mer05162012

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Tassa sui permessi? Ora puntualità e voto agli immigrati!

Una nuova legge obbligherà i cittadini stranieri a pagare, ma perché lo Stato non rispetta quella che impone che il documento sia pronto in venti giorni? Intanto, per cinque milioni di contribuenti, il principio "no taxation without representation" non vale



Roma – 2 gennaio 2012 – La nuova tassa sui permessi di soggiorno è il regalo a scoppio ritardato degli ex ministri Maroni e Tremonti agli immigrati. Sarebbe però quanto meno ingenuo sperare che il governo Monti ci rinunci, impegnato com’è a raschiare il fondo del barile per rimettere in sesto i conti pubblici.

Cinque milioni di immigrati regolari costretti a pagare periodicamente da ottanta a duecento euro per rimanere in Italia sono una gallina dalle uova d’oro, una vacca da mungere senza paura che gli italiani, già tartassati dalle misure anticrisi, storcano ulteriormente il naso. Qualcuno magari penserà pure: “Giusto che facciano sacrifici anche loro”.

 

A troppi italiani però sfugge che gli immigrati i sacrifici già li fanno tutti, perche pagano e pagheranno anche tutte le altre stangate. Chissà poi quanti sanno che razza di servizio, con la nuova tassa, i titolari di un permesso di soggiorno pagheranno così caro.

Se si pensa che fino a qualche anno fa per rinnovare un permesso ci voleva anche un anno e mezzo, bisogna sottolineare che finora, soprattutto grazie all’informatizzazione delle procedure  è stato fatto molto. Eppure, anche le più avanzate sperimentazioni avviate ministero dell’Interno puntano a garantire che il nuovo permesso arrivi, in media, quarantacinque giorni dopo la presentazione della domanda.

Già quella media, in sé, è un problema. Ad Aziz che vive a Roma e impiega dieci mesi per rinnovare il suo permesso di soggiorno, interessa davvero poco che magari Felipe, a Trento, attenda solo trenta giorni. La scoperta ha anche il sapore di una beffa, perché alla consapevolezza della sfortuna di essere nato in un Paese povero si aggiunge quella di essere finito nella città sbagliata.

Soprattutto, è inaccettabile che dove la legge è uguale per tutti esistano leggi “più uguali” delle altre. Perché se dal trenta gennaio una legge obbligherà tutti gli immigrati a vuotarsi le tasche per il permesso di soggiorno, c’è n’è anche una, in vigore dal 1998, che dice che il rinnovo del permesso dovrebbe arrivare entro venti giorni (venti, non quarantacinque!) dalla domanda. Eppure, finora, trovare qualcuno che vive un’esperienza simile è più difficile che avvistare una foca monaca.

Dal trenta gennaio, più di prima, si dovrà allora pretendere che lo Stato rispetti le sue leggi centrando quel traguardo. Altrimenti, quando Aziz sborserà cento euro e si vedrà arrivare comunque il permesso dopo dieci mesi, cosa dovrà fare? Potrà chiedere il rimborso dei soldi versati per un servizio che non gli è stato garantito? Quali saranno gli strumenti a sua disposizione? Le associazioni dei consumatori battano un colpo.

C’erano i sei miliardi di Irpef versati ogni anno e ci saranno tutte le tasse delle nuove manovre, comprese quelle che colpiranno soprattutto gli immigrati, come la patrimoniale sugli immobili all’estero dei tanti che, con i sacrifici fatti qui, hanno comprato casa in patria. Ora arriva l’esoso contributo per il permesso di soggiorno. Mentre crescono le tasse per gli stranieri in Italia, va affrontato allora anche un altro discorso, meno spicciolo.

Diventa infatti sempre più attuale una rivendicazione vecchia di secoli, quel “no taxation without representation” che fu tra gli slogan della Rivoluzione Americana. Se lo Stato mi tassa, e si definisce democratico, dovrebbe darmi anche la possibilità di scegliere chi amministrerà i miei soldi.

Lasciamo da parte il voto politico. In troppi obietterebbero che non si può dare ai non cittadini la possibilità di eleggere o diventare parlamentari, orientando le scelte del Paese su temi sensibili come la laicità, la famiglia, le pari opportunità o la politica estera. Ma l’elettorato attivo e passivo alle elezioni locali è di certo un’altra cosa.

Il sindaco che definisce le rette degli asili nido, l’assessore comunale che organizza i trasporti pubblici o il consigliere che propone un regolamento sui bonus bebè, dovrebbero trovare la legittimazione delle loro azioni anche nel voto dei concittadini immigrati che finanziano quelle scelte, le vivono sulla loro pelle, ma non possono orientarle in alcun modo. Troppo facile, troppo ingiusto, continuare a spremere docili contribuenti ai quali non si renderà conto alle prossime elezioni.

