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Roma, 3 gennaio 2018 - Sono stati 119.310 gli immigrati sbarcati sulle coste italiane nel 2017. Erano stati 181.436 nel 2016. Sono i dati ufficiali diffusi dal Viminale, che sottolinea come il calo registrato sia del 34,24%. Inverso il rapporto tra primo e secondo semestre: da gennaio a giugno gli sbarchi (con una differenza di 13.532) sono stati minori nel 2016 (70.222) che nel 2017 (83.754), mentre il calo (-75.658) si è registrato da luglio a dicembre: 11.214 nel 2016, 35.556 nel 2017. Nel solo mese di dicembre il calo è stato del 73%, del 77% se si prendono in considerazione i migranti provenienti dalla Libia.

Roma, 24 dicembre 2017 - Stop tra le polemiche allo ius soli: l'anno 2017 del Parlamento si chiude al Senato con un naufragio, quello della legge sulla cittadinanza ai minori stranieri, previsto e prevedibile. Per lo ius soli non ci sarà più tempo, almeno fino al prossimo marzo: a chiudere, infatti, non è solo l'anno solare di Camera e Senato ma l'intera legislatura parlamentare, con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ormai pronto a sciogliere il Parlamento tra il 28 e il 29 dicembre.

A segnare il fischio finale dei lavori parlamentari è stata la polemica sullo ius soli. L'esame del ddl arriva in Aula in tarda mattinata ma subisce subito uno stop (di fatto un addio) per mancanza del numero legale. Assenti i senatori M5S, gran parte dei centristi e un gruppo dei Dem. Grasso, constatando l'impossibilità di andare avanti, ferma i lavori fissando la nuova seduta per il 9 gennaio del 2018: che sarà resa di fatto impossibile dallo scioglimento delle Camere previsto entro quest'anno.

Il mancato numero legale "è responsabilità di destra e M5S", attacca il Pd, laddove Lega e FI esultano per lo stop al ddl e LeU non lesina un attacco ai Dem: "è stata una loro scelta tener ferma la legge per due anni".

Bruxelles, 18 dicembre 2017 - I capi di Stato e di governo dell’Ue hanno espresso in modo “abbastanza unitario” un “fortissimo apprezzamento” per i passi avanti che sono stati fatti nel contrasto ai trafficanti di esseri umani – prima sulla rotta dell Mediterraneo centrale e dei Balcani, poi su quella del Mediterraneo centrale -, e “per l’azione svolta dal nostro paese” in quest’ultimo caso.

Lo ha sottolineato il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni a Bruxelles, durante la sua conferenza stampa al termine del vertice Ue, in cui si è discusso a lungo della politica europea dell’immigrazione dell’asilo e dei disaccordi fra i paesi membri su questo tema. “Sono i numeri – ha osservato Gentiloni – a dire che c’è stata una evoluzione straordinaria; e non solo i numeri sulla evoluzione degli arrivi, a cui l’opinione pubblica italiana è naturalmente più attenta: 80.000 in meno, quasi il 70%, nel periodo da luglio a dicembre, e quelli sulla diminuzione dei morti in mare”, grazie “al lavoro che finalmente è stato fatto in tante direzioni: dal rafforzamento della capacità d’intervento della guardia costiera libica, all’intervento sulla situazione umanitaria nei campi di rifugiati in Libia”. Ma i numeri da guardare, secondo Gentiloni sono anche e soprattutto quelli dei rimpatri.

“Si è determinata – ha rilevato il premier – una disponibilità nuova da parte di alcuni paesi africani, che fa sì che ci siano numeri nei rimpatri volontari assistiti che alla fine dell’anno saranno di oltre dieci volte le cifre dell’anno scorso; e cominciano a essere dei numeri che fanno pensare che, proseguendo questa azione, nel corso di alcuni mesi i campi in Libia, quelli gestiti ufficialmente, potranno essere quasi completamente svuotati”.

Roma, 14 dicembre 2017 – Il premio alla nascita di 800 euro va concesso a tutte le madri, anche quelle straniere, che l’Inps aveva escluso perché non in possesso di un permesso di soggiorno di lungo periodo. Lo ha deciso il Tribunale di Milano accogliendo il ricorso delle associazioni ASGI, APN e Fondazione Piccini che ne danno notizia. L’INPS dovrà revocare le proprie circolari e pubblicare sul proprio sito una “nota informativa” che informi della estensione del beneficio.

