Attualità - Il portale dell'immigrazione e degli immigrati in Italia - Stranieri in Italia

Roma, 19 luglio 2018 - “Ci sentiamo responsabili di questo esercito di poveri, vittime di guerre e fame, di deserti e torture. E’ la storia sofferta di uomini e donne e bambini che – mentre impedisce di chiudere frontiere e alzare barriere – ci chiede di osare la solidarietà, la giustizia e la pace”. Lo scrive la presidenza della Conferenza episcopale italiana in una nota sul tema dell’accoglienza dei migranti.

Roma, 19 luglio 2018 - Medici Senza Frontiere (Msf) Italia ha inviato una lettera aperta al presidente del Consiglio Giuseppe Conte chiedendo al governo di modificare le politiche per l’accoglienza migranti e di riaprire i porti italiani allo sbarco delle persone salvate nel Mar Mediterraneo. Nella lettera, Claudia Lodesani, presidente di Msf Italia, sottolinea che "l’equazione ‘meno soccorso in mare uguale meno partenze' non sia solo sbagliata, ma soprattutto mortale. Nell’ultimo mese, quasi 1 migrante su 10 ha perso la vita attraversando il Mediterraneo, mentre dall’inizio del 2018 sono già annegate più di 1.000 persone". 

Nei primi mesi del 2015, dopo la chiusura di Mare Nostrum, le morti in mare aumentarono in modo significativo. Nello stesso anno, le ONG (organizzazioni non governative) scesero in mare per aiutare a gestire l’emergenza a cui non riusciva a sopperire l’Italia e l’Europa, che secondo Msf Italia, avrebbero dovuto costruire corridoi umanitari e canali di accesso legali per combattere il fenomeno immigrazione, e non trascurare gli obblighi internazionali in materia di soccorso, diritti umani e protezione dei rifugiati, come invece accadde.  Ad oggi purtroppo la situazione non sembrerebbe cambiata. Infatti, alle navi umanitarie non è praticamente permesso di operare, i mezzi della Guardia Costiera italiana e di Frontex (l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera) hanno minor libertà di azione, e restano attive le navi mercantili, inadatte però a compiere operazioni di soccorso.

Lodesani scrive di come gli Italiani si siano accaniti nei confronti dei migranti, senza soffermarsi su chi di loro è rifugiato politico o richiedenti asilo, in quanto questi ultimi avrebbero diritto di ricevere accoglienza e protezione. Anche il governo, nonostante la sostanziale riduzione degli arrivi, continua ancora a muoversi come se fosse perseguitato da un’invasione straniera, che in realtà non sarebbe mai esistita, per poter proseguire sulla linea della chiusura dei porti, e quindi chiedere meno salvataggi in mare e meno diritti a terra.

Questa condizione di esasperazione, si è creata anche a causa di una conseguenza di scelte sbagliate da parte dell’Europa, in quanto l’Italia, ma anche la Grecia, sono state lasciate sole ad affrontare il problema immigrazione.

"Sono un medico e negli ultimi 15 anni ho cercato di "aiutarli a casa loro”. Quasi tutto il 2017 l’ho trascorso in Sud Sudan, dilaniato da una guerra che ha causato 2,485 milioni di rifugiati. Di questi 1 milione sono accolti in Uganda, quasi 800.000 in Sudan e gli altri in Etiopia, Kenya e Repubblica Democratica del Congo. Perché solo una piccolissima parte di chi fugge da guerre, violenze, fame e cambiamenti climatici vuole arrivare in Europa" - afferma la Lodesani nella sua lettera.

Msf chiede a Conti di non solo parlare con i suoi ministri, ma anche a convocare i presidenti delle nazioni più influenti in Europa, per proporre loro iniziative più concrete come corridoi umanitari, canali di accesso legale e accordi coraggiosi per rafforzare il sistema di ricerca e soccorso in mare e assicurare un'accoglienza condivisa in Italia ed Europa. 

