(Sergio
Briguglio 18/1/2010)
PRINCIPALI
ELEMENTI DELLA NORMATIVA SU IMMIGRAZIONE, ASILO E CITTADINANZA
(Aggiornamento
al 31 Dicembre 2009)
Nota: i testi delle leggi, dei decreti legislativi e dei regolamenti
vigenti in materia di diritto dello straniero sono riportati in sinottico-normativa-21.html.
La versione del
presente manuale aggiornata alla conclusione della XV Legislatura e' riportata
in manuale-normativa.html;
la versione del quadro della normativa aggiornata alla stessa data, in sinottico-normativa-16.html.
1.
Ambito di
applicazione, diritti fondamentali, diritti in materia civile, rapporti con la
pubblica amministrazione, tutela giurisdizionale, protezione diplomatica
4.
Ingresso,
reingresso e uscita dallĠItalia
7.
Permesso di
soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo
8.
Ingresso e
soggiorno per lavoro subordinato
9.
Ingresso e
soggiorno per lavoro stagionale
10. Ingresso e soggiorno per lavoro autonomo
11. Formazione di lavoratori all'estero
12. Ingresso e soggiorno per lavoro extra-quote o con
quote specifiche
13. Ingresso e soggiorno per studio, formazione o
tirocinio professionale e attivita' scientifica
14. Ingresso e soggiorno per volontariato
15. Professioni
16. Ricongiungimento familiare e soggiorno per motivi
familiari
17. Minori stranieri
18. Protezione sociale e sicurezza pubblica
19. Reato di ingresso o soggiorno illegale
20. Respingimento alla frontiera
21. Espulsione
23. Sanzioni a carico di terzi
24. Stranieri condannati o detenuti
27. Assistenza sociale e misure fiscali
29. Politiche di accoglienza e accesso all'alloggio
30. Discriminazione
31. Qualifica di titolare dello status di protezione
internazionale
32. Procedure per riconoscimento e revoca della
protezione internazionale
33. Accoglienza dei richiedenti protezione
internazionale
34. Contenuto della protezione internazionale
35. Disposizioni particolari per i minori non
accompagnati
38. Asilo costituzionale e ulteriori forme di
protezione
39. Cittadinanza
40. Apolidia
41. Norme a regime
42. Neocomunitari
1.
Condizione giuridica dello
straniero, ambito di applicazione, diritti fondamentali, diritti in materia
civile, rapporti con la pubblica amministrazione, tutela giurisdizionale,
protezione diplomatica (*)
Condizione
giuridica dello straniero
Ambito di
applicazione
o
il principio in base al quale le
disposizioni del T.U. si applicano, se piu' favorevoli, al cittadino
comunitario (formulazione originale di art. 1, co. 2 T.U.) e' stato invocato
con riferimento a
¤
iscrizione anagrafica del genitore
comunitario di minore italiano (Risposta
Mininterno a quesito 16/11/2007)
¤
iscrizione al SSN dei minori rumeni e
bulgari (Circ.
Regione Friuli Venezia Giulia)
¤
erogazione temporanea delle prestazioni
sanitarie per i cittadini neocomunitari a parita' con lo straniero illegalmente
presente, a prescindere dal possesso del codice STP anteriore alla data di
ingresso del paese nell'UE (Delibera
Regione Toscana)
¤
erogazione delle prestazioni sanitarie
urgenti o essenziali a cittadini comunitari non iscritti al SSN e privi di
assicurazione sanitaria (circ.
Regione Marche 4/1/2008, circ. Regione Piemonte 9/1/2008, citata in circ. Minsalute 19/2/2008,
circ.
Regione Puglia 7/5/2008 e circ.
Regione Friuli Venezia Giulia 13/3/2008)
o
non e' chiaro se tale principio possa
legittimamente considerarsi superato o se valga implicitamente in base al
diritto comunitario; presentata da un parlamentare europeo un'interrogazione
alla Commissione riguardo alla legittimita' della modifica; nel senso della
legittimita', per questione analoga, Sent.
Corte Giust. C-22-08: art. 12 Trattato
CE non osta ad una normativa nazionale che escluda i cittadini degli Stati
membri dalla possibilita' di beneficiare delle prestazioni di assistenza
sociale che vengono concesse ai cittadini di Stati terzi
o
se continua a valere, dovrebbe essere
previsto il divieto di allontanamento nei casi in cui e' previsto il divieto di
espulsione per lo straniero, e dovrebbe essere rilasciato un titolo di
soggiorno in tutti i casi in cui il cittadino comunitario o il suo familiare
privi di diritto di soggiorno si trovino nelle condizioni che consentono il
rilascio di permesso a cittadino straniero (es.: permesso per minore eta',
permesso per motivi umanitari, anche ex art. 18, permesso per assistenza del
minore, permesso per motivi di cura per la donna incinta o per la puerpera o
per il marito convivente)
Carta dei valori
Diritti del
cittadino straniero
o
permesso di soggiorno
o
permesso CE slp
o
carta di soggiorno di familiare di
cittadino dell'Unione (nota: la titolarita' del diritto di soggiorno dovrebbe
essere comprovabile in qualunque modo)
o
per soggiorni brevi: attestato di
adempimento dell'obbligo di dichiarazione di presenza di cui alla L. 68/2007
(la circolare menziona esplicitamente l'impronta del timbro Schengen apposto
sul documento di viaggio dall'autorita' di frontiera o dalla copia della
dichiarazione di presenza resa al questore entro 8 gg. dall'ingresso, ovvero,
dalla copia della dichiarazione resa ai sensi dell'art. 109 del R.D. n.
773/1931 ai gestori di esercizi alberghieri e di altre strutture ricettive;
nota: negli ultimi due casi occorrerebbe, in base a circ.
