Copertina verde

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Materiali di legislazione comparata

 

 

 

 

 

 

 

 

L'acquisizione della cittadinanza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

XIV Legislatura

 

N. 87 - ottobre 2003

 

 


 


 

 


SERVIZIO BIBLIOTECA

 

 

 

 

 

Materiali di legislazione comparata

 

 

 

L'acquisizione della cittadinanza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

XIV Legislatura

 

N. 87 - ottobre 2003

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I dossier del Servizio Biblioteca sono destinati alle esigenze di documentazione interna degli organi parlamentari e dei parlamentari. La Camera dei deputati declina ogni responsabilitą per la loro eventuale utilizzazione o riproduzione per fini non consentiti dalla legge.

 

 

 

Il dossier Ź stato curato da Luana Alverone (Consigliere di Biblioteca, Tel. 4212), Leonardo Marinucci (Consigliere di Biblioteca, Tel. 9942), Paolo Massa (Consigliere di Biblioteca, Tel. 3765), Roberto D'Orazio (Documentarista di Biblioteca, Tel. 3338) e Fabrizio Megale (Documentarista di Biblioteca, Tel. 3419).

 

 

 

 

 

 


 

 

 

Indice

 

 

 

 

Schede di sintesi

 

 

 

 

Francia

p.       1    

 

 

 

Germania

p.       7    

 

 

 

Regno Unito

p.     11    

 

 

 

Spagna

p.     13    

 

 

 

 

 

 


FRANCIA

Normativa

 

La cittadinanza (nationalité) francese Ź disciplinata dal Codice civile, artt. 17 a 33-2; dalla legge n. 93-933 del 22 luglio 1993 e dai suoi decreti applicativi, n. 93-1362 del 30 dicembre 1993 e n. 98-720 del 20 agosto 1998; infine dalla legge 98-170 del 16 marzo 1998.

Un’altra fonte del diritto della cittadinanza Ź costituita dalla Convenzione del Consiglio d’Europa, del 6 maggio 1963, sulla riduzione dei casi di nazionalitą plurima, di cui sono firmatari Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Olanda e Svezia.

In Francia la cittadinanza puė essere acquisita in tre modi diversi.

Il primo comprende sia l’acquisizione per filiazione (jus sanguinis) che quella per nascita (jus soli).

Il secondo modo di acquisizione Ź rappresentato dal matrimonio con cittadino o cittadina francese.

Il terzo si produce in seguito ad una decisione delle autoritą francesi (naturalizzazione).

Peraltro, la nationalité Ź una condizione necessaria ma non sufficiente per acquisire la citoyenneté. Per esercitare quest’ultima occorre anche godere dei diritti civili e politici. Ad esempio, un minore seppur di nazionalitą francese diventa cittadino solo a 18 anni, quando acquisisce la pienezza dei suoi diritti civili e politici.

 

 

Filiazione o nascita

 

Per quanto riguarda l’acquisizione per filiazione, Ź francese il figlio, legittimo o naturale, di una coppia in cui almeno uno dei due genitori sia francese (art. 18 c.c.).

Analogamente, Ź francese per filiazione anche il minore oggetto di adozione piena da parte di un francese. La cittadinanza non spetta invece al minore che sia oggetto di un’adozione semplice. Egli ha tuttavia facoltą, sino al momento della maggiore etą, di reclamare la cittadinanza francese con dichiarazione, sempreché risieda in Francia alla data di quest’ultima.

Per quanto riguarda l’acquisizione per nascita, Ź francese il figlio, legittimo o naturale, nato in Francia quando almeno uno dei due genitori vi sia nato, qualunque sia la sua cittadinanza (art. 18-3 c.c.).

Inoltre, per effetto della citata legge del 16 marzo 1998, ogni bambino nato in Francia da genitori stranieri aquisisce automaticamente la cittadinanza francese al momento della maggiore etą se, a quella data, ha la propria residenza in Francia o vi ha avuto la propria residenza abituale durante un periodo, continuo o discontinuo, di almeno 5 anni, dall’etą di 11 anni in poi (art. 27-1 c.c.).

L’acquisizione automatica puė essere anticipata a 16 anni dallo stesso interessato, con dichiarazione sottoscritta dinanzi l’autoritą competente, o puė essere reclamata per lui dai suoi genitori a partire da 13 anni e previo il suo consenso, nel qual caso il requisito della residenza abituale per 5 anni decorre dall’etą di 8 anni.

 

 

Matrimonio

 

La cittadinanza francese Ź aperta, con dichiarazione da sottoscrivere dinanzi all’autoritą competente, a qualunque straniero o apolide che contragga matrimonio con un cittadino o una cittadina francese, dopo il termine di 1 anno dal matrimonio, a condizione che alla data della dichiarazione la comunione di vita non sia cessata fra gli sposi e che il coniuge francese abbia conservato la propria nazionalitą (art. 21-2 c.c.).

Il termine di 1 anno Ź tuttavia soppresso quando un bambino nasce prima o dopo il matrimonio e la sua filiazione Ź accertata a favore dei due coniugi.

La dichiarazione viene registrata, dopo un controllo di ammissibilitą, presso il Ministero dell’occupazione e della solidarietą.