 

Roma, 19 luglio 2018 - È stata assolta Martine Landry, pensionata e attivista di Amnesty International, accusata di aver aiutato due quindicenni richiedenti asilo, provenienti dalla Guinea a raggiungere una stazione di polizia in Francia. La donna, per aiutare i due ragazzi, li avrebbe accolti sul lato francese della frontiera tra Menton e Ventimiglia per accompagnarli alla polizia di frontiera. 

Dopo quasi un anno, in cui Landry ha rischiato una condanna a 5 anni di carcere e 30 mila euro di sanzione, il 13 luglio il tribunale ha definito innocente la donna poiché ha agito secondo il diritto internazionale e secondo l’interesse della fraternità. Durante questo incubo, Amnesty International non ha mai abbandonato Landry, schierandosi sempre dalla parte della sua attivista, utilizzando i canali mediatici per chiedere supporto e sensibilizzazione collettiva per lei, e far conoscere la sua storia. "Martine Landry non ha fatto nulla di male e non ha commesso alcun crimine. Portando due ragazzi in una stazione di polizia in modo che potessero essere registrati e assistiti in quanto minorenni, ha agito con compassione e in conformità con la legge”, ha dichiarato l’Amnesty International. Secondo l’organizzazione umanitaria, Landry è stata trascinata in tribunale sulla base di accuse surreali, senza avere per altro rispetto degli sforzi delle Ong per aiutare le persone in cerca di sicurezza.

“La legge francese dovrebbe essere modificata conformemente al diritto internazionale per garantire che solo il traffico per vantaggi materiali sia considerato un reato,” ha sottolineato Amnesty International.

Roma, 19 luglio 2018 - Ancora orrore nel Mediterraneo. Sono stati ritrovati da parte della nave Ong spagnola Proactiva Open Arms due corpi in mare tra i resti di una barca. Secondo Proactiva Open Arms, la Guardia Costiera Libica avrebbe lasciato morire una donna e un bambino che erano a bordo di un gommone in difficoltà. 

L’organizzazione spagnola ha pubblicato su Twitter le foto dei due corpi in mare, tra i resti di una barca. "La Guardia Costiera libica ha detto di aver intercettato una barca con 158 persone fornendo assistenza medica e umanitaria - ha scritto il fondatore della Ong Oscar Camps - ma non hanno detto che hanno lasciato due donne e un bambino a bordo e hanno fatto affondare la barca perché non volevano salire sulle motovedette". "Quando siamo arrivati, abbiamo trovato una delle donne ancora in vita", continua il racconto su Twitter di Camps. "Non abbiamo potuto fare nulla per recuperare l'altra donna e il bambino, che a quanto pare è morto poche ore prima che li trovassimo. Per quanto tempo avremo a che fare con gli assassini arruolati dal governo italiano per uccidere?".

Il deputato di Europa+ Riccardo Magi punta l’attenzione sul continuo aumento delle morti in mare. Sono sempre meno i migranti che sopravvivono, e per quei pochi fortunati, le condizioni in cui versano sembrano quelle di chi è stato prigioniero in un lager. Magi, che è presidente di Radicali Italiani, è da sempre attivo nel difendere i diritti umani degli immigrati. Nel maggio scorso ha partecipato ad una missione di ricerca e salvataggio proprio a bordo della Astral di Pro Activa Open Arms.

"Ecco il risultato degli accordi con la Libia – dichiara Magi - Non è accettabile ascoltare ancora il ministro Salvini sostenere che i naufraghi salvati vadano riportati in Libia, non è accettabile che l'Italia continuo a fornire i mezzi per questo olocausto". Secondo il presidente di Radicali Italiani, la scelta di Matteo Salvini di fare accordi con la Libia non è la strada giusta da percorrere. "Non è accettabile ascoltare ancora il ministro Salvini sostenere che i naufraghi salvati vadano riportati in Libia, non è accettabile che l'Italia continuo a fornire i mezzi per questo olocausto" - conclude Magi.

Roma, 13 luglio 2018 - Il Segretario di Radicali Italiani Riccardo Magi risponde all’appello lanciato dallo scrittore Sandro Veronesi affermando: "Io su una nave ONG ci sono stato lo scorso maggio e sono pronto a tornarci, per testimoniare cosa accade lì, dove il mare è diventato cimitero e muro e dove la nostra civiltà sta andando a picco".

