mer05162012

Back News >> Ouidad Bakkali, una seconda generazione al potere

Ouidad Bakkali, una seconda generazione al potere

Doppio record per il nuovo assessore alla cultura e alla scuola di Ravenna: ha solo venticinque anni ed è figlia di immigrati. "Ma quanto è stato difficile diventare italiana anche per la legge…"

 


Roma -  17 giugno 2011 – Ouidad Bakkali è più unica che rara. Un pezzo di futuro italiano sbocciato nel presente di questo Paese, in una città, Ravenna, che ha alle spalle una storia millenaria. Storia che Bakkali probabilmente conosce bene: questa ragazza di venticinque anni, figlia di immigrati marocchini, da qualche giorno è assessore comunale, con deleghe alla cultura e alla scuola.

“Mio padre –racconta a Stranieriinitalia.it -  è arrivato in Italia all’inizio degli anni ’80, prima in Veneto, poi in Emilia Romagna. Gli immigrati allora erano pochi. A Ravenna è diventato operaio della Enichem. Io sono nata ad Agadir, ma dopo un anno abbiamo raggiunto mio padre a Casal Borsetti, una frazione di Ravenna, sul mare. Quando avevo sei anni ci siamo trasferiti in città, in una casa popolare”.

Praticamente ravennate al 100%. Torna spesso in Marocco?
“Fino all’età di sedici anni passavo in Marocco tre mesi ogni estate. Poi ho smesso perché durante la stagione turistica lavoravo qui, negli stabilimenti balneari, come barista-cameriera, anche per pagarmi i primi viaggi all’estero. Intanto infatti avevo partecipato a una selezione ed ero entrata nell’ European Youth Parliament”.

Cos’è?
“È una sorta di simulazione del Parlamento Europeo, a cui partecipano giovani che arrivano da tutta l’Europa, avolte abche dai paesi nordafricani. Ci si divideva in commissioni per scrivere risoluzioni, ad esempio sulla ricostruzioni inIraq e Afghanistan o sugli organismi geneticamente modificati. Ho iniziato a sedici anni e ho continuato anche all’università. Sono stata anche nella sinistra giovanile, ma non ho tessere di partito”.

La sua famiglia l’ha appoggiata in queste avventure?
“Sempre, anche perchè mi hanno sempre visto determinata . inoltre, lavorando l’estate, le mie scelte non pesavano sul bilancio familiare”.

Eppure la vulgata vuole che gli arabi siano chiusi e contrari all’emancipazione delle donne
“Mio padre è una delle persone più aperte che conosco, lui è di Tangeri, dove c’è un porto, probabilmente questo conta. Mia madre è di un piccolo villaggio, quindi magari è un più chiusa, ma comunque l’ appoggio dei miei genitori è sempre stato completo”.

E ora che hanno una figlia assessore?
“Sono contenti. Mio padre non è il tipo che fa grandi compimenti, quando raggiungi un obiettivo ti parla già di quello successivo. Si preoccupava solo che potessero attaccarmi per le mie origini”.

È successo. I consiglieri del Pdl hanno sottoscritto un documento secondo il quale la sua nomina ad assessore alla cultura sarebbe il "simbolo preoccupante di una politica culturale che continui a guardare solo ed esclusivamente all’interculturalità ma che non tiene conto della tradizione culturale della nostra città"
“Di fronte ad accuse così basse e ridicole io e  la mia famiglia ci siamo fatti una risata”.

Lei fa paura perché è così giovane o perché una seconda generazione?
“Credo per entrambi i motivi. Ma alla parte più conservatrice della società disturbano soprattutto le mie origini. Non ci si rassegna a considerare le seconde generazioni come italiani a tutti gli effetti”.

Sono situazioni che ha vissuto anche in passato?
“Spesso, in tanti piccoli episodi, a volte anche divertenti.  Dagli impiegati degli uffici pubblici che mi parlavano più lentamente, dando per scontato che fossi straniera, agli scrutatori dei seggi elettorali che mi guardavano stupiti quando mi presento a votare”.

Nelle sue esperienze all’estero, ad esempio con l’EYP, ha riscontato situazioni di questo tipo?
“No, soprattutto non c’è quello stupore. Al Europarlamento dei giovani c’erano delegati arrivavano da Paesi dove non ci sono solo seconde generazioni ma anche quarte o quinte generazioni. La curiosità era legata solo alla normale voglia di conoscersi come persone. In una sessione di lavori a Berlino, nella stessa commissione c’eravamo io , che rappresentavo l’Italia, e una giovane marocchina che rappresentava il Paese dei miei genitori”.

Quando ha preso la cittadinanza italiana?
“Ho presentato la domanda quando avevo diciannove anni, convincendo anche tutti i miei familiari a fare lo stesso. Non ce la facevo più ad essere straniera per la legge,.il permesso di soggiorno mi creava una serie infinita di problemi per i miei viaggi all’estero e poi c’era il paradosso che facevo politica attiva e non potevo votare”.

