Verso la costituzione del Coordinamento Nazionale UIL Immigrazione

Si  tenuto Gioved“ 1Ħ luglio 2010, presso la sede Confederale UIL a Roma, una riunione nazionale di quadri e dirigenti UIL impegnati sul tema immigrazione. Due gli obbiettivi a breve: riaprire il confronto con il governo in materia di governance migratoria e lavoro; costituire formalmente il coordinamento nazionale UIL immigrazione, organismo deciso nellĠultimo congresso UIL


Roma, 05 luglio 2010 – Con la presenza di oltre 50 quadri e dirigenti provenienti da tutte le regioni e rappresentanti delle categorie UIL, si  tenuto a Roma – lo scorso 1Ħ luglio, presso la sede della UIL – una riunione che ha dato lĠavvio alla costituzione di un Coordinamento Nazionale UIL Immigrazione. LĠorganismo, deciso nellĠambito del XV Congresso UIL, sarˆ composto da quadri e dirigenti UIL, immigrati ed italiani, provenienti da tutte le regioni, rappresentanti delle Categorie UIl e del patronato ITAL. Il coordinamento verrˆ formalizzato nellĠambito della 1Ħ Assemblea Nazionale UIL Immigrazione che  stata programmata per il prossimo autunno, e si propone, tra lĠaltro, di  aprire allĠinterno della nostra Organizzazione un dibattito ampio e  profondo sul futuro multi etnico della nostra societˆ, sui cambiamenti strutturali in corso nel mercato del lavoro oggi e nel futuro,   nonchŽ sulla necessitˆ di aprire maggiormente le strutture della nostra Organizzazione ai quadri e dirigenti di origine straniera che si avvicinano o giˆ operano allĠinterno della UIL, come cerniere di mediazione culturale tra gli italiani ed i nuovi cittadini. La riunione ha registrato presenze da quasi tutti i territori, nonchŽ da importanti categorie quali la Feneal, UILA, UILTUCS, UILCEM, UILM. Numerosa e qualificata anche la presenza da parte dellĠItal. Presenti, infine, anche le tre dirigenti donne di origine non italiana, elette nellĠultimo congresso al Comitato Centrale UIL: Pilar Saravia, Ngo Tonye FelicitŽ ed Eschly Borgia. La riunione  stata strutturata in due parti: la prima aperta al confronto politico in materia di immigrazione, con la presenza del nuovo Direttore Generale per lĠImmigrazione del Ministero del Lavoro, Natale Forlani; la seconda, a carattere interno, volta a definire il profilo, i ruoli e le funzioni che dovranno caratterizzare il nuovo Coordinamento.

