Milton Kwami

A Lodi, per 318 bambini stranieri, niente mensa. Il comune esige dai loro genitori delle carte praticamente impossibili da produrre.
Tra le famiglie italiane e quelle degli immigrati residenti a Lodi, sono state differenziate dal comune le regole per iscrivere i figli a scuola e ottenere le agevolazioni sui servizi come la mensa e lo scuola-bus. Tanto più che le rette hanno subito un cospicuo rincaro percentuale: la mensa è passata da due euro a 5 euro; e il pulmino da 90 euro trimestrali a 210.
Non essendo in grado di far fronte all’intera rata richiesta per l’usufrutto del servizio, i genitori stranieri si sono ritrovati costretti a rinunciarci ed i loro bambini a saltare il pranzo servito nella mensa. Si portano il cestino da casa, dovendo poi addirittura consumare il loro pasto fai-da-te in stanze separate (in ossequio ai regolamenti comunali su igiene e la sicurezza). Oltre ad una autocertificazione ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) comprovante il reddito della loro famiglia, come a tutti gli italiani, la sindaca leghista Sara Casanova ha imposto ai genitori stranieri anche l’obbligo di un attestato supplementare, rigorosamente rilasciato dalle autorità ufficiali del loro paese d’origine. Il comune giustifica la sua norma come “anti-furbetti”, ma stride inoltre il fatto per cui persino “uno yogurt può essere servito, durante la ricreazione, solo agli italiani e non agli stranieri che non ne hanno più diritto”, come riportato da un noto quotidiano. Il problema è che i documenti richiesti dal paese d’origine sono letteralmente “impossibili” da produrre nella maggior parte dei casi per cui, alla fine, la norma del comune di Lodi è equiparabile ad un diniego preventivato dell’usufrutto del servizio da parte delle famiglie immigrate. Se c’è tuttavia da lodare la somma di 60.000 euro raccolta in tempo record (appena due giorni) a sostegno del diritto dei bambini stranieri “esclusi” dal servizio erogato dalla scuola, la sindaca invece non si beccherà le lodi della gente sensata (Niente… lodi a Lodi), tanto è il torpore emotivo che ha scatenato nelle menti sane la sua difficilmente comprensibile norma. Si dice “Men sana in corpore sano”, ma in questa assurdità lodigiana di diniego del servizio di mensa, che si sia passato al contrario a “Mensa no… e torpore sano”?

Scandalo a Foggia dove è spuntato il video dell'arresto del migrante gambiano ammanettato alla ruota dell'auto della polizia.
Il 5 ottobre, è stato arrestato il gambiano Omar Jallow, 26 anni, per aggressione a due poliziotti, perlomeno secondo la versione del SAP (Sindacato Autonomo di Polizia), che tuttavia non coinciderebbe con quella dei migranti, come denuncia il comitato Campagne In Lotta: «E' stato trascinato per metri in manette».
Senza entrare nelle ragioni dell’arresto, l’immagine sconcertante è quella dell’arrestato ammanettato alla ruota di una volante della polizia, accovacciato per terra, come una scena degna del famoso telefilm schiavista “Radici” con Kunta Kinte. C’era un amico che cercava di medicargli alla meglio il braccio sanguinante. Accanto a lui, da una parte, poggiato sull'auto, un agente affaticato con la divisa sporca di fango ed intorno a loro, numerosi migranti che urlano: «Lasciatelo stare, non è un animale».
Il fatto che se Omar Jallow abbia sbagliato nei confronti della legge, al pari di chiunque, è giusto che risponda delle sue responsabilità, secondo i dettami della stessa legge. Ma in un paese che si ritiene democratico e civile come l’Italia, è un colpo allo stomaco vedere un essere umano messo pubblicamente alla berlina come una bestia, a rammentare scene di umiliazioni umane del passato, già di per se impossibili da dimenticare, con neri, ebrei, pellerossa… Specie se ad opera di appartenenti ad organi che rappresentano la legge e non dovrebbero calpestare ma anzi difenderne i principi di nobilitazione della persona umana.
Ma ahimè! Questa immagine di un nero ammanettato alla “ruota” dell’auto della polizia, fa tristemente costatare che ancora una volta, l’umiliazione del più debole continua ad andare a… “ruota” libera.

