mer05162012

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Lavoratori stranieri, 1000 euro al mese

"Pochi migliorano la loro condizione sociale". Ricerca di Ismu, Censis e Iprs
Roma, 17 giugno 2010 – Vivono in Italia in media da 7 anni, hanno titoli di studio paragonabili a quelli della popolazione italiana (il 40,6% è diplomato o laureato, rispetto al 44,9% degli italiani), nel 32% dei casi hanno sperimentato in passato forme di lavoro irregolare (dato che sale al 40% al Sud), e oggi il 29% fa l’operaio, il 21% è colf o badante, il 16% lavora in alberghi e ristoranti, con una retribuzione netta mensile che nel 31% dei casi non raggiunge gli 800 euro.

È questo il ritratto dei lavoratori immigratiche emerge da un’indagine svolta su un campione di circa 16 mila stranieri da Ismu, Censis e Iprs per il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, presentata oggi a Roma.

Siamo sempre più una società multietnica. Gli immigrati presenti in Italia sono poco meno di 5 milioni, aumentati negli ultimi quattro anni di quasi 1,6 milioni (+47,2%), con un forte incremento sia dei residenti (+56,5%), sia dei regolari che non risultano ancora iscritti in anagrafe (+48,7%). Gli irregolari sarebbero invece 560 mila, pari all’11,3% degli stranieri presenti sul nostro territorio.

Il 77% degli immigrati maggiorenni svolge un’attività lavorativa regolare. Più di due terzi sono impiegati nel settore terziario, nell’ambito dei servizi (40,7%) e del commercio (22,5%). I mestieri più ricorrenti sono: addetto alla ristorazione e alle attività alberghiere (16%), assistente domiciliare (10%, ma 19% tra le donne), operaio generico nei servizi (9%), nell’industria (8,3%, ma 11,5% tra gli uomini) e nell’edilizia (8%, ma 15,3% tra gli uomini). Tra le figure meno diffuse vi sono quelle più qualificate: le professioni intellettuali (2,4%), gli operai specializzati (2,2%), i medici e paramedici (1,7%), i titolari di impresa (0,5%) e i tecnici specializzati (0,2%).

Dal punto di vista della condizione lavorativa, prevalgono gli occupati a tempo indeterminato (sono il 49,2% del totale), il 24,8% ha un impiego a tempo determinato, il 9,7% svolge un lavoro autonomo o ha un’attività imprenditoriale.

La metà degli immigrati che lavorano in Italia dichiara di percepire una retribuzione netta mensile compresa tra 800 e 1.200 euro, il 28% ha un salario inferiore, compreso tra 500 e 800 euro, il 3% guadagna meno di 500 euro. Solo il 13,3% ha una retribuzione netta mensile che va da 1.200 a 1.500 euro, e appena l’1,2% guadagna più di 2.000 euro.

I risultati dell’indagine sfatano il mito secondo il quale gli immigrati sono coinvolti in forti processi di mobilità sociale: l’Italia non è l’America per loro. Prevalgono i percorsi di mobilità orizzontale (il 66,6% dei cambiamenti di lavoro non determina una modifica sostanziale della loro posizione sociale), solo nel 21,5% dei casi si verificano percorsi di mobilità ascendente e nell’11,9% il cambiamento porta addirittura a un peggioramento della propria condizione lavorativa. I fenomeni di dequalificazione professionale e mobilità discendente risaltano ancora di più se si considera che il 59,8% degli stranieri che lavorano in Italia aveva già una occupazione nel Paese di origine.

Le carriere lavorative degli immigrati sono piuttosto semplici, composte da una sola esperienza di lavoro (nel 33% dei casi) o al massimo due (40,4%), il 19,2% dichiara di aver cambiato tre impieghi e soltanto il 7,4% quattro o più occupazioni. Generalmente le loro esperienze di lavoro si concludono a seguito del presentarsi di un’offerta più vantaggiosa (39,9%), per il mancato rinnovo di un contratto a tempo determinato (17%), a causa di un licenziamento (16%) o a seguito della chiusura dell’azienda presso la quale sono impiegati (4,6%).