La cittadinanza francese non Ź concessa al coniuge straniero qualora sia stato condannato ad una pena detentiva superiore o uguale a 6 mesi senza condizionale, o sia stato oggetto di un decreto di espulsione o di una interdizione dal territorio, o si trovi in una situazione irregolare, o sia stato condannato per atti di terrorismo.

 

 

Naturalizzazione

 

La naturalizzazione per decisione dell’autoritą pubblica puė essere concessa solo allo straniero maggiorenne che dimostri la propria residenza abituale in Francia nei 5 anni precedenti la sua domanda, salvo che egli non abbia compiuto e ultimato due anni di studi in un istituto di istruzione universitaria francese, nel qual caso il criterio della residenza viene ridotto a 2 anni. Inoltre, per essere naturalizzato occorre avere la residenza in Francia al momento della firma del decreto.

Con residenza si intende una residenza fissa, che presenti cioŹ un carattere stabile e permanente e che coincida con il centro degli interessi materiali e dei legami familiari del richiedente.

I figli minori del naturalizzato diventano francesi insieme a lui, a condizione di risiedere insieme al naturalizzato e di essere menzionati nel decreto.

Puė essere naturalizzato, prescindendo dal criterio della residenza, il coniuge o il figlio di una persona che abbia acquisito la cittadinanza; gli incorporati nelle forze armate francesi; chi abbia lo status di rifugiato concessogli dall’Ufficio francese di protezione dei rifugiati e degli apolidi (OFPRA).

La cittadinanza per naturalizzazione non puė tuttavia essere concessa a chi sia stato condannato ad una pena detentiva superiore o uguale a 6 mesi senza condizionale, o sia stato oggetto di un decreto di espulsione o di una interdizione dal territorio, o si trovi in una situazione irregolare, o sia stato condannato per atti di terrorismo.

Infine, sia l’acquisizione mediante dichiarazione (matrimonio) che quella mediante decreto (naturalizzazione) richiedono, in forme diverse, una conoscenza sufficiente della lingua francese da parte dell’interessato.

Secondo l’art. 21-4 del Codice civile, infatti, il Governo puė opporsi entro un anno, con decreto, previo parere del Consiglio di Stato, all’acquisto della cittadinanza francese da parte del coniuge straniero per “difetto di assimilazione” (all’interno del quale rientra anche il requisito linguistico) o per “indegnitą”, questi due essendo gli unici motivi di opposizione ammessi dalla legge. Tale norma generale Ź poi integrata dall’art. 15 del decreto 93-1362, come modificato dal decreto 98-720, gią citati, in base al quale l’autoritą prefettizia o quella consolare, ad un determinato stadio del procedimento, “procede ad una indagine che consenta di valutare se Ź il caso di opporsi all’acquisizione della nazionalitą per difetto di assimilazione o per indegnitą”.

I decreti di opposizione emanati dal Governo ai sensi di questa norma sono, attualmente, circa un centinaio l’anno, l’80% dei quali circa viene motivato con un difetto di assimilazione linguistica.

Per quanto riguarda invece l’acquisizione per naturalizzazione, si applica l’art. 21-24 del Codice civile, il quale recita: “ Nessuno puė essere naturalizzato se non dimostra la sua assimilazione alla comunitą francese, in particolare attraverso una conoscenza sufficiente, secondo la sua condizione, della lingua francese.” Tale norma generale Ź poi integrata dall’art. 43 del decreto 93-1362, come modificato dal decreto 98-720, gią citati, in base al quale in coincidenza con la domanda l’interessato “deve presentarsi di persona di fronte ad un funzionario designato nominativamente dall’autoritą prefettizia oppure da quella consolare. Dopo un colloquio individuale, il funzionario redige un processo verbale nel quale accerta il grado di assimilazione del richiedente agli usi e costumi della Francia nonché la sua conoscenza della lingua francese”. Infine, con circolare della Direzione della popolazione e delle migrazioni del Ministero degli affari sociali, sono state uniformate le modalitą di svolgimento del colloquio nella sua parte linguistica, mediante l’introduzione di una “griglia di valutazione”, che consente al funzionario prefettizio o consolare di accertare la capacitą del richiedente di comunicare in francese.

Circa il 20% delle domande di naturalizzazione sono respinte a motivo di un difetto di assimilazione linguistica. Possono essere ripresentate dopo aver migliorato la conoscenza del francese, anche attraverso appositi corsi di formazione finanziati dallo Stato.

Va precisato che la conoscenza sufficiente della lingua francese costituisce solo uno degli elementi da considerare per accertare l’assimilazione dello straniero alla comunitą francese. Gli elementi sia linguistici che non linguistici della nozione di “difetto di assimilazione” sono stati sviluppati dalla giurisprudenza del Consiglio di Stato, con riferimento ai citati artt. 21-4 e 21-24 del Codice civile.

 

 

Effetto collettivo dell’acquisizione

 

A condizione che il suo nome sia menzionato nel decreto di naturalizzazione o nella dichiarazione di acquisizione, il figlio minore, legittimo o naturale, o il bambino oggetto di adozione piena, diventa francese di pieno diritto se uno dei due genitori ha acquisito la cittadinanza francese, semprechŹ egli abbia la stessa residenza abituale del genitore in questione. In caso di separazione o divorzio dei genitori, il bambino acquisisce la cittadinanza francese se risiede abitualmente o alternativamente con il genitore che diventa francese (art. 22-1 c.c.).