Mininterno 7/8/2007, anche il documento di viaggio con timbro Schengen,
eventualmente apposto da altro Paese Schengen); nota: non viene considerato il
soggiorno breve di familiare di cittadino dell'Unione
o
per straniero in attesa di rilascio del
permesso di soggiorno per lavoro subordinato: contratto di soggiorno, domanda
di rilascio del permesso per lavoro subordinato (verosimilmente: copia),
ricevuta dell'avvenuta spedizione postale della domanda
o
per straniero in attesa di rilascio del
permesso di soggiorno per ricongiungimento familiare: visto di ingresso, copia
non autenticata del nulla-osta al ricongiungimento; ricevuta dell'avvenuta
spedizione postale della domanda
o
per straniero in attesa del rinnovo del
permesso di soggiorno: ricevuta della richiesta di rinnovo (verosimilmente: ricevuta
dell'avvenuta spedizione postale della richiesta), permesso da rinnovare da cui
si evinca che la richiesta sia stata presentata nei termini di legge
o
risulta evidentemente violato il diritto del cittadino italiano di
sposarsi nel proprio paese, quando la persona
prescelta sia straniera illegalmente soggiornante e, quindi l'art. 29 Cost.
o
risultano violate, in modo indiretto ma grave, le norme
relative al diritto di soggiorno del familiare straniero del cittadino comunitario che eserciti il diritto alla
libera circolazione, interpretate alla luce di Ord.
Corte Giust. C-155-07 e Sent.
Corte Giust. C-127-08 (ai fini del diritto di
ingresso e di soggiorno del familiare si prescinde dalle modalita' di ingresso,
dal fatto che egli abbia previamente soggiornato legalmente in altro Stato
membro prima del suo arrivo nello Stato membro ospitante, che sia giunto
in tale Stato indipendentemente dal cittadino comunitario,
che abbia acquisito la qualita' di familiare o abbia intrapreso con tale
cittadino una comunione di vita soltanto dopo il suo ingresso in detto Stato);
le disposizioni in esame, impedendo in radice la costituzione del legame
coniugale tra il cittadino comunitario e lo
straniero illegalmente soggiornante, negano al nubendo straniero il godimento
del diritto di soggiorno e lo espongono al rischio di espulsione, con cio'
comprimendo in modo evidente il diritto di libera circolazione del cittadino comunitario, che, per celebrare il matrimonio e
tutelare in modo effettivo l'unita' del proprio nucleo di affetti, si vedrebbe
costretto a lasciare l'Italia
o
risulta potenzialmente vanificata la tutela del diritto all'unita' familiare
del titolare di protezione internazionale; mentre,
infatti, art. 23, co. 1 Direttiva
2004/83/CE obbliga gli Stati membri a considerare prevalente tale diritto nei casi in cui il coniuge straniero del titolare di
protezione sia illegalmente soggiornante nel loro territorio (obbligo recepito
dall'ordinamento italiano), il divieto di celebrazione di matrimonio in Italia
con straniero illegalmente soggiornante impedisce la costituzione del legame
protetto e, quindi, rende inapplicabili le disposizioni a tutela del diritto; si noti, in particolare, come il titolare di protezione
internazionale che intendesse sposare una persona connazionale illegalmente soggiornante in Italia, non potrebbe neanche
optare per la celebrazione del matrimonio in patria, dal momento che
incorrerebbe nella persecuzione da cui lo Stato italiano stesso lo sta
proteggendo
o
e' possibile confutare l'argomento secondo il quale, essendo impossibile la
celebrazione del matrimonio e, quindi, la costituzione del legame familiare,
non sussiste in radice la possibilita' di violare diritti relativi a familiari
del cittadino comunitario o del destinatario di protezione internazionale: una
disposizione che condizionasse il diritto di soggiorno del coniuge di cittadino
comunitario e la tutela dell'unita' familiare dello straniero destinatario di
protezione internazionale al fatto che il matrimonio tra tali soggetti e il
rispettivo coniuge straniero sia stato celebrato prima dell'ingresso in Italia o, se in Italia, in una
situazione di soggiorno
regolare dello stesso coniuge sarebbe incompatibile col diritto comunitario; la
stessa disposizione sarebbe tuttavia senz'altro meno vessatoria, nei confronti
del nubendo cittadino comunitario o destinatario di protezione, di quella in
esame: permetterebbe, infatti, la celebrazione del matrimonio, lasciando invece
inalterata, una volta celebrato il matrimonio, la condizione di espellibilita'
della stessa persona; a maggior ragione, quindi, deve considerarsi
incompatibile con il diritto comunitario la disposizione vigente
Diritti del
lavoratore straniero; attivita' riservate al cittadino italiano
o
le attivitaĠ che comportino lĠesercizio
di pubblici poteri o che attengano alla tutela
dellĠinteresse nazionale (art. 37, co. 1 D.
Lgs. 29/1993, ora art. 38 D.
Lgs. 165/2001)
o
i posti (art.
1, DPCM
174/1994)
-
dei livelli dirigenziali delle
amministrazioni dello Stato individuati dallĠart. 6 D.
Lgs. 29/1993
e di quelli corrispondenti delle altre amministrazioni pubbliche
-
con funzioni di vertice amministrativo
delle strutture periferiche delle amministrazioni pubbliche dello Stato, degli
enti pubblici non economici, delle province, dei comuni, delle Regioni e della
Banca dĠItalia
-
dei magistrati e degli avvocati o
procuratori dello Stato
-
dei ruoli civili e militari della
Presidenza del Consiglio, dei Ministeri degli affari esteri, dellĠinterno,
della giustizia, della difesa, delle finanze, e del Corpo forestale dello
Stato, salvo quelli cui si accede, senza concorso, in base allĠart. 16 L.
56/1987
o le funzioni