L’indagine evidenzia una prevalenza dei canali informali di accesso al mercato del lavoro, tra i quali al primo posto si trova il passaparola, attraverso il quale il 73,3% dei lavoratori stranieri dichiara di aver trovato l’impiego attuale (e la percentuale sale tra quanti svolgono lavori poco qualificati o di cura e assistenza alle persone). Seguono gli intermediari privati e le agenzie di lavoro interinale (9%), le parrocchie (6,1%) e i sindacati (2,9%). Sono poco efficaci le inserzioni sui giornali o su Internet, attraverso le quali ha trovato lavoro solo il 2,9% degli immigrati, ma anche i Centri per l’impiego (1,9%). Questi rappresentano però un presidio territoriale dove il 30% degli immigrati si reca per cercare informazioni, compiere adempimenti burocratici, usufruire dei servizi offerti.

Quanto alla conoscenza della lingua italiana, appare acquisita dalla maggior parte dei lavoratori immigrati. Il 42,8% ne ha una conoscenza sufficiente, il 33,1% buona, l’8,9% ottima, mentre il livello di apprendimento è ancora insufficiente solo per una minoranza pari al 15,1%.

Scarica la sintesi dei risultati


Commenti  

 
0 #29 il Padano 2010-06-22 14:20
Risulta da dati elaborati da caritas ed associazioni vicine agli immigrati che l'extracomunitari o tipo in italia oltre ad essere molto piu' istruito degli italiani, svolge in quanto predisposto attività imprenditoriale (?), naturalmente lo fa sul verso dell'imprenditore italiano, ovvero evade...
quindi il vostro castello campato in aria che guadagna poco non stà letteralmente in piedi.
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0 #28 Guest 2010-06-21 12:59
Citazione Anonimo:
Bisognerebbe capire una volta per tutte che l'Italia NN E' UN PAESE INDUSTRIALIZZAT O dove poter lavorare migliorando la propria posizione. Quì al max arrivi se nn hai questo genere di problemi, così vivi tranquillamente , fai quel giusto che vuoi fare e te ne freghi apertamente di quello che ti circonda.....altrimenti è meglio cambiare il porto :!:
mi sa che sei tu che non hai capito niente dell'Italia e daella su aindustrializza zione...Intanto ammetti solo di venire qui a fare quello che vuoi fregandotene degli altri e del paese che ti ospita, questo lascia intravedere una certa disonestà di fondo.... chi ragiona come te è meglio che cambia il porto....
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0 #27 Guest 2010-06-21 12:27
Bisognerebbe capire una volta per tutte che l'Italia NN E' UN PAESE INDUSTRIALIZZAT O dove poter lavorare migliorando la propria posizione. Quì al max arrivi se nn hai questo genere di problemi, così vivi tranquillamente , fai quel giusto che vuoi fare e te ne freghi apertamente di quello che ti circonda.....altrimenti è meglio cambiare il porto :!:
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+2 #26 Rino 2010-06-20 20:53
Io ho notato solo che, favorendo l'immigrazione esagerata che subiamo, invece di fare il bene degli immigrati e il nostro bene collettivo facciamo un gran favore a tutti gli industriali e imprenditori bisognosi di schiavi, alle mafie bisognose di spacciatori e prostitute e a i politici che fanno finta di fare qualcosa. Per mettersi il cuore in pace alcuni "antirazzisti" farebbero venire 10mila minorenni in italia a prostituirsi. Le buone azioni spesso fanno più male delle cattive. Ma nessuno apre gli occhi: meglio sentirsi brave persone che cercare di esserlo. Io ho cambiato lavoro per non fare parte di questo sistema. :wink:
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0 #25 Ass. Culturale Nuovi Orizzonti 2010-06-20 02:09
° Festival di Cinema Latinoamericano sull
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-1 #24 Rick 2010-06-19 22:49
Citazione Rino:
meno male che ci sono gli immigrati che fanno lavori miseri pagati pochissimo. Altrimenti ci sarebbero gli italiani a fare lavori miseri ma pagati il giusto. Gli immigrati ci servono perché ci servono degli schiavi. (ps: sono stato un imprenditore e nella mia esperienza la verità è stata questa)