Magi lo scrive su Facebook, in risposta all’appello di Veronesi allo scrittore Roberto Saviano, in una lettera di riflessione non solo sul tema immigrazione, ma anche sul "rispetto" della vita umana a prescindere da quale etnia essa appartenga.

Il Segretario di Radicali Italiani condivide e sottoscrive l’appello di Sandro Veronesi, apprezza chi con il proprio corpo e con la nonviolenza può scuotere le coscienze. 

La lettera di Veronesi, che è una riflessione sul "tempo del corpo", descrive il senso di frustrazione che lo tormenta vedendo la manipolazione delle informazioni sul tema immigrazione.

Secondo Veronesi, il viaggio nei barconi sembra quasi diventare una crociera vacanze, e non il viaggio di tortura a cui quei esseri umani sono in realtà esposti.

Lo Scrittore, inoltre, afferma che sarebbe il caso di 'metterci il corpo' , che ha il significato di andare laggiù ed agire in prima linea in quei posti dove ha luogo lo scempio, e restare a manifestare da lì, non solo con le nostre parole, ma soprattutto con il nostro corpo, in quanto esso è il mezzo più estremo di lotta nella tradizione della non violenza. 

Il Segretario di Radicali Italiani lancia il suo appello al Presidente della Camera Roberto Fico rinnovando la richiesta di una missione parlamentare in Libia, in modo che possano prendere coscienza di quello che sta accadendo lì.

Ai suoi colleghi parlamentari, Magi chiede di non restare seduti alle loro scrivanie, ma di andare a vedere con i propri occhi ciò che accade nel Mediterraneo e portare questa realtà dentro il Parlamento.

Afferma che “non può non nascere anche dal Parlamento una mobilitazione contro il disprezzo per la vita umana e per le più basilari norme del diritto internazionale".

Trapani, 13 luglio 2018 - Dopo una lunga attesa è arrivato il via libera dal Ministero dei Trasporti, per l’autorizzazione di attracco della nave Diciotti, presso il porto di Trapani. A bordo della nave ci sono i 67 migranti soccorsi nei giorni scorsi dal rimorchiatore Von Thalassa.

L’autorizzazione sembrava non arrivare più, in quanto la nave aveva già ricevuto da ieri il via libera all’attracco, che poco dopo è stato fermato improvvisamente, lasciando in radar l’imbarcazione della Guardia Costiera per diverse ore.

Il motivo del rinvio all’approdo sembrerebbe legato alle indagini in corso sui presunti scafisti del natante sul quale si trovavano i migranti e sui presunti aggressori dell’equipaggio della nave mercantile Von Thalassa. 

Da Innsbruck il ministro dell’interno Matteo Salvini, monitorando la situazione ha affermato: "Io non voglio farmi prendere in giro. Finché non c'è chiarezza su quanto accaduto non autorizzo nessuno a scendere dalla Diciotti: se qualcuno lo fa al mio posto se ne assumerà la responsabilità. O hanno mentito gli armatori denunciando aggressioni che non ci sono state - e allora devono pagare - o l'aggressione c'è stata e allora i responsabili devono andare in galera".

La Procura di Trapani ha aperto un’inchiesta ed è in attesa del rapporto dello Sco (servizio centrale operativo) e della squadra mobile della Questura, per identificare eventuali scafisti che potrebbero essere stati salvati assieme ai migranti.

Ci sono già due indagati: due uomini, un ghanese e un sudanese, che erano già stati identificati nelle ultime 24 ore, grazie ad un’indagine lampo effettuata in mare dalla polizia. Secondo il rapporto di polizia devono rispondere di violenza, minacce e dirottamento. 

Non sembrano essere emersi elementi tali da giustificare un fermo di polizia per i due uomini. La Procura sta cercando di fare chiarezza su quanto avvenuto a bordo della nave Vos Thalassa, visto che il comandante del mercantile aveva segnalato una situazione di “grave pericolo” per l’equipaggio richiedendo l’intervento della Diciotti, dopo le proteste di due persone a bordo. 

