Roma – 17 settembre 2010 – Italiani col permesso di soggiorno. Sono i figli di immigrati, nati e cresciuti qui ma equiparati, per diritti e doveri, ai loro genitori. In tanti, “sentendosi orgogliosamente italiani si stanno battendo affinché il Parlamento legiferi per una legge sulla cittadinanza che dia dignità e pari opportunità a coloro che saranno protagonisti nella società italiana”.
Alla battaglia partecipa anche l’Anolf giovani, associazione della Cisl animata da ragazzi di seconda generazione, che ha lanciato un appello al governo. Un invito a mettere da parte “le ideologie e le strumentalizzazioni sui temi dell'immigrazione, rendendosi consapevoli che in Italia vivono circa 1 milione di giovani italiani figli dell'immigrazione i quali ancora sono legati ad un permesso di soggiorno”.
Qui di seguito il testo, che i promotori chiedono di firmare e inviare via mail ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ) al Presidente del Consiglio:
“All’attenzione On. le Berlusconi
“Non siamo immigrati, non veniamo da un altro paese, non abbiamo attraversato frontiere, siamo qui dall’inizio della nostra vita”.
E’ l’appello delle “seconde generazioni”, delle migliaia di figli di immigrati nati o cresciuti in Italia, che vanno a scuola con i nostri figli, parlano italiano con le nostre inflessioni dialettali e spesso non conoscono nemmeno il paese da cui provengono i loro genitori.
Si sentono a tutti gli effetti italiani, ma per la nostra legge sulla cittadinanza sono stranieri perché figli di stranieri. Sono giovani italiani che vivono nell’incertezza perché legati a un permesso di soggiorno e in bilico tra questure e uffici immigrazione.
Per quanto tempo ancora l’Italia farà finta di nulla?
Per quanto tempo ancora questi giovani, risorsa tutt’oggi inutilizzata e discriminata, vivranno nell’invisibilità?
I nuovi italiani chiedono risposte per il loro futuro.
Un futuro che, per miopia politica, è ancora negato.
I figli dell'immigrazione dicono basta ai giovani italiani con il foglio di via; chiedono alle Istituzioni di prendere, concretamente e nel più breve tempo possibile, provvedimenti che riconoscano ai figli degli immigrati il diritto allo “jus soli”, riformando l’attuale normativa sulla cittadinanza che, invece, lascia crescere questi ragazzi in una “terra di nessuno”.
Firma
Nome e Cognome”














Commenti
ma questo non vuole dire che incoraggiamo di darla a tutti i nati in italia. perche immaginiamo una copia afghana che ha avuto diciamo una figlia in italia poi la portano in afghanistan fino alla maggior eta; li fanno sposare un afghano quindi tutti i due non sanno un cazzo del italia e pure sono italiani. o una coppia/una donna che non abita e non vive in italia ma partorisce il suo figlio in italia solo per approfittare della cittadinanza per se diventa problema.
per cio chiediamo la cittadinanza per quelli cresciuti in italia e hanno studiato al meno un ciclo intero nelle scuole italiane che vuole dire l elementare il collegio o qualche diploma in italiano. ma comunque prima di 18 anni perche i disaggi
italiano/straniero cominciano al 13emo o 14emo anno e a quel periodo se vedono il futuro nero e sanno che hanno 4 o 5 anni di criminalità gratuita visto che si puo scappare facilmente dalle comunità e carcere minorile non avranno neanche la voglia di studiare.
e questo che succede anche adesso. e non voglio dire che questo al italia piace. li fanno lavorare nel spaccio perche non possono fare la stessa cosa per i minori italiani che sono seguiti da associazioni e tanti leggi che li assistono e li difendono di ogni tipo di sfruttamento.
RSS feed dei commenti di questo post.