Secondo il Tribunale di Milano, si legge in una nota della stessa Asgi, la legge istitutiva del cosiddetto premio alla nascita di 800 euro una tantum non conferiva all’Inps alcun potere di restringere il numero di beneficiari, escludendo le mamme straniere prive di permesso di soggiorno di lungo periodo. Non è quindi neppure necessario – come avevano fatto invece altri giudici – fare riferimento a quelle norme comunitarie che prevedono la parità di trattamento per i titolari di permesso unico lavoro: in questo caso è proprio la legge nazionale istitutiva a prevedere il beneficio con la massima ampiezza (persino senza alcun limite di reddito) e dunque non può essere l’INPS ad escludere l’una e l’altra categoria di stranieri.

“Confidiamo che ora l’INPS si adegui rapidamente alla decisione del Tribunale – dichiara l’avv. Alberto Guariso che assisteva le associazioni ricorrenti – evitando così il diffondersi di un contenzioso che sarebbe non solo oneroso per lo stesso INPS, ma soprattutto ingiusto per la difformità di trattamento che verrebbe a crearsi, in una materia così delicata, tra chi agisce in giudizio e chi fa affidamento sulle erronee comunicazioni dell’INPS”. Nel frattempo è importante che tutte le donne straniere che si trovano almeno al settimo mese di gravidanza entro il 31.12.2017 facciano domanda all’INPS al fine di poter beneficiare della decisione milanese che, lo ricordiamo, riguarda la “discriminazione collettiva” e quindi tutte le donne straniere regolarmente soggiornanti in Italia, indipendentemente dal titolo di soggiorno. Coloro che hanno maturato il diritto nel 2017 potranno comunque presentare domanda: in proposito va tenuto presente che , secondo la circolare INPS n. 78 del 28.4.17, la domanda deve essere presentata entro un anno dalla nascita, ma per le nascite intervenute dal 1^ gennaio al 4 maggio 2017, il termine decorre dal 4.5.2017. In poche parole, sino al 4.5.2018 tutte le mamme sono in termini per fare la domanda, mentre dal 5.5.2018 in poi occorrerà fare riferimento al termine di 12 mesi dalla nascita.

Roma, 24 dicembre 2017 - “Nel 2018 fino a 10mila profughi potranno raggiungere senza rischi l’Europa attraverso corridoi umanitari”. Così ha detto il ministro dell’Interno, Marco Minniti, in un’intervista a Repubblica. “Stando agli obiettivi dell’Oim – aggiunge – 30mila saranno i migranti senza diritto all’asilo che potranno tornare a casa con rimpatri volontari. Quest’anno già lo hanno fatto in 18mila. Con la cooperazione delle autorita libiche, abbiamo costruito un nuovo modello di gestione dall’altra parte del Mediterraneo”. Il ministro spiega come “sei mesi fa, quando l’Italia ha visto approdare in un solo giorno 26 navi cariche di migranti, nessuno ci avrebbe creduto. Invece, dopo aver contenuto i flussi, abbiamo messo in piedi il primo corridoio umanitario della storia, dalla Libia a un Paese europeo”.

“Grazie anche agli accordi tra Roma e Tripoli, il personale Unhcr ha potuto selezionare in Libia chi ha diritto alla protezione internazionale. Chi arriva in Italia – spiega -, insomma, è rifugiato e non più richiedente asilo”, ma “solo dopo esserci mostrati credibili nel contrasto all’illegalità dei flussi, abbiamo potuto costruire percorsi legali per i migranti presenti in Libia”.

Roma, 14 dicembre 2017 - “I rimpatri volontari dalla Libia saranno 30.000 entro febbraio 2018”. Lo ha detto il capo della diplomazia europea, Federica Mogherini, nella conferenza stampa tenuta oggi a Bruxelles dopo il primo vertice della task force congiunta dell’Ue, dell’Unione africana e dell’Onu creata al vertice Ue-Africa di Abidjan, alla fine di novembre, per affrontare le disumane condizioni di detenzione dei migranti in Libia.

Bruxelles, 11 dicembre 2017 - La Commissione europea ha deferito alla giustizia europea Repubblica Ceca, Ungheria e Polonia per il loro rifiuto di accettare quote di rifugiati nell’ambito del programma di ricollocamento dei migranti. “La Commissione europea ha deciso di deferire la Repubblica Ceca, l’Ungheria e la Polonia alla Corte di giustizia dell’Ue per il mancato rispetto dei loro obblighi giuridici in materia di ricollocamento”, ha dichiarato la Commissione in una nota.

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