 

 

Doppia cittadinanza

 

Il possesso di una o piĚ altre nazionalitą non ha, in linea di principio, alcuna incidenza sulla cittadinanza francese.

La legge non richiede infatti che uno straniero diventato francese rinunci alla sua cittadinanza di origine o che un francese diventato straniero rinunci alla cittadinanza francese, salvo che fra gli Stati firmatari della Convenzione del Consiglio d’Europa, del 6 maggio 1963, sulla riduzione dei casi di nazionalitą plurima (infra). Questa convenzione prevede infatti la perdita automatica della cittadinanza precedente.

La Francia non stabilisce distinzioni fra coloro che hanno una doppia cittadinanza (non importa se straniero divenuto francese o francese divenuto straniero) e tutti gli altri francesi per quanto riguarda i diritti e i doveri legati alla cittadinanza. Tuttavia, un francese che possegga la doppia cittadinanza non puė far valere la propria cittadinanza francese dinanzi alle autoritą dell’altro Stato di cui possiede la cittadinanza, quando risieda nel suo territorio.

 

 

 

 

Perdita della cittadinanza

 

Casi di rinuncia alla cittadinanza francese sono previsti dal Codice civile, in presenza di talune condizioni, a favore dei figli nati all’estero da un solo genitore francese o nati in Francia da un solo genitore nato in Francia.

Qualsiasi maggiorenne residente abitualmente all’estero, che abbia acquisito volontariamente una cittadinanza straniera, puė, in presenza di talune condizioni, perdere la cittadinanza francese con dichiarazione sottoscritta davanti all’autoritą competente.

Come gią detto, si perde automaticamente la cittadinanza francese se si chiede quella di un paese firmatario della Convenzione del Consiglio d’Europa del 6 maggio 1963.

In caso di matrimonio con uno straniero, il coniuge francese puė rinunciare alla cittadinanza francese con dichiarazione, a condizione che abbia acquisito la cittadinanza del coniuge e che la residenza abituale della coppia sia stata fissata all’estero.

Infine, le persone che non soddisfino le condizioni relative alla perdita della cittadinanza francese per dichiarazione possono essere autorizzate, con decreto, a perdere la qualitą di cittadino francese, a condizione che posseggano una cittadinanza straniera.

 

 

 


 

 

 

 


germania

Riferimenti normativi

Legge fondamentale federale del 1949 (Grundgesetz, GG), artt. 16 e a116

Legge federale sulla cittadinanza (Staatsangehörigkeitsgesetz, StAG) del 22 luglio 1913, nel testo vigente aggiornato all'ultima modifica del 15 luglio 1999, entrata in vigore il 1 gennaio 2000. (BGBl., Teil I, S. 1618)

Legge sugli stranieri (Ausländergesetz, AuslG) del 9 luglio 1990 (BGBl., Teil I, S. 1354)

 

 

Principi generali

La legge fondamentale federale del 1949, all’articolo 16.1, si limita a sancire il principio di irrevocabilitą della cittadinanza tedesca, specificando che la perdita della nazionalitą puė avvenire soltanto per legge e, contro la volontą dell’interessato, soltanto per impedire che diventi apolide. Tra le disposizioni transitorie e finali della Grundgesetz vi Ź poi l’art. 116 che reca la definizione di “tedesco”, inteso come “colui che possiede la cittadinanza tedesca o colui che Ź stato accolto, come rifugiato o espulso di nazionalitą tedesca o come suo coniuge o discendente, nel territorio del Reich tedesco secondo lo status del 31 dicembre 1937”. A coloro che sono stati privati della cittadinanza tedesca tra il 30 gennaio 1933 (presa del potere da parte dei nazisti) e l’8 maggio 1945 (resa della Germania e fine della seconda guerra mondiale), per motivi politici, razziali o religiosi, dev’essere nuovamente concessa la cittadinanza sulla base di una richiesta di naturalizzazione. La stessa possibilitą Ź offerta anche ai discendenti. Non sono invece considerati privi di cittadinanza coloro che dopo la fine della guerra hanno preso la residenza in Germania e non hanno manifestato una volontą contraria.

La disciplina legislativa federale sulla cittadinanza Ź contenuta principalmente nella Staatsangehörigkeitsgesetz, la cui riforma del 15 luglio 1999 ha posto a fondamento del diritto di cittadinanza il principio del luogo di nascita (ius soli o Geburtsortsprinzip) in sostituzione del principio di filiazione (ius sanguinis o Abstammungsprinzip).

In particolare, l'articolo 3 della legge prevede che la cittadinanza tedesca possa essere acquisita per nascita, per adozione e per naturalizzazione.

 

 

 

La cittadinanza per nascita e per adozione

Dal 1° gennaio 2000, data di entrata in vigore della legge di riforma, acquisiscono automaticamente la cittadinanza tedesca non solo i figli di cittadini tedeschi, ma anche i figli di stranieri che nascono in Germania, purché almeno uno dei genitori risieda stabilmente nel paese da almeno otto anni e sia in possesso di regolare autorizzazione al soggiorno (Aufenthaltsberechtigung) o di permesso di soggiorno (Aufenthaltserlaubnis) illimitato da almeno tre anni.