 

Il permesso di soggiorno è l’unico documento che consente ad uno straniero di soggiornare legalmente in Italia per lungo periodo. Deve essere richiesto entro 8 giorni lavorativi dalla data di ingresso in Italia.

 

Ho bisogno del permesso di soggiorno?

Chi è entrato in Italia per soggiorni brevi (ad esempio per motivo di turismo, affari, ecc…), per meno di 90 giorni, non ha bisogno di richiedere un permesso di soggiorno, sia che sia entrato in Italia con un visto Schengen sia che sia entrato senza bisogno di visto.

Diverso è il caso dei cittadini non europei entrati in Italia con un visto nazionale, cioè di lunga durata. Il visto nazionale infatti rappresenta solo l’autorizzazione all’ingresso in Italia. Una volta arrivati in Italia è necessario richiedere il permesso di soggiorno, che è l’unico documento che consenta di soggiornare legalmente in Italia.

I cittadini dell’Unione Europea invece non devono richiedere il permesso di soggiorno. Qualora intendano soggiornare per un periodo superiore a tre mesi, trascorsi tre mesi dall'ingresso dovranno iscriversi all'anagrafe del comune di residenza; per soggiorni inferiori a tre mesi non è più richiesta alcuna formalità.

I familiari extracomunitari del cittadino comunitario devono invece chiedere la carta di soggiorno, presentando domanda presso la Questura della provincia di dimora.

 

Che cos’è il permesso di soggiorno

Il permesso di soggiorno è un documento che autorizza a soggiornare legalmente in Italia per lunghi periodi. È rilasciato dalla Questura a tutti i cittadini di Paesi che non sono parte dell’Unione Europea se provvisti di regolare visto d’ingresso.

Sul permesso sono sempre indicati il motivo e la durata del soggiorno. Nei permessi di soggiorno che consentono l'esercizio di un'attività lavorativa viene inserita la dicitura "perm. unico lavoro".

Il permesso di soggiorno:

  • consente di svolgere le attività che sono indicate nel permesso stesso,

  • permette l’accesso ai diritti e ai servizi riconosciuti agli stranieri,

  • consente l’iscrizione nelle liste anagrafiche ed il conseguente rilascio della carta di identità e del codice fiscale, con il quale si può richiedere l’assistenza sanitaria, aprire un conto corrente bancario, ecc.

Il permesso di soggiorno deve essere richiesto al Questore della provincia ove lo straniero si trova entro 8 giorni lavorativi dalla data di arrivo in Italia.

 

In attesa del rilascio o del rinnovo del permesso di soggiorno

Se la richiesta è regolare, l’ufficio della Questura, dopo aver eseguito il rilevamento di impronte (“rilievi foto-dattiloscopici”), consegna una copia della richiesta con apposto un timbro dell’ufficio che reca la data della richiesta e l’indicazione del giorno in cui si può effettuare il ritiro del permesso di soggiorno definitivo.

La ricevuta della domanda del permesso di soggiorno è, fino alla consegna del permesso stesso, il documento che attesta la regolarità della sua permanenza in Italia.

In attesa del rilascio del permesso di soggiorno, il cittadino straniero può soggiornare legalmente in Italia.

Laddove sia consentito (ad esempio permessi di soggiorno per motivi di lavoro) può inoltre svolgere regolarmente la propria attività lavorativa, se in possesso della documentazione necessaria: il visto per lavoro e/o le ricevute che attestano l'inoltro della richiesta di rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno.

Requisiti per il rilascio del permesso di soggiorno

Per ottenere il permesso di soggiorno è richiesto il possesso di un regolare visto d'ingresso nel territorio italiano.

Gli eventuali motivi ostativi al rilascio del permesso di soggiorno (minaccia per l’ordine e la sicurezza, condanne per reati gravi, ecc…) sono gli stessi che impediscono il rilascio del visto nazionale. Dunque a chi è entrato legalmente in Italia con regolare visto di lunga durata normalmente viene rilasciato il permesso di soggiorno.