È stato facile diventare italiana?
“Macchè. Oltre ai soliti due anni previsti dalle legge per l’esame della domanda, ne ho dovuti aspettare altri due per i soliti intoppi burocratici. Senza contare che intanto era uscita la legge sulla sicurezza e io e i miei familiari abbiamo dovuto anche pagare duecento euro a testa”.

Cosa cambierebbe della legge sulla cittadinanza?
“Praticamente tutto, ma comincerei col riconoscerla a chi nasce qui. Io sono arrivata qui che avevo un solo anno e sono diventata italiana più di vent’anni dopo. Mia sorella è nata e cresciuta qui, eppure fino a diciotto anni è stata considerata una straniera, lei che non parla nemmeno l’arabo”.

E lei parla arabo?
“Sì. Con i miei genitori parlo nella loro lingua d’origine. La scorsa estate ho anche studiato per tre mesi arabo classico in Marocco, per leggerlo e scriverlo”.

Perché il sindaco ha scelto lei come assessore?
“Voleva dare un segno di rinnovamento e  apertura. Nominare assessore a Ravenna una venticinquenne di origini non ravennate è un segnale di rottura. Entra nel dibattito sui giovani che non hanno possibilità o responsabilità. È un trend che spero possa essere seguito anche altrove.Mi raccontano che negli anni settanta un assessore della mia età non avrebbe fatto notizia, erano tanti i giovani impegnati nelle amministrazioni”.

Lei ha la delega alla scuola, luogo sempre più multietnico
“In una delle prime mail che mi sono arrivate, un cittadino si lamentava perchè nella classe di suo figlio gli stranieri superavano il 30%. Gli ho spiegato che quel tetto deve necessariamente essere flessibile. Gli alunni stranieri sono un fenomeno che va gestito bene, perchè sono una risorsa, e trovare le giuste soluzioni è compito della politica. Preoccupiamoci anche che i genitori non creino pregiudizi nei loro bambini”.

Cosa ha provato il giorno della nomina?
“Gioia, soddisfazione, ma anche preoccupazione per l’importanza di questa sfida. Poi, subito, mi sono messa a studiare, ho fatto il giro di fondazioni , teatri e altri luoghi di cultura della città per conoscerne gli attori, e ho partecipato a tante riunioni con esperti del mondo della scuola”.

I ravennati, opposizione politica a parte, come l’hanno presa?
“In Piazza del Popolo, davanti al palazzo del Comune, ci sono tanti vecchietti. Mi fanno i complimenti, altri sono scettici o cercano di mettermi in difficoltà. Ma conta quello che farò come assessore, la mia sfida più importante è che la crisi delle risorse non intacchi la qualità dei servizi, culturali e scolastici”.

Essere una seconda generazione le dà qualcosa in più?
“Mi dà un punto di vista più ampio, la possibilità di comprendere posizioni anche molto differenti. È un valore aggiunto, ma non è certo determinante per affrontare il compito che mi aspetta”.

Elvio Pasca

Commenti  

 
0 #19 Daniel 2012-05-10 19:08
Sera Sono Daniel Mercatali ho chiesto un patrocinio alla cultura di Ravenna per girare un film-documentario basato sullo stalking e ne sono felice che proprio lei mi abbia concesso il patrocinio...
Serve rispetto per se stessi e sopratutto per glia altri
Citazione
 
 
+2 #18 Meg 2012-03-23 13:44
...Per completare il commento precedente:
è frutto di una illusione molto sciocca credere che una venticinquenne possa governare processi così complicati e delicati. La cultura a Ravenna è la Classense, il MAR, Dante, l'Accademia di Belle Arti (distrutta dalle amministrazioni degli ultimi anni), Casa Oriani... tutte istituzioni vivaci, grandi e da far sovrintendere a gente che abbia il polso giusto.
L'opzione Bakkali, dunque, rimane assolutamente deludente; e lei stessa dovrebbe evitare di agitare spettri e sospetti di intolleranza, tentando di mascherare maldestramente la sua obiettiva inadeguatezza.
Citazione
 
 
+3 #17 Meg 2012-03-23 13:43
IL fatto che sia di origine marocchina non conta nulla, anzi potrebbe dare forza e ricchezza all'azione amministrativa. Il punto è la Bakkali non è all'altezza di governare la cultura di una città complessa come Ravenna, non avendo conoscenze specifiche, esperienza e forse neppure competenze generiche. Ravenna ha una identità peculiare e universale e non si può investire su Kamikazen (manifestazione sul fumetto) tanto quanto si investe sui mosaici, che ne tracciano il DNA da sedici secoli... E' frutto di una illusione molto sciocca credere che una venticinquenne possa governare processi così complicati e delicati. La cultura a Ravenna è la Classense, il MAR, Dante, l'Accademia di Belle Arti (distrutta dalle amministrazioni degli ultimi anni), Casa Oriani... tutte istituzioni vivaci, grandi e da far sovrintendere a gente che abbia il polso giusto.
Citazione
 