Nella maggior parte dei casi i minori che divengono cittadini tedeschi per nascita acquisiscono contemporaneamente anche la nazionalitą dei genitori stranieri in base al principio di filiazione. Dopo la maggiore etą essi hanno cinque anni di tempo per decidere se mantenere la cittadinanza tedesca o scegliere invece quella del paese d’origine dei genitori. Nel caso in cui optino per quella straniera oppure non facciano nessuna dichiarazione ufficiale entro i termini stabiliti, essi perdono automaticamente quella tedesca. Viceversa, se il minore vuole mantenere la cittadinanza tedesca, deve dimostrare, in linea di massima ed entro gli stessi termini, di aver perso quella straniera.

I minori nati prima del 1° luglio 1993 da padre tedesco e madre straniera possono acquisire la cittadinanza tedesca mediante una dichiarazione, da effettuarsi entro il compimento del ventitreesimo anno di etą, se il riconoscimento o l’accertamento della paternitą sono validi per la legge tedesca e se il minore stesso Ź residente in Germania da tre anni.

ť inoltre previsto che il diritto di cittadinanza, acquisito da un minore in virtĚ dell’adozione da parte di un cittadino tedesco, si estenda anche ai suoi discendenti.

 

 

La cittadinanza per naturalizzazione

Per tutti coloro che non sono tedeschi per diritto di nascita, ma che vogliono diventarlo perché stabilitisi permanentemente in Germania, la naturalizzazione (Einbürgerung) rappresenta la via principale per poter acquisire la cittadinanza tedesca. La naturalizzazione non avviene in modo automatico, ma presuppone un’apposita richiesta da parte dell’interessato. Nella fattispecie della naturalizzazione rientrano i minori che non hanno potuto usufruire dei benefici introdotti dalla nuova legge, i coniugi di cittadini tedeschi e gli stranieri residenti stabilmente e regolarmente in Germania.

Per i figli di genitori stranieri che, alla data di entrata in vigore della riforma, non avevano ancora compiuto dieci anni e che rispondevano ai requisiti stabiliti dalla nuova normativa Ź stata prevista una disciplina transitoria, in virtĚ della quale Ź stato loro riconosciuto un diritto preferenziale alla naturalizzazione sulla base di una richiesta presentata dal loro legale rappresentante entro il 31 dicembre 2000. Ad essi si applicano inoltre le medesime disposizioni, relative all’opzione della cittadinanza, previste per i minori che usufruiscono dei benefici della legge attuale.

La naturalizzazione di un cittadino straniero Ź regolata dal § 85 della Legge sugli stranieri (Ausländergesetz). Le domande di naturalizzazione possono essere presentate alle competenti autoritą locali dopo il compimento del sedicesimo anno di etą. I requisiti che a norma di legge il richiedente deve possedere prevedono:

Š      otto anni di regolare residenza in Germania (prima della riforma della legge sulla cittadinanza il periodo di soggiorno richiesto era di quindici anni);

Š      regolare permesso o diritto di soggiorno;

Š      conoscenza della costituzione tedesca e giuramento di fedeltą alla stessa;

Š      rispetto e osservanza dell’ordinamento libero e democratico stabilito dalla costituzione tedesca;

Š      capacitą di assicurare il mantenimento proprio e dei familiari a carico senza far ricorso a sussidi sociali (Sozialhilfe) o all’indennitą di disoccupazione (Arbeitslosenhilfe);

Š      assenza di condanne penali per reati gravi;

Š      dimostrazione di una sufficiente conoscenza della lingua tedesca.

 

In base alla legge Ź anche richiesta una tassa di naturalizzazione di 255 euro. Per i figli che non sono economicamente indipendenti l’importo Ź di 51 euro.

Al formulario predisposto dalle autoritą locali per la richiesta di naturalizzazione vanno allegati: una foto formato tessera; il passaporto con il permesso di soggiorno; il certificato di nascita; il certificato di matrimonio se Ź richiesta anche la naturalizzazione del coniuge; un documento che attesti il guadagno (Verdienstbescheinigung) ed eventualmente un certificato del datore di lavoro; un certificato dell’istituto (legalmente riconosciuto) che attesti le competenze linguistiche se si Ź frequentato un corso di tedesco.

La conoscenza della lingua tedesca Ź di fatto una delle condizioni fondamentali per poter ottenere la cittadinanza (§ 86 dell’Ausländergesetz) e potersi integrare nel tessuto sociale e politico del paese. La legge lascia ampio spazio alla discrezionalitą dei Länder e dei comuni per accertare e verificare le competenze linguistiche del richiedente. Il livello richiesto non Ź molto alto. In genere non Ź previsto un esame scritto, ma soltanto un colloquio in cui il richiedente deve dimostrare di saper parlare e comprendere il tedesco utilizzato nella vita di tutti i giorni, leggere un semplice testo, per esempio un articolo di giornale, riassumendone brevemente i contenuti. Sono inoltre previsti colloqui particolari per gli analfabeti.