 

Durata del permesso di soggiorno

La durata del permesso di soggiorno non rilasciato per motivi di lavoro e famiglia è quella prevista dal visto di ingresso. La durata non può comunque essere:

  • superiore ad un anno, in relazione alla frequenza di un corso per studio o per formazione. Il permesso è rinnovabile annualmente nel caso di corsi pluriennali;

  • superiore a due anni per lavoro autonomo, per lavoro subordinato a tempo indeterminato o per ricongiungimento familiare.

 

Come si richiede il permesso di soggiorno

Per ottenere il rilascio del permesso di soggiorno è necessario presentare:

  • il modulo di richiesta;

  • il passaporto (o altro documento di viaggio equivalente), in corso di validità con il relativo visto di ingresso, se richiesto;

  • una fotocopia del documento stesso;

  • 4 foto formato tessera, identiche e recenti;

  • una marca da bollo da euro 16,00;

  • la documentazione necessaria al tipo di permesso di soggiorno richiesto;

  • il versamento di un contributo compreso tra euro 40 e euro 100

 

La Questura può disporre un supplemento d’indagine e richiedere, in determinati casi, una integrazione della documentazione che sia idonea a precisare:

  • il motivo per cui è richiesto il permesso di soggiorno;

  • i mezzi di sussistenza per il periodo di permanenza in Italia.

 

Dove si richiede il permesso di soggiorno:

La domanda per richiedere il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno deve essere di regola presentata presso l’Ufficio Immigrazione della Questura. La sede competente è quella del luogo di residenza del cittadino straniero.

Nei casi di richiesta in Questura, lo straniero riceverà una copia della richiesta con apposto un timbro dell’ufficio che reca la data della richiesta e l’indicazione del giorno in cui si può effettuare il ritiro del permesso di soggiorno definitivo. La ricevuta della domanda dovrà essere conservata per mostrarla in Questura al momento del ritiro del permesso di soggiorno.

Le domande di rilascio e rinnovo di permesso di soggiorno possono essere presentate anche presso gli Uffici Postali abilitati se rientrano nelle seguenti tipologie, utilizzando l’apposito kit a banda gialla disponibile presso tutti gli uffici postali, i Patronati e i Comuni abilitati.

Possono essere presentate presso gli Uffici Postali le richieste inerenti alle seguenti tipologie di permessi di soggiorno:

  • Adozione

  • Affidamento

  • Aggiornamento della carta di soggiorno

  • Aggiornamento permesso di soggiorno (cambio domicilio, stato civile, inserimento figli, cambio passaporto)

  • Attesa occupazione

  • Attesa riacquisto cittadinanza

  • Asilo politico rinnovo

  • Carta di soggiorno per stranieri

  • Conversione permesso di soggiorno

  • Duplicato della carta di soggiorno

  • Duplicato Permesso di soggiorno

  • Famiglia

  • Famiglia minore 14-18 anni

  • Lavoro Autonomo

  • Lavoro Subordinato

  • Lavoro casi particolari previsti

  • Lavoro subordinato-stagionale

  • Missione

  • Motivi Religiosi

  • Residenza elettiva

  • Ricerca scientifica

  • Status apolide rinnovo

  • Studio

  • Tirocinio formazione professionale

  • Turismo

 

Nei casi di richiesta del permesso di soggiorno presso gli uffici postali, lo straniero riceverà una lettera raccomandata di convocazione, rilasciata dall’ufficio postale contestualmente alla consegna della documentazione, contenente la data, l’ora e l’Ufficio Immigrazione della Questura dove recarsi per effettuare i rilievi foto dattiloscopici (impronte digitali). Inoltre, riceverà un SMS riassuntivo delle informazioni sulla convocazione.


Per verificare lo stato di lavorazione della domanda alle Poste, si può consultare il sito “www.portaleimmigrazione.it” e, sul sito “http://questure.poliziadistato.it/stranieri/?mime=1&lang=IT”, potrà verificare la disponibilità degli uffici per poter ritirare il permesso di soggiorno.

 

Rinnovo del permesso di soggiorno

La richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno deve essere presentata presso il Questore della provincia di dimora almeno 60 giorni prima della scadenza o entro e non oltre 60 giorni dalla data di scadenza.