Ecco, spiegalo al pagliaccio che scrive in blu puffo la sotto. Lui sembra avere ancora dubbi sul fenomeno. Chissà dove vive, forse con mamma e papà, ricevendo l'integrazione mensile.
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-2 #23 Rino 2010-06-19 21:40
meno male che ci sono gli immigrati che fanno lavori miseri pagati pochissimo. Altrimenti ci sarebbero gli italiani a fare lavori miseri ma pagati il giusto. Gli immigrati ci servono perché ci servono degli schiavi. (ps: sono stato un imprenditore e nella mia esperienza la verità è stata questa)
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0 #22 Rick 2010-06-18 14:18
Citazione Anonimo:
Citazione Rick:
Citazione Anonimo:
Il lavoro nero e l'evasione fiscale sono grandi problemi di questa nazione. Gli stranieri si muovono in questo contesto e le loro occupazioni sono spesso del tutto o in parte in nero! D'altra parte chi potrebbe vivere in Italia con 800 Euro al mese, e per giunta anche farsi avanzare qualcosa da mandare a casa in patria?
I dati dell'indagine ministeriale sono palesemente falsi, e non per colpa degli stranieri, ma degli Italiani! a cui gli stranieri si adeguano... questa si chiama politica di integrazione interculturale.


Abbiamo già detto che se gli stranieri non lavorassero con quelle condizioni e notevolmente sottocosto, l'Italia, notoriamente nazione di EMIGRATI CAUSA DISOCCUPAZIONE DI LUNGO PERIODO MAI CESSATA, non avrebbe praticamente bisogno di tutta quella gente. Infatti, quando gli stipendi erano adeguati al costo della vita (prima dell'Euro e dell'immigrazione di massa) c'era meno emigrazione, meno disoccupati italiani e gli stipendi, essendo più alti, compensavano gli svantaggi di alcuni lavori pesanti sotto il profilo sociale, psicologico e sotto altri aspetti. Con l'introduzione dell'Euro, l'arrivo degli immigrati sottocosto e l'erosione costante dei diritti dei lavoratori, molti italiani si sono rifiutati di fare certi lavori, sostituiti dagli schiavi a buon prezzo, mentre molti altri italiani sono stati costretti a emigrare nuovamente.
Oggi in Italia non c'è persona dotata di UN NEURONE che non possa notare che se fossimo veramente così pelandroni come qualcuno afferma, non emigreremmo, come invece accade.
Pertanto, in condizioni normali, gran parte degli immigrati in realtà non servirebbe se tornassimo ad una situazione in cui LO STIPENDIO CORRISPOSTO VALE IL TIPO DI LAVORO SVOLTO.

Il signore qui sopra afferma che la colpa della flessione degli stipendi e della dequalificazion e degli italiani sia imputabile all'immigrato.
E' la solita manfrina della destra che cerca di convincerci che il nostro vero nemico sia lo straniero.
Questo signore dice che lo straniero cattivo viene qui per il semplice gusto o guasto di rompere i coglioni agli italiani.
Afferma cose false perché attualmente il livello di occupazione, che comprende quindi anche gli immigrati, é quasi pari e addirittura inferiore a quello di inizio anni '90! Egli non dice che la disoccupazione attuale é generata essenzialmente dalla crisi finanziaria che i buoni e bravi banchieri hanno saputo produrre in giacca e cravatta con la compiacenza degli imbecilli e dei vigliacchi. Egli poi non dice che la precarizzazione del lavoro voluta dalla destra al governo ha messo sul lastrico i propri connazionali. Queste son cose che non si dicono chiaramente, perché la verità non piace alla gente ipocrita e soprattutto perché fa male ed é sempre scomoda a certe categorie di evasori e sgraziati sempre pronti a sviare l'attenzione dai loro crimini e ad approfittarsi dell'incapacità del più debole di difendersi.
Ma del resto, cosa volete? Un vigliacco si distingue proprio per come attacca i più deboli, no?


Ohpps il pagliaccio irritato è tornato.

Dimostra il contrario di quello che dico e forse ti ascolto. In caso contrario no mi resta che :lol:
Ciao eterno precario.
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+2 #21 pinchù 2010-06-18 14:16
nnnnon mi ha pagato gli contributi e non ha registrato il contratto di lavoro!
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+2 #20 pinchù 2010-06-18 12:52
ll mio datore non mi paga piu di 250-300
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