Ha introdotto la prima parte Giuseppe Casucci, Coordinatore del Dipartimento UIL Politiche Migratorie. Nel suo intervento lĠoratore ha tracciato un quadro dei cambiamenti che il processo migratorio sta operando nella composizione stessa del mercato del lavoro: Òprocesso che  avvenuto in modo rapido ma disordinato ed in assenza di una vera governante, provocando estesi fenomeni di dumping sociale, ai quali non  estraneo il clima crescente di insofferenza di molti italiani nei confronti dellĠimmigrazioneÓ. Oggi in Italia risiedono quasi 5 milioni di stranieri regolari, tre milioni lavorano regolarmente, due terzi dei quali nei servizi e nel commercio, settori in cui il rapporto con il datore di lavoro  spesso individuale, ed in cui la sindacalizzazione non appare semplice. E, inoltre, aree in cui lĠeconomia sommersa  particolarmente rilevante. Dopo aver ricordato che la crisi economica ha colpito duramente il lavoro (anche) immigrato in Italia, lĠoratore ha ricordato le proposte fatte dalla UIL al Governo per un uso adeguato degli ammortizzatori sociali a salvaguardia dei posti di lavoro, degli italiani come degli stranieri, nonchŽ la richiesta che i sei mesi per ricerca di nuova occupazione, per uno straniero che perda il lavoro, scattino dopo il godimento dellĠindennitˆ di disoccupazione o di mobilitˆ. LĠobiettivo  quello di dare maggior tempo per ricercare un nuovo lavoro regolare,  in modo da non rischiare di cadere in una condizione di illegalitˆ. Toccando il tema del pacchetto sicurezza (che la UIL non condivide) lĠoratore  tornato a richiedere lĠestensione della regolarizzazione a chi aveva un lavoro onesto al momento dellĠentrata in vigore della legge 94 (8 agosto 2009), nonchŽ misure efficaci contro i gravi casi di sfruttamento delle persone (Rosarno docet) garantendo un permesso di protezione umanitaria per le vittime. In particolare, al nuovo direttore per lĠimmigrazione del Welfare, Casucci ha chiesto se vi siano le condizioni per lĠapertura di un confronto produttivo in materia di immigrazione e lavoro, mettendo fine allĠassenza di dialogo sociale che ha caratterizzato il rapporto con il presente Governo in  materia migratoria. Intervenendo subito dopo, Natale Forlani ha colto lĠoccasione per annunciare un cambio di approccio da parte della sua direzione, volta ad aprire momenti di confronto e di dialogo con le parti sociali, a partire da un primo incontro con Cgil, Cisl e UIL che si terrˆ giˆ luned“ 5 luglio, presso il Ministero del Lavoro. <Una sensibilitˆ, ha detto lĠoratore, che appartiene allo stesso Ministro Sacconi>. <In effetti, ha osservato Forlani, il Òpiano per lĠIntegrazione nella sicurezzaÓ, lanciato lo scorso mese dal Consiglio dei Ministri, ha un approccio innovativo rispetto allĠimmigrazione regolare e, al di lˆ della rilevanza mediatica data allĠaccordo per lĠintegrazione tra lo straniero e lo Stato (il cosiddetto permesso di soggiorno a punti), il piano si propone tantissime azioni innovative, in direzione dellĠaccoglienza e lĠintegrazione, che toccano temi come lĠeducazione e lĠapprendimento, il lavoro, lĠalloggio, il governo del territorio, lĠaccesso ai servizi essenziali, i minori e le seconde generazioni>. Forlani ha ribadito che lĠimmigrazione  un problema solo quando mette a nudo le debolezze storiche dellĠItalia in materia di gestione del mercato del lavoro, di competitivitˆ e di mobilitˆ sociale. <Abbiamo bisogno degli immigrati, ha detto lĠoratore, ed abbiamo bisogno di una loro presenza stanziale. Tutto ci˜, comunque, si scontra con le caratteristiche di forte flessibilitˆ e mobilitˆ che caratterizzano oggi il mercato del lavoro. A questo va aggiunta lĠincapacitˆ cronica del mercato a garantire meccanismi fluidi di incontro tra domanda ed offerta di lavoro, nonchŽ con la tentazione di molte imprese di utilizzare il basso costo della manodopera (spesso in nero), piuttosto che lĠinnovazione e la qualitˆ del prodotto, come strumento di competitivitˆ. Questo produce concorrenza sleale e, nel caso dei lavoratori, anche fenomeni di dumping lavorativo, che provoca tensioni tra immigrati ed