Le disposizioni di cui al § 8 della Staatsangehörigkeitsgesetz relative alla naturalizzazione degli stranieri si applicano anche nel caso di matrimonio con cittadini tedeschi, fattispecie regolata dal successivo § 9 che rinvia al § 87 dell’Ausländergesetz per quanto concerne la disciplina della perdita o rinuncia alla cittadinanza d’origine o la possibilitą di mantenere una doppia cittadinanza. Il periodo di soggiorno richiesto per presentare la richiesta di naturalizzazione in questo caso Ź ridotto da otto a tre anni, mentre la durata del matrimonio deve essere di almeno due anni.

 

 

La doppia cittadinanza

Nella normativa vigente resta valido il principio generale per cui non Ź ammessa la doppia cittadinanza (Mehrstaatigkeit). Coloro che intendono acquisire la cittadinanza tedesca attraverso la naturalizzazione devono quindi rinunciare a quella d’origine. Inoltre, per evitare che tale principio venga eluso, la riforma del diritto di cittadinanza ha previsto espressamente l’abrogazione del § 25 della vecchia legge sulla cittadinanza secondo cui la richiesta di acquisizione di una cittadinanza straniera presentata nel territorio nazionale non comportava automaticamente la perdita di quella tedesca.

Esistono perė delle circostanze, previste dal § 87 dell’Ausländergesetz, che rappresentano un’eccezione alla regola generale, giustificate dal fatto che talora non sia possibile o sia particolarmente difficile rinunciare ad una cittadinanza, come ad esempio nel caso di persone molto anziane, di profughi e rifugiati politici, o quando si debbano versare tasse particolarmente elevate oppure si subiscano gravi pregiudizi di natura economica o patrimoniale. Il regime delle eccezioni si applica anche ai coniugi stranieri di cittadini tedeschi e ai cittadini degli Stati membri dell’Unione europea che a loro volta ammettono la doppia cittadinanza a condizione di reciprocitą.

 

 

 


REGNO UNITO

La cittadinanza britannica Ź disciplinata dal British Nationality Act del 1981, entrato in vigore il 1° gennaio 1983; alcune modifiche sono state introdotte con il British Overseas Territories Act del 2002.

L'istituto della cittadinanza si articola, secondo le richiamate disposizioni legislative, in forme diverse in base a tre distinti ambiti territoriali: di guisa che Ź contemplata non solamente la cittadinanza britannica propriamente detta - relativa al Regno Unito, alle Channel Islands e all'Isola di Man -, ma anche la cittadinanza dei Territori dipendenti (British Dependent Territories Citizenship) e quella dei Territori d'oltremare[1], per le persone che non abbiano rapporti con il Regno Unito e con i Territori dipendenti (British Overseas Citizenship). Nel secondo e nel terzo caso, norme di dettaglio o speciali sono dettate per quanto concerne l'acquisto o il mantenimento della cittadinanza da parte delle persone residenti in determinati Stati o Territori.

Nel sistema vigente dal 1983, la persona nata (o adottata) nel Regno Unito acquista la relativa cittadinanza (attraverso l'apposita "registration") se uno dei genitori sia gią cittadino britannico al momento della nascita; oppure se uno dei genitori, non cittadino britannico, si sia stabilito nel Regno Unito ("settled"), vi risieda cioŹ a tempo indeterminato e senza soggiacere ai limiti temporali previsti dalla legislazione in materia di immigrazione (dettata dallo Immigration Act del 1971 e dalle successive modifiche) e connessi, di norma, al conseguimento di un permesso di lavoro (Ź il caso, ad esempio, delle persone provenienti da Stati membri dell'Unione europea o inclusi nell'Area Economica Europea che, a determinate condizioni, si stabiliscono nel Regno Unito).

Qualora al momento della nascita i genitori non siano cittadini britannici né siano stabiliti nel Regno Unito, la persona nata nel territorio nazionale avrą titolo a richiedere il riconoscimento della cittadinanza nei casi seguenti: (a) se uno dei genitori successivamente divenga cittadino britannico o si stabilisca nel Regno Unito, dovendo perė il figlio farne espressa richiesta entro il limite dei 18 anni di etą; (b) se il richiedente abbia vissuto nel Regno Unito per i 10 anni successivi alla nascita non assentandosi per piĚ di 90 giorni; in tal caso non vi sono previsti limiti di tempo per richiedere la cittadinanza; (c) qualora la persona abbia la cittadinanza britannica dei Territori d'oltremare, e abbia per almeno 5 anni legalmente risieduto nel Regno Unito senza assentarsi per piĚ di 450 giorni durante il quinquennio o per piĚ di 90 negli ultimi 12 mesi.

In mancanza dei previsti requisiti, la concessione della cittadinanza britannica alla persona nata sul suolo nazionale Ź di competenza discrezionale del Ministro dell'Interno (Home Secretary).

La legge regola, inoltre, i casi di acquisto della cittadinanza britannica da parte della persona non nata sul suolo nazionale.

Oltre alle norme specifiche previste per casi particolari (concernenti le persone nate nei Territori individuati dalle disposizioni del 2002 - a tale scopo denominati "qualifying territories" - e da genitori di cui almeno uno sia cittadino britannico oppure stabilito nel Regno Unito), la disciplina contempla la naturalizzazione degli stranieri ("naturalization"), se provenienti da Stati appartenenti al Commonwealth e se in possesso della cittadinanza irlandese. In tali casi sono richieste la maggiore etą, la residenza almeno quinquennale nel Regno Unito, le certificazioni relative alla buone condizioni fisiche e mentali, la sufficiente conoscenza della lingua inglese oppure gaelica o scozzese, la sussistenza di stretti rapporti con il Regno Unito.