Per la richiesta di rinnovo bisogna essere in possesso dei requisiti previsti per il tipo di permesso di soggiorno che si richiede: lavoro, motivi familiari, studio, ecc. La domanda si presenta tramite i kit postali oppure con l'assistenza degli Uffici comunali predisposti oppure dei Patronati.

Nel caso in cui non si sia in possesso di uno o più requisiti necessari per il rilascio, il permesso di soggiorno viene rifiutato. Se invece il permesso era stato rilasciato ma non si è più in possesso dei requisiti che ne hanno consentito il rilascio, il permesso viene revocato.

Nell'adottare il provvedimento di rifiuto, di revoca o di diniego di rinnovo, si tiene presente i vincoli familiari dell'interessato nel territorio italiano. Qualora il motivo della revoca o del diniego di rinnovo sia legato a motivi di pericolosità, si tiene conto anche di eventuali condanne per reati penali.

 

Quanto costa il permesso di soggiorno

 

Vedi: https://questure.poliziadistato.it/it/Catanzaro/articolo/12365943fb9ee2aeb814823864

 

Con il Decreto del 5 maggio 2017 del Ministero dell’Economia e delle Finanze di concerto con il Ministero dell’Interno, entrato in vigore il 9 giugno 2017, sono stati rideterminati i contributi per il rilascio  o il rinnovo del permesso di soggiorno.

I nuovi importi dei contributi a carico degli stranieri maggiorenni sono pari a:

  • euro 40,00 per permessi di soggiorno di durata superiore a tre mesi e fino ad un anno;

  • euro 50,00 per i permessi di soggiorno di durata superiore a un anno e fino a due anni;

  • euro 100,00 per permessi di soggiorno UE di lungo periodo e per i permessi di soggiorno per  i dirigenti e i lavoratori specializzati.

La ricevuta di pagamento del nuovo contributo deve essere esibita al momento della convocazione in Questura per l’acquisizione delle impronte digitali.

Il contributo è dovuto sia per le nuove richieste di rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno, sia per le richieste presentate prima della data del 9 giugno 2017 che siano ancora in fase istruttoria o per cui non sia ancora avvenuta la consegna del permesso allo straniero

Restano esclusi dal contributo i permessi di soggiorno per:

  • i minori di 18 anni

  • i cittadini stranieri che sono in Italia per cure mediche e ai loro accompagnatori,

  • i richiedenti il duplicato o la conversione di permesso di soggiorno in corso di validità,  

  • i richiedenti asilo, protezione sussidiaria e motivi umanitari,

  • i titolari di protezione internazionale che richiedono il permesso di soggiorno UE di lungo periodo,

  • le carte di soggiorno per i familiari di cittadini comunitari emesse ai sensi del Decreto Legislativo n. 30 del 2007.

Per tutti i casi   rimangono, comunque, dovuti i seguenti costi per richiedere il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno:

  • 30,00 euro per l’assicurata a Poste Italiane;

  • 16,00 euro per la marca da bollo;

  • 30,46 euro  per il  permesso di soggiorno  – PSE 380, a titolo di contributo per la stampa del documento elettronico, da versare sul conto corrente postale n. 67422402 intestato a Ministero dell'Economia e delle Finanze - Dipartimento del Tesoro con causale "importo per il rilascio del permesso di soggiorno elettronico";

Se viene richiesto il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno, utilizzando un unico kit di Poste Italiane per uno stesso nucleo familiare, deve essere allegata la ricevuta del versamento di 30,46 euro per ciascun componente il nucleo familiare.

 

Guida redatta da:

D.ssa Maria Elena Arguello (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

in collaborazione con

Federica Gaida

Bruxelles, 9 luglio 2018 - “Bisognerebbe annacquare, anzi, decolorare”, l’influenza postcoloniale sui governi africani “e sostituirla con un grande piano di sviluppo sino-europeo”. Lo ha sostenuto l’ex presidente della commissione europea ed ex presidente del Consiglio Romano Prodi, intervistato dalla Stampa. Cina ed Europa insieme per l’Africa, “capisco – ha osservato – che può sembrare un’utopia. Ma ci farebbe fare un enorme salto avanti”. A giudizio di Prodi “Europa e Cina hanno interessi convergenti. Basta un minimo di intelligenza politica per capire che uno sviluppo ordinato dell’Africa garantirebbe flussi migratori ordinati”. “Senza la guerra in Libia – ha detto ancora Prodi – non mi farebbe paura niente. Le migrazioni sono sempre esistite. Ma queste non sono gestite. Tutte le cose non gestite fanno paura. Gheddafi era un dittatore, ma con lui si facevano accordi”.