Elvio Pasca

Commenti  

 
0 #26 krys 2012-01-21 19:43
Questo bisogna dire a tutti gli italiani sparsi per il mondo.che vanno tutelati prima gli americani,gli inglesi,i francesi,gli australiani e cosi via e alla fine gli italiani,ma ti stai rendendo conto delle tue assurdità?Svegliati che siamo tutti nella stesa pentola,anzi baratro e tanti auguri per gli anni avvenire.
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+2 #25 ENNI 2012-01-05 02:14
e giusto pagare le tasse ..pero una cosa che alcuni non sanno e che noi stranieri paghiamo gia le tasse ..le stesse che pagano gli italiani.. in più paghiamo per avere un permesso di soggiorno che ci arriba dopo un anno gia scaduto ,e nel frattempo noi non possiamo neanche andare dal medico per che non abbiamo il soggiorno in mano....io sono sposata con un italiano e ho due figli....a pesar di quello mi anno negato una volta il soggiorno....( non avevo lavorato per 6 messi per che ero incinta)....poi vengono a dirci che le leggi sono giuste..giuste per chi??solo per i politici che rubano al popolo......io questa tassa non la pago....preferisco stare in nero...senza permesso...per che alla fine andrà a finire così...ci saranno in tanti che preferiranno restare in nero invece di pagare tutte quelle tasse che danno a gli stranieri.....
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0 #24 Ali 2012-01-04 23:59
BEN PARLATO ELVIO...GRAZIE MILLE
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+2 #23 Lena 2012-01-04 15:03
Sono stufa di pagare per le pensioni dei genitori di qualcun altro, per i servizi che non ci sono, per il governo che non
posso scegliere, per i posti statali dove non ho diritto di fare concorso, monopolio di assicurazioni, bolli, ICI….
Questa tassa non la pago per principio! Non voglio piu la carta di soggiorno!
Mi faccio assumere in un altro paese dalla mia azienda ed investire miei contributi nel PIL francese o tedesco.
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+1 #22 Raja Iftikhar Ahmed 2012-01-04 12:41
direi di si alle tasse sul permesso, se i tempi vanno rispettati, devono darmi il permesso entro 10 giorni, non devo andare in questura per 3 volte.
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+1 #21 anonimo 2012-01-04 00:51
ciao a tutii leggendo questo articolo e leggendo i vostri commenti ......tico pienamente ke sono d'accordo con il sign. elvio..... tutti gli immigrati hanno sempre pagato tutte le tasse per la paura di non essere cacciati da questo paese dove la maggior parte dei servizi non sono ben garanti, come sono garantiti ai cittadini italiani..... Tutti gli stranieri si sentono sempre in minoranza rispetto ad un cittadino italiano ..... e tutto questo per colpa della mal disorganizzazio ne dello stato che non e' ancora riuscito a trovare un comportamento stabile e sincero nei confronti dei cittadini italiani.......e non solo putroppo l'italia non e' ancora riuscita ad integrarsi con la nuova generazione straniere ..... in tutti gli altri stati dell' unione europea non si risentono questi problemi.............ad esempio in stati come la francia, inghilterra e la germania vivono addirittura la quarta o la quinta generazione straniera......
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-1 #20 tc 2012-01-04 00:08
L´italia é al capolinea !!
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+1 #19 zara 2012-01-03 22:08
qui non si tratta di straniero o italiano, la tassa sulle permesso di soggiorno si pùo anche pagarla ma devono respetare i tempi di rilascio, mentre la c.i si lascia in 10 minute . non dimenticate che siamo in italia altro che il terso mondo. abbiamo sbaghiato paese di securo veramente, :-*
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+4 #18 IGNOTA 2012-01-03 12:13
qui non si tratta di rubare gli extracomunitari , perchè alla fine è sempre nel loro interesse regolarizzarsi. non possono lavorare, non possono partire per l loro paese d'origine. non dormono sogni tranquilli, e tutto questo per un pezzo di plastica, mà che dà l diritto di essere preso in considerazione. in quanto riguarda il fatto di andare tutti a casa nostra, cari italiani, non dimenticate che ormai voi non volete più fare i lavori sporchi, badare ai vostri anziani , ai vostri bambini, pulire la casa, costruire i vostri palazzi, le vostre strade. la delinquenza nn è solo qui in italia da parte degli extracomunitari . non dimenticate quello che fanno gli italiani in america , colombia , messico , cartelli interi della droga, prostituzione ecc. vedete prima il vostro marciume e poi puntate il ditto verso altri, anche sè a casa vostra. a roma per colpa di una ragazzina ( che nn voleva dire ai genitori di aver fatto sesso con il suo ragazzo) hanno brusciato un intero campo rom, per cosa?
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-6 #17 antonio salis 2012-01-03 11:58
secondo me è giusto che tutti contribuiscano italiani o stranieri senza razzismi o differenze per gli uni o per gli altri.
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