Cittadinanza sportiva. In Senato la nuova legge per i figli degli immigrati - Il portale dell'immigrazione e degli immigrati in Italia - Stranieri in Italia

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Mercoledì in aula il ddl che permetterà di tesserarli nelle società sportive come se fossero italiani. Idem: “Veniamo incontro alle esigenze di tante federazioni e di tanti giovani atleti"

 

Roma – 7 dicembre 2015 -  Cittadinanza sportiva per le seconde generazioni, aspettando quella vera.

Il Senato dovrebbe presto cancellare le distinzioni tra figli di immigrati e figli di italiani sulle piste d’atletica, nelle palestre o sui campi di calcio.  Mercoledì in Aula arriveranno le “Disposizioni per favorire l'integrazione sociale dei minori stranieri residenti in Italia mediante l'ammissione nelle società sportive appartenenti alle federazioni nazionali, alle discipline associate o agli enti di promozione sportiva”. 

Oggi molti minori  nati o cresciuti in Italia vedono bloccate le loro promettenti carriere sportive perché non hanno la cittadinanza tricolore. Gli statuti di diverse federazioni permettono infatti solo agli italiani il passaggio, con il tesseramento, dalla pratica di base a quella agonistica. Così molti talenti finiscono sprecati. Una discriminazione per i ragazzi, una perdita per l’Italia. 

Il disegno di legge in discussione al Senato, già approvato dalla Camera, pone fine  questa situazione. Ha un solo articolo, per dire che i ragazzi sono tutti uguali.

 “I minori di anni diciotto che non sono cittadini italiani e che risultano regolarmente residenti nel territorio italiano almeno dal compimento del decimo anno di età – recita  il ddl - possono essere tesserati presso società sportive appartenenti alle federazioni nazionali o alle discipline associate o presso associazioni ed enti di promozione sportiva con le stesse procedure previste per il tesseramento dei cittadini italiani”.

La regola rimane valida anche per i ragazzi che diventano maggiorenni, se sono in attesa della cittadinanza italiana.  “Il tesseramento –aggiunge infatti  il testo -  resta valido, dopo il compimento del diciottesimo anno di età, fino al completamento delle procedure per l'acquisizione della cittadinanza italiana da parte dei soggetti che, ricorrendo i presupposti di cui alla legge 5 febbraio 1992, n.91, hanno presentato tale richiesta”.

Relatrice della nuova legge è la senatrice del Pd e campionessa olimpica Josefa Idem. “Auspico una larga condivisione –ha detto - per una legge che ha un forte significato anche simbolico in un momento in cui il tema dell’integrazione è all’ordine del giorno”. 

“Non è un modo per ‘bypassare’ le norme sulla cittadinanza che restano quelle in vigore – ha sottolineato Idem - ma si tratta di venire incontro alle esigenze di tante federazioni e di tanti giovani atleti. Poi, certo, le leggi, da sole, non cambiano la cultura, però possono favorire il cambiamento culturale”.  

EP