Roma, 9 luglio 2018 - “Una maglietta rossa per fermare l’emorragia di umanità”. Sono migliaia le adesioni all’appello promosso da Libera di don Luigi Ciotti, dal giornalista Francesco Viviano e da altre associazioni, a indossare il 7 luglio una maglia rossa come quella che aveva il piccolo Aylan morto sulle coste della Turchia, che suscitò la commozione l’indignazione di tutto il mondo. Una t-shirt per l’accoglienza, l’integrazione, mentre il dibattito politico sui migranti è sempre più infiammato.Attori, cantanti, politici, sindacalisti, in tanti hanno condiviso la propria foto con la maglietta, rispondendo all’appello. Da Roberto Saviano alla ex sindaca di Lampedusa, Giusi Nicolini, dalla ex presidente della Camera Laura Boldrini alla leader della Cgil Susanna Camusso, fino al segretario reggente del Pd Maurizio Martina salito sul palco dell’assemblea del Pd a Roma con la maglietta rossa.

Roma, 6 luglio 2018 - Un invito al ministro dell'Interno Matteo Salvini a leggere la Costituzione italiana e il Vangelo arriva dall’europarlamentare Cècile Kyenge. "In uno dei suoi tanti spot elettorali Salvini ha giurato di applicare la Costituzione italiana rispettando gli insegnamenti contenuti nel Vangelo. A questo punto sorge il dubbio se Salvini abbia mai letto l'uno e l'altro testo. Ecco, non mi resta che augurargli una buona lettura per la sua pausa estiva".

Ha così inizio il discorso di accuse da parte della Kyenge, intervenuta nell’incontro presso il Parlamento Europeo a Strasburgo, durante la discussione sulle dichiarazioni contro rom. "Salvini ha seguito la strategia di comunicazione che è propria di questo nuovo governo, basata sulla demagogia, populismo, semplificazione – ha sottolineato Kyenge. - Ha fomentato l'odio sociale ed etnico, provocando spaccature nella società". L’ex ministro inoltre accusa Salvini di essere andato oltre il censimento razziale, peraltro vietato dalla Costituzione, ed essere andato contro le espulsioni la maggior parte effettuate su base etnica.

"Le campagne discriminatorie e xenofobe nei confronti dei rom e di tutte le minoranze etniche non solo ledono i diritti fondamentali, ma producono emarginazione e ghettizzazione - ha aggiunto l’europarlamentare - Questa forsennata rincorsa alla divisione etnica mira volontariamente ad eliminare qualsivoglia sforzo che è stato fatto fino ad ora per aumentare l'integrazione ed il sentimento di appartenenza. Nuove generazioni, nate e cresciute in Italia si trovano così a vivere in una società di cui sono parte integrante che li addita e li discrimina solo per la provenienza delle loro famiglie. Questo non è sicuramente un atteggiamento nuovo da parte della Lega".

Modena, 6 luglio 2018 - È fissata per domani, a Modena, una manifestazione di protesta contro il razzismo e contro l’apertura del CPR (Centro per il rimpatrio). L’invito alla manifestazione indetta da ASAHI Modena insieme ad altre associazioni pro-immigrazione è rivolto a tutti quelli che si sentono vicini ai temi di uguaglianza e di solidarietà.

"Il nuovo governo Movimento 5 Stelle e Lega è fondato sul razzismo contro chi lavora con in tasca un permesso di soggiorno e chi è sfuggito da violenze e miseria per richiedere il diritto di asilo" – si legge nelle motivazioni dell’iniziativa.