E' previsto altresď che il coniuge di un cittadino britannico possa conseguire la cittadinanza dopo aver vissuto legalmente e in modo continuativo per almeno un triennio nel Regno Unito, purché in posesso dei suindicati requisiti prescritti per la naturalizzazione.

E' ammesso il possesso, da parte di colui che ottenga la cittadinanza britannica, di altre nazionalitą qualora ciė sia consentito dallo Stato di origine.

 

 

 

 


spagna

Riferimenti normativi

Costituzione spagnola del 27 dicembre 1978, art. 11

Codice civile, artt. 17-28 (modificati, da ultimo, con la legge 36/2002, dell'8 ottobre 2002)

Legge 32/2002, del 5 luglio 2002, di modifica della legge 17/1999, sull'accesso degli stranieri alla condizione di militare di professione

 

 

La cittadinanza d'origine

La Costituzione spagnola del 1978, all'articolo 11, rinvia ad una legge attuativa per quanto concerne le modalitą di acquisizione, conservazione e perdita della cittadinanza (nacionalidad), limitandosi a porre il principio generale del divieto della privazione della cittadinanza nei confronti degli spagnoli d'origine. Un'ulteriore disposizione riguarda la possibilitą di sottoscrivere trattati internazionali sulla "doppia cittadinanza" (doble nacionalidad) con i paesi ispano-americani o con altri paesi che abbiano mantenuto particolari legami con la Spagna, sulla base del principio di reciprocitą.

La normativa specifica sul diritto di cittadinanza Ź attualmente contenuta nel codice civile, all'interno del Libro primo "Delle persone", nel Titolo I "Degli spagnoli e degli stranieri" (artt. 17-28).

In particolare, sono spagnoli d'origine:

Š      i nati da padre o madre spagnoli;

Š      i nati in Spagna da genitori stranieri, se almeno uno di essi Ź nato in Spagna, ad eccezione dei figli di funzionari diplomatici o consolari accreditati in Spagna;

Š      i nati in Spagna da genitori stranieri, se entrambi non possiedono alcuna cittadinanza o la legislazione dei loro paesi d'origine non assegna al figlio la cittadinanza;

Š      i nati in Spagna la cui filiazione non risulti accertata. In tal caso si considerano nati nel territorio nazionale i minori di etą il cui primo luogo conosciuto di soggiorno sia la Spagna.

 

Nel caso in cui la filiazione o la nascita in Spagna siano accertati dopo il compimento del diciottesimo anno di etą, l'interessato non acquista automaticamente la cittadinanza spagnola d'origine, ma ha due anni di tempo per optare in tal senso.

Nella circostanza opposta, cioŹ laddove si scopra successivamente la mancanza di uno dei requisiti fondamentali per il possesso della cittadinanza spagnola d'origine, se l'interessato, fatta salva la sua buona fede, Ź stato considerato cittadino spagnolo per almeno dieci anni ininterrotti, con iscrizione regolare presso i registri dello stato civile, mantiene la cittadinanza.

E' infine cittadino d'origine lo straniero, minore di diciotto anni, che viene adottato da uno spagnolo.

 

 

La cittadinanza mediante opzione

In aggiunta ai casi di possesso della cittadinanza d'origine, Ź possibile, come gią precedentemente accennato (accertamento della nascita o filiazione in Spagna dopo il compimento del diciottesimo anno di etą), optare per la cittadinanza spagnola; tale possibilitą Ź prevista, infatti, anche per gli adottati nella maggiore etą, purché esercitino tale opzione entro i due anni dall'adozione.

Il codice civile individua inoltre altre due categorie che possono esercitare il diritto d'opzione:

Š      le persone che siano, o siano state, soggette alla patria potestą di uno spagnolo;

Š      coloro il cui padre o madre, nato in Spagna, abbia avuto in passato la cittadinanza spagnola.[2]

 

La dichiarazione di opzione va fatta dall'interessato, se maggiorenne e con piena capacitą giuridica; per i minorenni, purché maggiori di quattordici anni, Ź richiesta l'assistenza di un rappresentante legale. Per i minori di quattordici anni, infine, Ź possibile soltanto la richiesta inoltrata da un rappresentante legale dell'optante, autorizzata dall'ufficiale dello stato civile del domicilio del richiedente, ascoltato il parere del Pubblico Ministero e nell'interesse del soggetto.

In caso di dichiarazione effettuata direttamente dall'interessato in possesso della maggiore etą, Ź previsto, anche per chi Ź stato soggetto alla patria potestą di un cittadino, il termine di due anni per far valere l'opzione, mentre tale termine non si applica nel caso di chi ha avuto un genitore nato in Spagna e che era stato, in passato, cittadino spagnolo.

Trascorso il termine di due anni Ź comunque ancora possibile ottenere la cittadinanza, ma attraverso la "acquisizione" della stessa e previo il requisito della "residenza legale".