 
+1 #16 Sabri 2011-10-10 10:47
Bravaaaa!!! :lol:
Citazione
 
 
0 #15 Hamid 2011-09-02 01:48
Citazione NO IMMIGRATI:
povera Italia..a RaVENNA NON SI FESTEGGIERà PIù IL nATALE MA LE FESTE ISLAMICHE E GLI ANTICHI MOSAICI VERRANO DISTRUTTI PER FARE MOSCHEE...POVERA iTALIA!!!NO AGLI MMIGRATI!!!!!!! !

Caro Meschino,
Persone come te rischiano di incentivare il declino dovuto all'ignoranza e la chiusura mentale in questo grande paese. Faresti bene a iniziare a vedere la richezza nella diversità delle culture e deile competenze, facendo prevalere il merito e il rigore.
cerca di arrichirti da chi ti porta rispetto e da l'esempio di buona cittadinanza.... saluti
Citazione
 
 
-5 #14 ... 2011-06-23 09:21
risposta al post...continua...
vallo a dire a quelli come Antileghista che sono convinti che per essere italiani basta nascere qui o viverci da qualche anno...solo perchè parlano la lingua (anche noi parliamo le lingue estere, non significa che apparteniamo alla loro cittadinanza) vestono come noi, mangiano pizza. pensano di essere più italiani di noi :P ...credono ,A TORTO ,che essere italiani da tantissime generazioni non conti nulla...hai ragione la nostra convivenza con nonni e bisnonni ci ha reso italiani VERI come i loro racconti di patria ci hanno resi VERI italiani...
che ce ne facciamo di figli di immigrati che continuano hanno dei genitori alle spalle che insegnano loro a non essere italiani e magari a detestarci , a islamizzarci e a voler sopprimere le nostre culture?
Citazione
 
 
-1 #13 Continua 2011-06-22 18:15
Questo sentimento di italianità che non hanno mai perduto, ci è stato trasmesso per ereditarietà genetica ma anche per la convivenza con i nostri padri, nonni e bisnonni fino alla seconda, terza oppure quarta generazione. Questo è il nostro stretto legame con l’Italia.
La seconda generazione non potrà ricevere la cittadinanza affinché tutti i veri discendenti degli italiani non abbiano il riconoscimento di che sono anche italiani!!!!
Tornate al vostro paese, questo quà appartiene ai discendenti!!!! !!
Citazione
 
 
0 #12 Marco Verrone 2011-06-22 18:14
Importante sottolineare che noi discendenti di quelli emigranti italiani.
Forse l´Itália non riconosce la differenza perchè si è dimenticata del sangue e della storia dei suoi figli , o sia, non ha insegnato nelle scuole cosa fu l´emmigrazione di migliaglia d´italiani costtretti a fuggìre della fame. Ci sembra che i emmigrati furono considerati morti dal potere pubblico italiano. Il sentimento d´abbandono e la dimenticanza continua quando ci accorgiamo che l´ emmigrato italiano è trattato come se fosse un straniero qualsiasi.
Citazione
 
 
-4 #11 KAMAL AMAZIGH 2011-06-22 02:20
Il Marocco e Berbero a 100% e tutti gli arabi andranno fuori se non domani e sicurissimo dopo domani, se qualcuno di voi non e contento pu tornare in Marocco per vedere come se cambiano le cose.
Gli arabi hanno rovinato tutto il mondo con la loro ignoranza e faranno fini dal Marocco come le hanno fatto gli Spagnoli.
Gli arabi hanno modificato l'Islam e lo hanno portato mal interpretato per cancellare tutti le identita nel mondo, e hanno crato anche un mondo arabo che non esiste in realta tranni la penisola araba saudita, altremente possiamo dire il mondo francese o il mondo italiano.
ce molto da dire per quello che hanno fatto gli arabi ma per oggi basta cosi.
Facebook: kamal amazigh (milano)
Citazione
 
 
-3 #10 ciao 2011-06-21 20:37
Citazione Satana:
Un italiano,non potra' mai considerare un immigrato arabo/nero/asiatico uguale,anche se nato in Italia. I Popoli europei,vanno d'accordo solo con gli altri europei,e di razza bianca in generale !
Gli arabi,poi,sono il MALE in assoluto ! Non fidatevi MAI di loro... :roll:

invece, dobiamo fidare di te idiota!
dove c'è Hfaouzi c'è satana.
satana ma dove eri prima? eri in ferie.
Citazione
 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna