Migranti. Magi (Radicali): "Pronto a tornare su una nave Ong per testimoniare cosa accade" - Il portale dell'immigrazione e degli immigrati in Italia - Stranieri in Italia
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Lun, Dicembre

Attualità

Roma, 13 luglio 2018 - Il Segretario di Radicali Italiani Riccardo Magi risponde all’appello lanciato dallo scrittore Sandro Veronesi affermando: "Io su una nave ONG ci sono stato lo scorso maggio e sono pronto a tornarci, per testimoniare cosa accade lì, dove il mare è diventato cimitero e muro e dove la nostra civiltà sta andando a picco".

Magi lo scrive su Facebook, in risposta all’appello di Veronesi allo scrittore Roberto Saviano, in una lettera di riflessione non solo sul tema immigrazione, ma anche sul "rispetto" della vita umana a prescindere da quale etnia essa appartenga.

Il Segretario di Radicali Italiani condivide e sottoscrive l’appello di Sandro Veronesi, apprezza chi con il proprio corpo e con la nonviolenza può scuotere le coscienze. 

La lettera di Veronesi, che è una riflessione sul "tempo del corpo", descrive il senso di frustrazione che lo tormenta vedendo la manipolazione delle informazioni sul tema immigrazione.

Secondo Veronesi, il viaggio nei barconi sembra quasi diventare una crociera vacanze, e non il viaggio di tortura a cui quei esseri umani sono in realtà esposti.

Lo Scrittore, inoltre, afferma che sarebbe il caso di 'metterci il corpo' , che ha il significato di andare laggiù ed agire in prima linea in quei posti dove ha luogo lo scempio, e restare a manifestare da lì, non solo con le nostre parole, ma soprattutto con il nostro corpo, in quanto esso è il mezzo più estremo di lotta nella tradizione della non violenza. 

Il Segretario di Radicali Italiani lancia il suo appello al Presidente della Camera Roberto Fico rinnovando la richiesta di una missione parlamentare in Libia, in modo che possano prendere coscienza di quello che sta accadendo lì.

Ai suoi colleghi parlamentari, Magi chiede di non restare seduti alle loro scrivanie, ma di andare a vedere con i propri occhi ciò che accade nel Mediterraneo e portare questa realtà dentro il Parlamento.

Afferma che “non può non nascere anche dal Parlamento una mobilitazione contro il disprezzo per la vita umana e per le più basilari norme del diritto internazionale".

Roma, 13 luglio 2018 - Il Segretario di Radicali Italiani Riccardo Magi risponde all’appello lanciato dallo scrittore Sandro Veronesi affermando: "Io su una nave ONG ci sono stato lo scorso maggio e sono pronto a tornarci, per testimoniare cosa accade lì, dove il mare è diventato cimitero e muro e dove la nostra civiltà sta andando a picco".

Magi lo scrive su Facebook, in risposta all’appello di Veronesi allo scrittore Roberto Saviano, in una lettera di riflessione non solo sul tema immigrazione, ma anche sul "rispetto" della vita umana a prescindere da quale etnia essa appartenga.

Il Segretario di Radicali Italiani condivide e sottoscrive l’appello di Sandro Veronesi, apprezza chi con il proprio corpo e con la nonviolenza può scuotere le coscienze. 

La lettera di Veronesi, che è una riflessione sul "tempo del corpo", descrive il senso di frustrazione che lo tormenta vedendo la manipolazione delle informazioni sul tema immigrazione.

Secondo Veronesi, il viaggio nei barconi sembra quasi diventare una crociera vacanze, e non il viaggio di tortura a cui quei esseri umani sono in realtà esposti.

Lo Scrittore, inoltre, afferma che sarebbe il caso di 'metterci il corpo' , che ha il significato di andare laggiù ed agire in prima linea in quei posti dove ha luogo lo scempio, e restare a manifestare da lì, non solo con le nostre parole, ma soprattutto con il nostro corpo, in quanto esso è il mezzo più estremo di lotta nella tradizione della non violenza. 

Il Segretario di Radicali Italiani lancia il suo appello al Presidente della Camera Roberto Fico rinnovando la richiesta di una missione parlamentare in Libia, in modo che possano prendere coscienza di quello che sta accadendo lì.

Ai suoi colleghi parlamentari, Magi chiede di non restare seduti alle loro scrivanie, ma di andare a vedere con i propri occhi ciò che accade nel Mediterraneo e portare questa realtà dentro il Parlamento.

Afferma che “non può non nascere anche dal Parlamento una mobilitazione contro il disprezzo per la vita umana e per le più basilari norme del diritto internazionale".