italiani>. LĠoratore ha accennato che – stante la forte crisi occupazionale, sarˆ improbabile per i prossimi due anni un decreto flussi indiscriminato: <meglio ha detto, occuparci degli immigrati che sono giˆ qui e che rischiano il posto di lavoro>. Forlani ha ribadito che lĠItalia, in materia di immigrazione, deve cambiare rotta, dando spazio a quella di qualitˆ: <perchŽ lĠimmigrazione sottopagata, ad 800 Û al mese o meno, porta pi problemi che vantaggi e si traduce spesso in maggior disagio sociale, quando non insofferenza da parte degli italiani>. Una risposta, in questo senso, potrebbe venire dallĠesperienza della formazione professionale fatta nei Paesi dĠorigine dei migranti. Secondo il dirigente ministeriale: <creare una rete di operatori capaci di monitorare e qualificare i flussi migratori, potrebbe portare ad una maggiore governance dei flussi, oltre che contribuire a combattere lĠimmigrazione clandestina>. Su questo versante, ha suggerito Forlani, i patronati sindacali come lĠItal potrebbero dare un valido contributo. Per quanto riguarda lĠuso degli ammortizzatori sociali in funzione anti disoccupazione per gli immigrati, il Direttore del Ministero del lavoro si  detto disponibile al confronto. <anche perchŽ – ha osservato – lĠuso della cassa integrazione, specie in deroga, ha giˆ evitato tantissimi rischi di licenziamento. Ma – naturalmente – non basta, in quanto non dura in eterno. Bisogna dunque pensare ad altri interventi di contenimento dei danni occupazionali della crisi>. Forlani ha concordato con la UIL che i maggiori rischi di clandestinitˆ non vengono dai boat people Òfenomeno a forte impatto mediatico, ma numericamente esiguoÓ, ma dalla perdita del posto di lavoro a causa della forte crisi economica mondiale ed <i conseguenti rischi per gli immigrati di cadere in condizione di irregolaritˆ e di lavoro nero>. Per questo motivo, ha concluso, vanno attivati tutti gli strumenti disponibili per legge al fine di evitare la perdita di occupazione e di permesso di soggiorno per chi lavora e vive regolarmente in Italia. Dopo lĠintervento dellĠospite del Welfare, sono seguiti alcuni interventi volti a richiamare lĠattenzione del  Direttore Generale sui problemi causati allĠimmigrazione dalla normativa attuale, in particolare lĠesistenza del reato di immigrazione clandestina e la limitazione della regolarizzazione al solo settore di colf e badanti. Michele Berti, resp.le immigrazione del Friuli,  ha richiamato lĠattenzione di Forlani anche su di una circolare di aprile 2010 del Ministero Affari Esteri che invita i consolati a negare il visto dĠingresso per lavoro ai contratti a progetto: <una palese violazione della legge Biagi, ha detto Berti, che si configura anche come discriminazione degli stranieri nellĠaccesso al lavoro>. Terminata questa prima parte e salutato lĠospite, proprio a Michele Berti  toccato il compito di illustrare una bozza di profilo del Coordinamento Nazionale UIL immigrazione, delineando compiti, prerogative, funzioni e mezzi, in rapporto con gli organismi e le regole della UIL. Un primo aspetto indicato  stato quello di creare un meccanismo di maggior monitoraggio della presenza degli stranieri nella nostra Organizzazione, nel territorio come nelle categorie, nonchŽ di supporto della loro presenza e funzione in tutte le strutture e momenti decisionali della nostra Organizzazione. Dirigenti stranieri che operano come una sorta di mediatori culturali, allĠesterno per avvicinare e tutelare i lavoratori migranti, ma anche allĠinterno della UIL per aumentare il livello di consapevolezza del tema, e di valorizzazione della presenza di quadri immigrati nelle strutture direttive della UIL. Un secondo punto importante per il coordinamento dovrˆ essere quello di creare  un gruppo di elaborazione di idee e proposte in materia di governance migratoria, percorsi di integrazione ed inclusione sociale, contrasto ai fenomeni di dumping e lavoro nero, nonchŽ lotta ad ogni forma di discriminazione e razzismo, ecc. in modo da mantenere lĠiniziativa su problemi relativi allĠimmigrazione in Italia e in Europa.