Milton Kwami

Il d.lgs n. 59/2017 e il D.M. 616/2017 dispongono che coloro che intendono partecipare al Concorso per docenti debbano comprovare il possesso congiunto di una laurea magistrale e di 24 crediti formativi universitari (CFU) aggiuntivi nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche. L’obbligo dei 24 CFU prescinde dal tipo di laurea.

L’Istituto ICOTEA, inserito dal Miur nell’elenco dei Soggetti accreditati per la formazione del personale della scuola, ha curato l’elaborazione di cinque Corsi singoli sulle materie indicate dalle due norme sopra citate, di cui quattro riguardano una materia ciascuno (psicologia o pedagogia o antropologia o metodologia didattica), durano 40 giorni, hanno un monte di 150 ore e producono 6 crediti formativi universitari per corso, mediante esami predisposti e certificati dall’Università telematica eCampus.

Il quinto, di 600 ore, dura 5 mesi, genera 24 CFU e riguarda tutte e quattro le materie prescritte dai due decreti. Anche in questo caso è l’Università eCampus a predisporre e validare gli esami, rilasciando il certificato finale dei 24 CFU.

ICOTEA ha anche realizzato quattro Master di 1500 ore e di durata annuale, con i seguenti contenuti: ‘‘Pedagogia e Scuola’’, ‘‘B.E.S.’’, ‘‘D.S.A’’ e ‘‘Metodologie didattiche e nuovi ambienti di apprendimento’’.

Coloro che si iscrivono a questi Master possono usufruire di una sensibile riduzione dei costi, perché possono avvalersi di un Voucher Formativo Finanziato dall’UE per ICOTEA e, se sono docenti, anche della Carta del Docente (euro 500). Inoltre, il pagamento è rateizzabile, senza costi aggiuntivi.

La frequenza di ciascuno dei quattro master permette di ottenere un attestato finale emesso da Icotea che produce tre punti validi per l’aggiornamento delle graduatorie scolastiche, oltre ad una certificazione da parte dell’Università telematica eCampus dei 24 CFU richiesti per l’accesso al Concorso. Infatti, gli esami previsti sono predisposti e validati da eCampus, che rilascia alla fine, con apposito certificato, i 24 CFU.

L’Istituto Icotea è sempre pronto e lieto di fornire ulteriori informazioni, basta inviare una mail al seguente indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

ICOTEA, istituto formativo accreditato dal MIUR per la formazione del personale della scuola, propone ai docenti due Corsi di Perfezionamento sulla Metodologia CLIL e per Animatore Digitale che usufruiscono di un Voucher Formativo finanziato dalla UE che ne riduce il costo da € 999,00 ad € 649,00, IVA compresa. Inoltre, l’investimento richiesto è rateizzabile, con un quota versata al momento dell’iscrizione (€ 249,00) e il saldo (€ 400,00) corrisposto entro la fine del Corso.

Al fine dell’ottenimento del Voucher, ci si deve iscrivere entro e non oltre il 31 Marzo 2018.

I docenti possono disporre anche del contributo della Carta del Docente (€ 500), compatibile con il Voucher sopra citato, e possono ottenere sia da parte dell’amministrazione pubblica che da parte delle istituzioni private, il riconoscimento di 150 ore annuali di esonero dal servizio per diritto allo studio.

In entrambi i Corsi le lezioni e gli esami si svolgono in modalità blended (online + videoconferenza + videolezioni), e gli studenti possono disporre di un Portale Formativo attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, oltre che di un Tutor che risponderà alle domande degli studenti entro 24 ore.