 

 

L'acquisizione della cittadinanza

La cittadinanza spagnola puė anche essere acquisita con due modalitą: in primo luogo attraverso il rilascio di un "certificato di cittadinanza" (carta de naturaleza) mediante "Real Decreto", emanato a discrezione dell'autoritą competente, ma soltanto nei casi in cui il richiedente si trovi in "circostanze eccezionali"; in secondo luogo, nella maniera piĚ frequente, l'ottenimento della cittadinanza avviene con il requisito della "residenza in Spagna", su concessione del Ministro della Giustizia.

In entrambi i casi la domanda va inoltrata con gli stessi criteri gią elencati per l'opzione a favore della cittadinanza spagnola, a seconda dell'etą del richiedente.

Il requisito fondamentale, per la richiesta in base alla residenza, Ź appunto quello della "residenza legale e continuata" in Spagna per un periodo di 10 anni, come regola generale.

Per tale criterio di base sono tuttavia previste alcune eccezioni favorevoli:

Š      per coloro che sono stati riconosciuti come rifugiati politici: 5 anni di residenza;

Š      per i cittadini d'origine dei paesi ispano-americani, per quelli di Andorra, Filippine, Guinea Equatoriale, Portogallo e per i sefarditi: 2 anni di residenza;

Š      per coloro che sono nati in Spagna: 1 anno di residenza;

Š      per coloro che sono sposati con un cittadino spagnolo da almeno un anno e non sono separati legalmente o di fatto: 1 anno di residenza;

Š      per coloro che sono, o sono stati, soggetti legalmente alla tutela, la custodia o l'affidamento di un cittadino o di un ente spagnolo per due anni consecutivi: 1 anno di residenza;

Š      per i vedovi o le vedove di uno spagnolo o di una spagnola, se alla morte del coniuge non vi era separazione legale o di fatto: 1 anno di residenza;

Š      per i nati fuori dalla Spagna, ma con un genitore o un nonno che ha avuto, in passato, la cittadinanza spagnola: 1 anno di residenza;

Š      per coloro che non hanno fatto valere, in passato, il diritto di opzione per la cittadinanza spagnola: 1 anno di residenza.

 

La domanda, rivolta al Ministro della Giustizia, va presentata presso l'ufficio dello stato civile dove si trova il domicilio del richiedente, corredata dai diversi certificati richiesti per le differenti fattispecie sopra elencate e, in ogni caso, da un certificato della Direzione Generale di Polizia che attesti la durata della residenza legale e continuata in Spagna.

L'interessato dovrą inoltre attestare "buona condotta civica e sufficiente grado di integrazione nella societą spagnola".

A tale proposito sono richiesti, oltre ai certificati concernenti i precedenti penali, in Spagna e nel paese di provenienza, anche un certificato che attesti l'iscrizione ai tutti i ruoli anagrafici e tributari (certificado de empadronamiento); lo straniero dovrą inoltre dimostrare quali sono i suoi mezzi di sostentamento in Spagna.

Il Ministro della Giustizia puė respingere la richiesta di cittadinanza con decisione motivata, per ragioni di ordine pubblico o interesse nazionale. Tale atto Ź impugnabile in via amministrativa.

La concessione della cittadinanza, sia mediante opzione che a seguito di rilascio del "certificato di cittadinanza" o per acquisizione con residenza in Spagna, decade automaticamente dopo 180 giorni se la persona interessata, nel caso sia maggiore di 14 anni ed in pieno possesso della capacitą giuridica ad agire, non compie i seguenti atti:

Š      dichiara o promette fedeltą al Re ed obbedienza alla Costituzione e alle leggi;

Š      dichiara di rinunciare alla sua cittadinanza di origine, ad eccezione di coloro che provengono dai paesi ispano-americani e da Andorra, Filippine, Guinea Equatoriale e Portogallo, in base alla possibilitą della "doppia cittadinanza", prevista all'articolo 11 della Costituzione;

Š      registra l'acquisizione della cittadinanza spagnola presso l'ufficio dello stato civile.

 

Un caso particolare, non menzionato nel codice civile, Ź quello dello straniero militare di professione. A seguito dell'avvio del processo di professionalizzazione delle Forze Armate spagnole, avvenuto mediante l'approvazione della legge 17/1999, Ź stata successivamente introdotta nelle file dei militari di carriera, attraverso la legge di modifica 32/2002, la figura dello "straniero legato alle Forze Armate con la condizione di militare di professione di truppa e di marina a carattere temporaneo".

Lo straniero quindi, purché non impedito dalle leggi del suo paese d’origine o da convenzioni internazionali, accede alla condizione di militare professionale a carattere temporaneo, firmando un "accordo" (compromiso) della durata complessiva di tre anni, comprensivi del periodo necessario all’addestramento. Stipulando tale accordo lo straniero acquista i requisiti legati al possesso della residenza legale in Spagna e per coloro i quali richiedano, nel corso del triennio, l’acquisizione della nazionalitą spagnola, la legge prevede la possibilitą che la ferma possa essere prolungata fino alla fine del processo di acquisizione della cittadinanza stessa. Al contrario, per quanti pongano fine all'accordo prima della scadenza naturale o comunque cessino dallo status di militare professionale temporaneo, senza avere presentato richiesta di cittadinanza, viene restaurata la condizione ordinaria dello straniero.