Terzo punto riguarda la contrattazione collettiva allĠinterno della quale va sostenuto lĠinserimento di misure che favoriscano il godimento di diritti fondamentali (quali le ferie, lĠesercizio della propria fede religiosa, le abitudini alimentari, formazione professionale, linguistica e civica, eccÉ) degli stranieri; quarto punto di cui si sente forte bisogno  la creazione di un gruppo di avvocati, giuristi ed esperti al fine di promuovere azioni e ricorsi pilota contro provvedimenti di legge considerati ingiusti, o aspetti della legislazione o del comportamento dellĠamministrazione considerati discriminatori.  Per quanto riguarda la struttura del Coordinamento, le decisioni sulla sua composizione e modalitˆ di funzionamento verranno prese nel corso di una Assemblea Nazionale sullĠimmigrazione da realizzarsi nel prossimo autunno.  AllĠintervento di Berti sono seguiti numerosissimi interventi dei quali possiamo dare solo alcuni spunti. Pilar Saravia, della  UIL di Roma e del Lazio, membro del Comitato Centrale UIL, ha osservato come del coordinamento immigrazione si sentisse da tempo un grande bisogno e che il ritardo in qualche modo testimonia del lungo travaglio interno alla UIL in materia: <manca in realtˆ un vero dialogo interculturale dentro la UIL – ha osservato lĠoratrice – e forse oggi il coordinamento potrˆ surrogare queste carenze, in quanto strumento di azione pi agile ed efficace>. Qamil Zejnati, della UIL di Prato, ha raccontato del grandissimo lavoro realizzato in loco dalla UIL in stretto contatto con le comunitˆ straniere presenti, Albanese ad esempio, ma anche quella cinese notoriamente restia ad affiliarsi ai sindacati italiani. Qamil ha denunciato una proposta fatta allĠamministrazione comunale di Prato di negare lĠaccesso alla domanda di casa popolare per chi sia residente in loco da meno di 10 anni. Maria Laurenza, della segreteria nazionale UILA, ha raccontato  del crescente impegno della categoria negli ultimi anni a favore dei lavoratori immigrati in agricoltura. La UILA ha anche realizzato  un questionario capillare tra i lavoratori stranieri ed italiani, al fine di raccogliere esigenze e proposte dalla stessa base. Il risultato dellĠimpegno  stato che allĠultimo congresso i delegati di origine straniera fossero un quarto del totale, malgrado alcune resistenze interne da parte di dirigenti UIL italiani. Molti oggi i dirigenti stranieri nella UILA a tutti i livelli. La categoria  stata tra le promotrici di iniziative volte a combattere lo sfruttamento ed il caporalato in agricoltura, ed alla realizzazione di una grande manifestazione dei lavoratori agricoli a Rosarno, dopo i gravi fatti di gennaio 2010. Nel corso degli interventi nella riunione di ieri, grandissima attenzione ed appoggio sono stati dati alla costituzione del coordinamento, considerato da tutti uno spartiacque nella UIL in materia di politica ed azione sul terreno dellĠimmigrazione. Molta attenzione  stata data ai meccanismi di affiliazione ed alla necessitˆ di allargare la tutela anche agli immigrati non appartenenti a precise categorie, in quanto lavoratori precari (vedi interventi di Chabaani della Sardegna e di Julia Andujar delle Marche). I lavori della mattinata sono stati conclusi da Guglielmo Loy, Segretario Confederale della UIL. Loy ha ricordato come lĠidea del coordinamento come struttura consolidata di confronto, analisi, proposte ed azioni in materia migratoria venga da lontano e sia il risultato del lavoro fatto in questi anni dal Dipartimento Politiche Migratorie: <ne  testimonianza ad esempio – ha detto – la newsletter settimanale Focus immigrazione, arrivata al suo 7Ħ anno di vita e  molto apprezzata>. Un lavoro moltiplicato dallĠimpegno degli uffici immigrazione UIL disseminati in tutto il territorio, dagli sportelli Ital e, naturalmente, dalle categorie che sono le prime testimoni dei cambiamenti nel mercato del lavoro e tra i loro stessi iscritti. <Il manifesto per una immigrazione equa ed efficace, letto da Michele Berti al Congresso, ha osservato Loy; la presenza di tre donne immigrate nel Comitato Centrale UIL; la stessa idea di arrivare alla prima assemblea nazionale UIl sullĠimmigrazione, sono importanti punti di passaggio di un lavoro cresciuto negli anni e che vede nella tappa di oggi un momento di svolta