gio02092012

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Amsi: "Immigrati, continuate a rivolgervi alle strutture pubbliche"

L'appello di Foad Aodi, presidente dell'Associazione medici di origine straniera in italia ROMA, 12 febbraio 2009 - "Continuate a rivolgervi alle strutture sanitarie pubbliche senza paura".

Questo l'invito di Foad Aodi, presidente dell'Amsi (Associazione medici di origine straniera in italia), rivolto agli immigrati presenti nel nostro Paese, dopo l'approvazione in Senato della norma sui clandestini prevista dal pacchetto sicurezza.

Intervenendo alla presentazione IV rapporto dell'Osservatorio romano sulle migrazioni, organizzata da Caritas e Provincia di Roma, Foad Aodi ha espresso la sua condanna di tutti gli episodi di violenza che si stanno verificando a danni degli immigrati, ma anche di quelli compiuti da immigrati contro gli italiani.

Il medico, che si è detto preoccupato per l'aumentare di paura e pregiudizi nei confronti degli stranieri in Italia, ha lanciato anche un "appello a tutto il mondo delle comunità e delle associazioni degli immigrati e a tutto il mondo medico e del volontariato, per aderire alla campagna di informazione rivolta agli stranieri bisognosi di cure mediche", che potrebbero disertare le strutture del servizio sanitario per paura di essere segnalati.

Commenti  

 
+1 #10 az 2009-02-13 13:15
a volte faresti meglio stare zitto brutto ignorante razzista!
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+2 #9 fabio123 2009-02-13 01:38
Ciò che per noi non costituisce una minaccia, può diventarlo per per un immigrato. E' quanto evidenzia una sentenza della quinta sezione penale della Corte di Cassazione (n. 46405/2007) che invita ad una maggiore tolleranza nei confronti degli extracomunitari spesso preoccupati per possibili interventi repressivi. La "manifestata volonta' di chiamare la polizia - scrive la Corte - se appare irrilevante per un cittadino italiano che non si sia macchiato di alcun reato, potrebbe costituire una minaccia quando venga rivolta nei confronti di un cittadino extracomunitari o, che, anche se estraneo a quel fatto specifico, spesso si trova in condizioni di difficolta' e, comunque, di preoccupazione per l'intervento repressivo della pubblica autorita'". Nella sentenza la Corte si è occupata del caso di una sorvegliante di un supermercato che i giudici di merito avevano condannato per sequestro di persona ai danni di una cittadina extracomunitari a. La donna era stata accusata di aver riposto nella borsetta un rossetto prelevato da un banco di vendita e percio' "dopo che quest'ultima ebbe superato la linea delle casse", la sorvegliante "la invito' a seguirla in altro locale del supermercato per i necessari controlli". I controlli però diedero esito negativo e l'immigrata veniva trattenuta nel supermercato in attesa dell'arrivo della polizia mai convocata. Il giudizio di primo grado si concludeva con una sentenza di assoluzione, mentre in grado d'appello la sorvegliante veniva condannata per il reato di sequestro di persona in quanto, in assenza di refurtiva, la donna era stata ingiustamente trattenuta nel supermercato. La nostra concittadina si era rivolta alla Cassazione sostenendo che il suo comportamento era finalizzato a indurre l'immigrata a confessare il reato. La Suprema Corte, ha respinto il ricorso evidenziando che la limitazione della liberta' fisica dell'immigrata non fu motivata. Nella motivazione si legge che "la manifestata volonta' di chiamare la polizia, effettuata dopo l'esito negativo dei controlli, o meglio l'invito ad attendere l'arrivo della polizia, mai in realta' sollecitato, se appare irrilevante per un cittadino italiano che non si sia macchiato di alcun reato, potrebbe costituire minaccia se e' rivolto nei confronti di un cittadino extracomunitari o". La Corte spiega inoltre che l'esito negativo dei controlli avrebbe dovuto consigliare alla sorvegliante "un atteggiamento diverso non essendovi piu' alcun motivo per trattenere" l'immigrata nei locali del supermercato. Sarà ora un'altra sezione della Corte d'Appello a riesaminare il caso per verificare se sussista anche l'ipotesi di violenza privata nei confronti della donna costretta "a confessare il preteso e presumibilmente inesistente furto".
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0 #8 fabio123 2009-02-12 23:04
Le spesse dell
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+1 #7 FABIO123 2009-02-12 23:03
Le spesse dell
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+2 #6 FABIO123 2009-02-12 23:03
Per l' Italia questo è il momento più buio dopo il periodo fascista. I medici psichiatrici mi hanno confidato oggi che molti pazienti stranieri stanno avendo delle ricadute severissime e non si riesce a collaborare e cosi il loro lavoro da psichiatri si è reso veramente difficilissimo. Le spesse dell
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+1 #5 Gus 2009-02-12 21:09
Spero che tu capisca e cambi presto, prima che la DIO ti faccia capire a modo suo. (e chisà se basterà..)
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+1 #4 Chiara 2009-02-12 19:17
Non si rendono conto di quello che fanno, e quando se ne accorgeranno sarà troppo tardi. Questa misura è un boomerang che creerà grossi problemi per tutti.
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0 #3 Guest 2009-02-12 17:35
Citazione SIMO:
puoi essere intollerante quanto puoi,ma certi diritti sono inviolabili,sop rattutto quando si tratta di un bene per la collettività!!

Caro mio! a questo partito di
"finti cattivisti veri razzisti"
Il piacere della persecuzione dell'immigrato supera il realismo di evitare al paese epidemie
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+6 #2 SIMO 2009-02-12 16:39
puoi essere intollerante quanto puoi,ma certi diritti sono inviolabili,sop rattutto quando si tratta di un bene per la collettività!!
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-6 #1 Italiano leghista 2009-02-12 16:25
Certo continuate a usare il pronto soccorso come fosse il medico di fiducia tanto paghiamo noi!avanti,forz a tutti in massa!
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