“Abbiamo fatto un esperimento: sbattere in prima pagina il mostro italiano”, dice il direttore editoriale del giornale, Sorin Cehan. “Farà capire ai nostri lettori il meccanismo perverso usato da alcuni giornali italiani che genera poi la rivolta dei cittadini contro un intero popolo”.Nell’editoriale, il direttore spiega la scelta: “Una volta, una sola volta proviamo a fare una prima pagina nello stile oramai consacrato della stampa italiana. Sono tutti fatti reali, ma estratti con la pinzetta dalla realtà. L’immagine degli italiani è filtrata dalle stesse lenti con le quali loro ci osservano tutti i giorni: la cronaca nera di quanti uccidono, stuprano e rubano”.
“Il fatto di cronaca, si impara nelle scuole di giornalismo, è chiuso in se stesso. Per questo le pagine di cronaca nera di solito alla fine dei giornali, perche il loro significato è pari quasi a zero. – scrive Cehan - Se uno stupratore romeno aggredisce un’italiana, non significa che “i romeni violentano le italiane”, cosi come l’italiano che abusa di un bambino romeno non rappresenta “gli italiani che stuprano i bambini romeni”.
“Abbiamo avuto difficoltà a trovare i nomi degli accusati e le loro fotografie, perchè la stampa italiana non ha dato loro importanza. La maggior parte dei giornali non dà i nomi degli arrestati italiani, al massimo le iniziali, e le fotografie sono una rarità. Una pratica corretta, visto la presunzione d’innocenza della quale gode chiunque, in uno stato democratico e moderno, per quanto odioso possa essere il fatto di cui è accusato.
“Con i romeni, è il contrario. Sono filmati in diretta, sbattuti in primo piano, condannati già dalla stampa. La manipolazione dell’opinione pubblica è diventata grossolana ed è dannosa. La prima pagina può essere fatta in tanti modi. Questo è il modo più sbagliato” conclude il direttore di Gazeta Romaneasca.














Commenti
:twisted: :-?: :-?:
Gli stranieri in italia sono 4 milioni (su 60 milioni di residenti).
Prendiamo le violenze sessuali, crimini odiosi (quindi clamorosi e mediatici). Fino a un paio di anni fa il 90% dei responsabili era italiano (quasi sempre si trattava di familiari o conoscenti).
Oggi quella percentuale è scesa al 60% (dato ministero interno, Corriere 25.2.09).
Vuol dire che il 40% delle violenze sessuali viene commesso dal 6,5 % della popolazione - tanti sono gli stranieri in Italia, 4 milioni su 60 milioni.
Nelle grandi città (Roma, Milano, Bologna) la percentuale addirittura si inverte: il 60% delle violenze sessuali è opera di stranieri, il 40% di italiani. Tra gli stranieri - mi dispiace ricordarlo,i romeni guidano la graduatoria: 8% su scala nazionale, 24% a Roma, 11 % a Milano e Bologna (pur essendo 772mila, pari all'1,3 % della popolazione residente).
Non nascondiamoci dietro a un dito.
La maggioranza dei rumeni giunta in Italia proviene ,anche a detta del governo rumeno,da criminalita'che in Romania avrebbe vita dura a causa delle pene molto piu' severe rispetto alle nostre e con una magistratura che senza ombra di dubbio non concede benefici ai criminali come in Italia.
Non va' criminalizzato un popolo ma sta di fatto che in Italia i rumeni presenti non si stanno comportando in modo esemplare
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