 

I vantaggi professionali e di avanzamento nelle graduatorie dei Corsi menzionati sono i seguenti:

- per i docenti inseriti nelle Graduatorie ad esaurimento, ai fini dell’ottenimento della mobilità il cui bando è di prossima uscita, i due Corsi di perfezionamento sulla Metodologia CLIL e per Animatore Digitale consentono il conseguimento di un punto (punti 1);

- per i docenti inclusi nelle graduatorie di merito, sempre ai fini della mobilità, il Corso sulla Metodologia CLIL produce l’acquisizione di un punto (punti 1);

- per i docenti appartenenti alle Graduatorie d’Istituto per le Supplenze, rimanendo nell’ambito della mobilità, i due corsi producono un punto per i docenti di Prima Fascia, mentre per quelli di Seconda fascia il Corso sulla Metodologia CLIL ne produce 3 (tre) e quello per Animatore Digitale 1 (uno); infine, anche per i docenti di Terza Fascia che aspirano alla mobilità, il Corso CLIL produce tre punti e quello per Animatore Digitale 1 punto.

Con Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 59, all’articolo 5 si è disposto che, per accedere ai concorsi per posti di docente nella scuola secondaria di primo e secondo grado, è necessario possedere, congiuntamente al titolo di studio universitario o accademico previsto dalla vigente normativa in materia di classi di concorso, anche 24 crediti formativi universitari o accademici nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie didattiche. Lo svolgimento del prossimo concorso per docenti in Italia è previsto per quest’anno 2018.

Il Comitato Tecnico Scientifico della Scuola Superiore per Mediatori Linguistici ICOTEA (SSML ICOTEA) ha deliberato l’attivazione di specifici corsi nelle suddette discipline, che integrano il Piano di studi del Corso di Laurea in Scienze della mediazione linguistica e che sono singolarmente fruibili da parte di chiunque sia in possesso dei requisiti di accesso al citato corso di Laurea.

Uno di questi corsi comprende tutte e quattro le discipline richieste e consente di acquisire i 24 crediti necessari:

Pedagogia Speciale e Didattica dell’Inclusione (M-PED) + Psicologia (M-PSI) + Antropologia (M-DEA/01 – M-FIL/03 – L-ART/08) + Metodologie e Tecnologie Didattiche Generali (M-PED/03 – M-PED/04) – monte ore 600.

 

I vantaggi che il Corso garantisce sono:

  • un Voucher Formativo Finanziato dall’UE, valido fino al 28 febbraio 2018, che restringe l’investimento previsto da euro 999,00 ad euro 649,00, IVA compresa;

  • la prerogativa per i corsisti docenti di utilizzare, in aggiunta al Voucher, anche i 500,00 euro della Carta del Docente, essendo Icotea un Istituto Formativo Ministeriale, accreditato al MIUR, ai sensi della Direttiva 170/2016, Codice Esercente ZAIXV

  • la possibilità, da parte di dipendenti da Amministrazioni Pubbliche e private, di seguire il corso grazie ad un esonero dal servizio per motivi di studio, nei limiti previsti dalla normativa vigente.

 

 

L’iscrizione, per poter usufruire del Voucher, deve avvenire entro il 28 Febbraio 2018.

Le lezioni verranno attivate nelle 24 ore successive, dopo che saranno comunicate via email all’interessato sia la procedura di registrazione sia la chiave di iscrizione.

Fanno parte delle innovazioni didattiche introdotte da ICOTEA lo svolgimento delle lezioni e degli esami in modalità blended (online+on site+live), la disponibilità di un portale formativo attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e la presenza costante di un tutor che, entro 24 h, risponde ad ogni tipo di quesito.

 

Per maggiori informazioni sul corso si visiti la pagina al link http://bit.ly/2CDFOwQ

 

Il reddito è fondamentale per avere l'ambito"permesso Ue per soggiornanti di lungo periodo". Ecco le soglie valide quest'anno per chiederlo per sè e per i propri familiari

Associazioni dei datori e sindacati hanno fissato i nuovi valori validi fino al 31 dicembre. Eccoli tutti

Solo chi guadagna abbastanza per mantenerli può portare in Italia coniugi, figli e genitori. Ecco le soglie valide per tutto l'anno