 

 

La perdita e la riacquisizione della cittadinanza

In base al codice civile perdono la cittadinanza spagnola coloro che, divenuti indipendenti dalla loro famiglia di origine (emancipados), decidano di risiedere abitualmente all'estero, di acquisire volontariamente un'altra cittadinanza o di utilizzare esclusivamente una cittadinanza straniera, che avevano prima della loro emancipazione.

La perdita della cittadinanza spagnola avviene dopo tre anni, calcolati a partire dall'acquisizione della nuova cittadinanza o dall'emancipazione. Gli interessati potranno tuttavia evitare di perdere la cittadinanza spagnola se, entro il tempo indicato, dichiarano di volerla conservare innanzi all'ufficiale dello stato civile.[3]

L'acquisizione della cittadinanza di uno dei paesi ispano-americani o di Andorra, Filippine, Guinea Equatoriale e Portogallo non comporta automaticamente la perdita della cittadinanza spagnola, vista la possibilitą della doppia cittadinanza.

In ogni caso perdono la cittadinanza spagnola coloro che rinunciano espressamente ad essa, ne mantengono un'altra e risiedono abitualmente all'estero.

Coloro che sono nati e risiedono all'estero, ma sono cittadini spagnoli in quanto figli di padre o madre spagnola, seppure nati all'estero a loro volta, laddove le leggi del paese gli attribuiscano la cittadinanza dello stesso, perderanno in ogni caso la cittadinanza spagnola, a meno che non dichiarino espressamente di volerla conservare innanzi all'ufficiale dello stato civile, entro tre anni a partire dalla maggiore etą o dall'emancipazione.[4]

Per gli spagnoli che non sono cittadini d'origine, ma per acquisizione, la perdita della cittadinanza avviene nei seguenti casi:

Š      quando, per un periodo di tre anni, utilizzano esclusivamente la cittadinanza alla quale avevano dichiarato di rinunciare per acquisire la spagnola;

Š      quando entrano volontariamente al servizio di Forze Armate straniere o rivestono cariche politiche in uno Stato straniero, contro il divieto espresso dal Governo spagnolo.

 

La sentenza definitiva che afferma che l'interessato Ź incorso nei reati di falsitą, occultazione o frode, con riferimento all'acquisizione della cittadinanza spagnola, produce la nullitą dell'atto stesso di acquisizione, anche se non deriveranno da ciė effetti pregiudiziali per le terze persone eventualmente coinvolte, purché sia accertata la loro buona fede. L'azione penale di annullamento puė essere avviata sia d'ufficio, dal Pubblico Ministero, sia a seguito di denuncia personale, entro un periodo massimo di quindici anni.

 

Coloro che abbiano perso la cittadinanza spagnola potranno comunque recuperarla, se in possesso dei seguenti requisiti e con la procedura indicata:

1.     avere la residenza legale in Spagna. Tale requisito non Ź richiesto agli emigranti o ai loro figli. Negli altri casi Ź possibile, in circostanze eccezionali, ottenere la deroga rilasciata dal Ministro della Giustizia;

2.     dichiarare, innanzi all'ufficiale dello stato civile, di voler recuperare la cittadinanza spagnola;

3.     iscrivere il recupero della cittadinanza nel registro dello stato civile.

 

Per i casi sopra menzionati di annullamento dell'atto di acquisizione della cittadinanza spagnola, per falsitą, occultazione o frode, al fine di ottenere il recupero o l'acquisizione della cittadinanza Ź richiesta anche un'apposita abilitazione, rilasciata discrezionalmente dal Governo spagnolo.

 

 

 

 



[1] Ai fini dell'applicazione della disciplina in tema di cittadinanza, i British Overseas Territories comprendono Anguilla, Bermuda, il Territorio Antartico britannico, il Territorio britannico dell'Oceano indiano, le Isole Cayman, le Isole Falkland e Dipendenze, Gibilterra, Hong Kong (non piĚ dal 1° luglio del 1997), Montserrat, Pitcairn, Henderson, Ducie e le Isole Oeno, S. Christopher e Nevis (fino al 19 settembre 1983), S. Elena e Dipendenze, le Aree Sovrane della Base Aerea di Akrotiri e Dhekelia (queste ultime escluse dal novero dei "qualifying territories"), le Isole Turks e Caicos, e le Isole Vergini.

 

[2] Si tratta di una delle novitą introdotte con la legge 36/2002, di modifica del codice civile. La finalitą dichiarata della legge Ź quella di "facilitare la conservazione e la trasmissione della cittadinanza spagnola", in ottemperanza a quanto previsto nell'articolo 42 della Costituzione spagnola, che impegna lo Stato nella salvaguardia dei diritti economici e sociali dei lavoratori spagnoli all'estero e nel favorire il loro rientro in patria.

[3] Tale possibilitą Ź stata inserita con la legge 36/2002, al fine di consentire agli interessati di non perdere la cittadinanza spagnola in maniera, per cosď dire, automatica, cioŹ solo in conseguenza del trascorrere di un periodo di tempo determinato.

[4] Anche tale disposizione Ź stata introdotta con la legge 36/2002, sempre con l'intento di evitare la perdita della cittadinanza in modo automatico.