significativo>. <Non bisogna per˜ essere ipocriti con noi stessi, quando parliamo di immigrazione>, ha rilevato lĠoratore: <sappiamo che  cresciuto nel Paese un atteggiamento di insofferenza e, in qualche caso, di razzismo nei confronti degli immigrati. Un atteggiamento anche figlio della crisi economica e spesso pompato da campagne mediatiche o dalle dichiarazioni imprudenti del politico di turno>. EĠ un atteggiamento crescente di intolleranza, che certo non condividiamo e che vogliamo modificare, ma che esiste e con il quale dobbiamo fare i conti, se vogliamo essere efficaci nelle nostre azioni>. EĠ anche una battaglia di carattere culturale quella che di cui necessitiamo dentro e fuori la UIL, ha detto Loy: <per questo la comunicazione, la sua forma, i suoi contenuti, gli strumenti di diffusione del nostro messaggio vanno curati ed affinati>. Intanto va considerato che non tutti gli atteggiamenti di insofferenza sono razzismo. Sarebbe un errore tragico scambiare per razzismo i malumori di chi attribuisce la colpa agli immigrati del mal funzionamento della pubblica amministrazione o gli effetti della crisi economica. Dobbiamo saper spiegare e dare le giuste risposte alle domande ed alle necessitˆ che vengono dai lavoratori (italiani e stranieri), cercando di rimediare agli effetti negativi che possono venire da un mancato governo dellĠimmigrazione, dallĠassenza di processi veri ed equilibrati di integrazione, e dunque dal dumping lavorativo e sociale che unĠassenza di controllo di questo fenomeno possono provocare. <Non bisogna dunque, ha rilevato Loy, perdere il filo del rapporto con le persone che rappresentiamo, che dobbiamo saper ascoltare anche quando si sembra siano portatori di sentimenti che non condividiamo. Dobbiamo saper cercare risposte che uniscano le persone, indipendentemente dal colore, ma senza nascondere i problemi, anche quando ci appaiono scomodi>. <Ho rilevato nellĠatteggiamento di natale Forlani – ha osservato Loy -  lĠimpostazione giusta di chi sa ascoltare e vuole cambiare aprendo la sua istituzione al dialogo con le parti sociali>. <Una cosa che apprezziamo molto>. Loy ha poi parlato del ruolo importante che ha avuto lĠItal nellĠavvicinare alla UIL decine di migliaia di immigrati, nel territorio in maniera capillare, dando risposte concrete ai bisogni espressi dai lavoratori stranieri, in forma totalmente gratuita. <EĠ una risposta questa importante che il sindacato dˆ in contrasto col facile affarismo spesso fiorito sulla pelle degli immigrati>.  Anche il lavoro di alcune categorie ha fatto grandi passi in avanti sullĠimmigrazione. Loy ha citato la UIL (lavoratori agricoli), la Feneal (costruzioni) e la Uiltucs (commercio e servizi), ma anche altri, per ricordare la forte presenza di lavoro etnico in questi settori, ed anche la crescita di impegno che queste categorie UIL hanno mostrato in materia di lavoratori stranieri. Per quanto riguarda il Coordinamento immigrazione,  Loy lo definisce soprattutto un momento stabile di confronto, di elaborazione di idee e proposte, nel rispetto delle regole della UIL. Per quanto riguarda la sua composizione, il suggerimento  di un delegato per regione geografica ed uno per le categorie, oltre allĠItal. In totale lĠorganismo non dovrebbe superare le 30 presenze, anche per non soffrire in operativitˆ. Oltre alla preparazione dellĠassemblea nazionale, il coordinamento dovrebbe costituire alcuni gruppi tematici di lavoro. Ecco alcuni suggerimenti:

a)    Legislazione sullĠimmigrazione, che comprende la nazionale e lĠeuropea, la produzione amministrativa centrale e locale, con forte attenzione alla materia antidiscriminatoria e alla categoria dei rifugiati;

b)    Contrattazione, bilateralitˆ, formazione e sicurezza sul lavoro;

c)     Servizi UIL specifici sullĠimmigrazione e territorio;

d)    Etnie e Comunitˆ straniere, anche in rapporto con i Paesi dĠorigine;

e)    Monitoraggio sulla presenza e rappresentativitˆ degli immigrati nella UIL;

f)     Comunicazione interna ed esterna in  materia di immigrazione: contenuti e strumenti; multilinguismo nelle forme di comunicazione.

Su questi temi e sul modo in cui si vorrˆ procedere nella costituzione del coordinamento, verrˆ a breve preparata una specifica circolare.

A cura del Dipartimento Politiche Migratorie della UIL