Ue: entro novembre fine a controlli frontiere Schengen - Il portale dell'immigrazione e degli immigrati in Italia - Stranieri in Italia

Attualità

Bruxelles, 3 maggio 2017 -  I Paesi dell’Ue che hanno imposto dei controlli alle frontiere all’interno dell’area Schengen per fare fronte alla crisi dei migranti dovranno porvi termine entro il prossimo novembre: lo ha annunciato la Commissione Europea.

La Commissione Ue   haraccomandato al Consiglio "la rimozione graduale dei controlli temporanei" ad alcune frontiere Schengen di Svezia, Norvegia, Austria, Austria, Germania e Danimarca, concedendo il prolungamento "per l'ultima volta" di altri "sei mesi". Così il commissario Ue Dimitris Avramopoulos.

"Proponiamo un phasing out graduale dei controlli alle frontiere interne Schengen ed il rafforzamento dell'uso dei controlli di polizia, sul territorio dei Paesi, specie vicino ai confini interni. Questo è l'ultimo prolungamento", avverte. "Il nostro obiettivo è di assicurare una fase di transizione coordinata e graduale. L'alternativa poteva essere quella di decisioni unilaterali e non coordinate" da parte delle capitali "di introdurre controlli temporanei. E questo non è nello spirito europeo di solidarietà e cooperazione", afferma Avramopoulos.

Bruxelles, 3 maggio 2017 -  I Paesi dell’Ue che hanno imposto dei controlli alle frontiere all’interno dell’area Schengen per fare fronte alla crisi dei migranti dovranno porvi termine entro il prossimo novembre: lo ha annunciato la Commissione Europea.

La Commissione Ue   haraccomandato al Consiglio "la rimozione graduale dei controlli temporanei" ad alcune frontiere Schengen di Svezia, Norvegia, Austria, Austria, Germania e Danimarca, concedendo il prolungamento "per l'ultima volta" di altri "sei mesi". Così il commissario Ue Dimitris Avramopoulos.

"Proponiamo un phasing out graduale dei controlli alle frontiere interne Schengen ed il rafforzamento dell'uso dei controlli di polizia, sul territorio dei Paesi, specie vicino ai confini interni. Questo è l'ultimo prolungamento", avverte. "Il nostro obiettivo è di assicurare una fase di transizione coordinata e graduale. L'alternativa poteva essere quella di decisioni unilaterali e non coordinate" da parte delle capitali "di introdurre controlli temporanei. E questo non è nello spirito europeo di solidarietà e cooperazione", afferma Avramopoulos.