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800 euro a chi diventa mamma, 1000 euro l'anno per pagare il nido, garanzie per i prestiti. Le misure a favore delle famiglie non fanno distinzioni in base alla cittadinanza

Eravamo accusati di non rilevare le impronte digitali a profughi e migranti. La Commissione: “L’Italia e la Grecia hanno compiuto sforzi sovrumani”

Domenica 11 dicembre  si scelgono i 466 membri del Parlamento romeno. Allestiti 73 seggi in tutta Italia, ecco dove sono

Roma, 9 dicembre 2016 - "Roma e' una citta' aperta all'accoglienza, disponibile al dialogo, al centro di migrazioni e scambi sociali ed economici tra diversi popoli. Il popolo italiano si e' abituato a questa presenza di culture, etnie e religioni diverse e ha manifestato nei secoli la sua disponibilita' all'accoglienza. Questo ci aiuta, ma sappiamo bene che di fronte al livello di criticita' dei nostri giorni dobbiamo fare di piu'".

Lo ha detto la sindaca di Roma, Virginia Raggi, intervenuta questa mattina in apertura dell'incontro di sindaci europei "Europa, i rifugiati sono nostri fratelli e sorelle" in Vaticano. "Roma vuole fare la sua parte nell'accoglienza di queste persone. L'immigrazione e' gia' una risorsa per la nostra citta'. Tantissime persone provenienti da altri Paesi si sono pienamente integrate nel tessuto sociale di Roma e contribuiscono allo sviluppo della sua economia", ha detto Raggi.

"In questo momento, stiamo attuando azioni concrete per trovare un'accoglienza per ogni singola persona che arriva e offrire una soluzione di maggiore stabilita' rispetto a tende o rifugi provvisori: vogliamo che tutti possano avere un tetto sulla propria testa. Sono centinaia i posti che abbiamo gia' messo a disposizione e ancora altre migliaia quelli per i quali stiamo lavorando insieme alle Istituzioni, anche attraverso la preziosa collaborazione di numerose associazioni no profit. Siamo al lavoro per dare vita a un hub, nei pressi di una stazione ferroviaria della citta', che funga da primo luogo di informazione e orientamento". "Roma si sta impegnando al massimo per garantire un'accoglienza adeguata, nel pieno rispetto della dignita' delle persone", ha detto la sindaca di Roma.

"Al momento Roma - ha aggiunto Raggi - sta allestendo un hub per la prima accoglienza nella Stazione Tiburtina, dove gli immigrati e i migranti possono trovare tutte le informazioni necessarie per capire come muoversi, cosa gli offre Roma e come devono comportarsi. Stiamo anche procedendo alla ristrutturazione di un immobile in cui i migranti, soprattutto i transitanti, possano trovare accoglienza per qualche giorno prima di ripartire".

Treviso, 9 dicembre 2016 - "Questi signori non sono profughi, sono richiedenti asilo. Tra un anno, un anno e mezzo, avremo una risposta se sono profughi oppure no e la statistica ci dice che due su tre, tra un anno, non saranno profughi e allora io mi chiedo per quale motivo dobbiamo dare una carta d'identita' in mano ad una persona che comunque si rischia che non sia un profugo".

Cosi' il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, oggi a Treviso, in merito alla possibilita' di fornire una carta d'identita' ai profughi presenti in Italia. "Se il problema e' identificare - ha aggiunto Zaia - si faccia un documento alternativo per i richiedenti asilo ma, finché non sono profughi, non e' corretto a mio avviso. Come ha dimostrato la sindaco di Oderzo, se ci sono i termini giuridici per non farlo, e' bene che tutti i sindaci facciano cosi'".

"Al momento - ha continuato Zaia - siamo in un limbo nel quale delle persone delle quali non sappiamo nulla chiedono un riconoscimento e allora completiamo questa analisi e capiamo se hanno titolo. I profughi veri - ha concluso il governatore veneto - hanno le porte aperte, quelli che sono scappati dalla morte e dalla fame, non quelli che arrivano con lo smartphone in perfetta forma fisica".

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Roma, 7 dicembre 2016 - "Aprire degli spazi culturali e di integrazione e' sempre molto difficile a Roma ma ci siamo riusciti alcuni giorni fa aprendo Moby Dick. La cosa bella e' che questi spazi funzionano, biblioteca, spazi eventi per presentazioni di libri e sono pieni di giovani. Accanto a questi questa bellissima iniziativa di Edoardo Affinati, che sta portando dei ragazzi e ragazze di Roma ad insegnare l'italiano ai loro coetanei immigrati".

Cosi' il presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, che oggi ha visitato a Roma la scuola Penny Wirton al centro Moby Dick alla Garbatella. "E' una bella storia della citta' - ha detto - che fa giustizia di tante delusioni e di tante cattiverie che in una situazione difficile che hanno sempre la meglio, invece in questo luogo, che la Regione e l'Adisu hanno pensato dimostra che c'e' una bella Roma che un'idea di solidarieta', di accoglienza, di dialogo, di integrazione e di incontro tra differenze molto positiva. Sono piu' ricchi i ragazzi immigrati che apprendo l'italiano e sono piu' ricchi i ragazzi di Roma che facendo volontariato conoscono le diverse culture del mondo" ha concluso.

Milano, 7 dicembre 2016 - I processi in atto nel mondo di oggi sono talmente complessi che rendono l'Europa non "un'opzione ma una vera e propria necessita'": lo ha detto il cardinale Angelo Scola, Arcivescovo di Milano, nel suo discorso alla citta' per sant'Ambrogio dal titolo "Milano e il futuro dell'Europa".

"E' necessaria una nuova visione dell'Europa che, da una parte, valorizzi quella molteplicita' culturale che da sempre la caratterizza e, dall'altra, permetta agli stessi Stati di ritrovare la necessaria unita' per rispondere alle sfide dei tempi, prime fra tutti l'immigrazione e la sicurezza" ha detto Scola La strada da seguire per ritrovare un'unita' secondo Scola e' la stessa che e' stata percorsa all'inizio del processo di unificazione, con la costituzione della Ceca: e' un metodo che parte dalla realta' e dalle sue urgenze concrete " per lasciar emergere l'ideale. L'ideale, non l'utopia, vale a dire un senso (significato e direzione) per un cammino comune europeo". Grande realismo e grandi ideali dunque devono unirsi per edificare una "casa comune europea": l'Europa, ha detto l'Arcivescovo, e' attrezzata "per affrontare l'inevitabile tensione tra identita' e differenza e tra unita' e pluralita'" proprio "grazie alla radice cristiana delle nostre culture". Soprattutto i cristiani, ha infatti detto, hanno "tutti gli strumenti culturali per raccogliere la sfida della pluralita'. Si tratta di ripensare gli assiomi su cui poggiano le nostre democrazie procedurali e il principio di laicita' sul quale intendono reggersi".

"In una societa' plurale, per sua natura tendenzialmente conflittuale, la laicita' e' tale solo se crea le condizioni per garantire la narrazione di tutti i soggetti personali e sociali che la abitano, in vista del reciproco riconoscimento . Solo cosi' e' possibile una convivenza tendenzialmente armonica che generi vita buona" ha aggiunto Scola. L'espressione richiamata e' quella usata da Papa Francesco nei suoi discorsi "Europa famiglia di popoli", che secondo l'Arcivescovo di Milano "dice bene il compito storico che la attende: non un superstato né una raffinata tecnocrazia, ma una convivenza delle diversita', capace di farle collaborare e di integrarle nell'orizzonte di senso proprio un umanesimo personalista".

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