“Il governo dei porti chiusi promette respingimenti ed espulsioni, di ridurre i ricongiungimenti familiari ed escludere i migranti e i loro figli dai pochi servizi sociali rimasti, di costruire in ogni regione un centro di detenzione e rimpatrio per chi riceverà un diniego o perderà il lavoro. Questo razzismo di governo vuole imporre una sempre maggiore violenza, povertà e sfruttamento per tutti. È il momento di alzare la voce, donne e uomini, migranti e italiani insieme".

A Modena, come in altre città della regione, molti richiedenti asilo hanno ricevuto un diniego o sono in attesa della commissione da più di un anno, se non due.
Secondo gli organizzatori della manifestazione, la Prefettura e la Questura, e le cooperative scelte da loro, rendono la vita delle e dei migranti insopportabile: cresce il numero di richiedenti asilo che abbandonano l’accoglienza perché vedono negata la possibilità di muoversi autonomamente e la libertà di costruire una vita migliore.
Per tutti, il permesso è rilasciato con ritardo e senza non è possibile lavorare se non in nero, mentre ai richiedenti asilo viene chiesto di lavorare gratuitamente.
Le altre associazioni che hanno firmato l’appello per la manifestazione sono Associazione Asahi, Associazione senegalese Cheikh Anta Diop, Coordinamento Migranti Bologna, Coordinamento Eritrea Democratica, Diaspora Ivoriana dell’Emilia-Romagna, Yerèdemèton (Associazione maliana Emilia-Romagna), CSO Grottarossa Rimini, insieme a Non Una di Meno (Bologna), ∫connessioni Precarie, Laboratorio Smaschieramenti, e USI-AIT.

Oltre Modena, si stanno mobilitando anche altre città italiane con manifestazioni solidali a favore degli immigrati: è il caso dell'associazione Libera che lancia l'appello per "una maglietta rossa per fermare l'emorragia dell'umanità", che invita chi volesse aderire, ad indossare sabato 7 luglio, un indumento rossa come simbolo di vicinanza a tutti quei naufraghi, specialmente i bambini, che non ce l'hanno fatta e sono morti in mare.

“Di rosso era vestito il piccolo Alan, tre anni, la cui foto nel settembre 2015 suscitò la commozione e l’indignazione di mezzo mondo. Di rosso erano vestiti i tre bambini annegati l’altro giorno davanti alle coste libiche – scrive don Luigi Ciotti, presidente di Libera – Di rosso ne verranno vestiti altri dalle madri, nella speranza che, in caso di naufragio quel colore richiami l’attenzione dei soccorritori".
L'Appuntamento è fiassato in Piazza Dante, Ore 11,00.

Roma, 5 luglio 2018 - E’ ormai scontro aperto tra il vicepremier Matteo Salvini e il presidente dell’Inps, Tito Boeri. Dopo l’attacco del ministro dell’Interno al numero uno dell’istituto di previdenza (“Fa il fenomeno, ma all’Inps ci saranno cambi”), che considera necessari i contributi degli immigrati regolari per mantenere in equilibrio il sistema, la seconda puntata del braccio di ferro si consuma nel giorno della presentazione del rapporto annuale dell’Inps. Boeri ha ribadito che “tutti sono d’accordo sul fatto che bisogna contrastare l’immigrazione irregolare. Ma si dimentica un fatto importante: per ridurre l’immigrazione clandestina il nostro Paese ha bisogno di aumentare quella regolare”. Il presidente dell’Inps è tornato anche su un tema già affrontato nella relazione dello scorso anno: “Tanti i lavori che gli italiani non vogliono più svolgere. C’è una forte domanda di lavoro immigrato in Italia”. Parole che non sono piaciute a Salvini, la cui replica è arrivata con un tweet: “Servono più immigrati per pagare le pensioni, cancellare la legge Fornero costa troppo, servono più immigrati per fare i tanti lavori che gli italiani non vogliono più fare. Il presidente dell’Inps continua a fare politica, ignorando la voglia di lavorare (e di fare figli) di tantissimi italiani. Dove vive, su Marte?”. A cercare di gettare acqua sul fuoco è l’altro vicepremier e ministro del Lavoro e Sviluppo economico, Luigi Di Maio: “Boeri resta in carica fino al 2019. Per me è l’interlocutore dell’Inps. Il tema dei rinnovi non è stato affrontato”.