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Ristoranti etnici vietati a Lucca

Nel centro storico non si potranno aprire esercizi “riconducibili ad etnie diverse”. Lo prevede un nuovo regolamento comunale 

Roma  – 26 gennaio 2009 – Niente kebab, involtini primavera o tacos,  sì a minestre di farro e pancotto.

Fosse il diktat di un dietologo, non rimarrebbe che rassegnarsi a malincuore. Ma se a metter becco sui vostri gusti culinari fosse un assessore al commercio, quanto sareste disposti ad adeguarvi?

Giovedì scorso, con i voti della maggioranza di centrodestra, il consiglio comunale di Lucca ha approvato un nuovo regolamento sugli “esercizi di somministrazione di alimenti e bevande” che, tra le altre cose, pone dei paletti per aprire ristoranti e bar nel centro storico.

Tra questi, c’è n’è uno  che farà discutere, e tarperà le ali a molti immigrati col pallino della ristorazione che stavano pensando di mettersi in proprio: "Al fine di salvaguardare la tradizione culinaria e la tipicità architettonica, strutturale, culturale, storica e di arredo non è ammessa l'attivazione di esercizi di somministrazione, la cui attività svolta sia riconducibile ad etnie diverse".

In altre parole, tra le belle mura che hanno reso famosa la cittadina toscana d’ora in poi sarà vietato aprire ristoranti di cucina straniera.  Le disposizioni riguardano solo le nuove aperture, quindi "kebabbari"  & co. già in attività non hanno di che preoccuparsi, ma quanti speravano di aprire un ristorantino etnico dovranno farlo lontano dai flussi turistici.

Magra consolazione, anche ai ristoratori italiani è imposta una svolta campanilistica. “Nei menù – recita ancora il regolamento  - deve essere presente almeno un piatto tipico lucchese, preparato esclusivamente con prodotti comunemente riconosciuti tipici della provincia di Lucca”.

Elvio Pasca

Commenti  

 
0 #32 Guest 2010-02-04 17:18
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0 #31 marcello 2009-06-24 15:55
Significa che i turisti andranno a mangiare il Kebab da un'altra parte... invece che a Lucca, se questo è quello che preferisce la giunta comunale.
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-1 #30 athos 2009-06-12 19:32
penso a tutti i ristoranti italiani all'estero.... spaghetti e pizza -
che monotonia per questa cittadina ... Non credo che il problema sia il tipo di cucina offerta ma d' igiene ... meglio un ristorante con cucina tipica anche straniera ma pulito e a norma, piuttosto di un luogo di ristorazione sporco e non a norma :roll:: . javascript:JOSC _emoticon(":roll::")
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+1 #29 gelatiera russa 2009-06-10 19:34
sto imparando a fare il mestiere di gelatiera e mi piacerebbe aprire un giorno una gelateria (forse multietnica) ed avere in disposizione i gelati dei gusti insoliti("incanto siberiano";" il verde di amazzonia")..quindi non lo potrò fare ???Dove stiamo arrivando?Gl'italiani non reggono la concorrenza, è tutto qui.
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+3 #28 Guest 2009-01-29 19:31
Non sono certo il kebab o gli involtini primavera a minacciare la tradizione culinaria di una città, ma i prezzi forse proibitivi praticati dai ristoratori locali che servono piatti tipici. Ciò che accade in molte città italiane è semplicemente che questi ristoratori non sono capaci di reggere la concorrenza di chi vende cibi altrettanto gustosi a prezzi migliori.
In questo provvedimento vedo un'alleanza tra commercianti che cercano di aggirare le regole del mercato eliminando la concorrenza a colpi di regolamenti restrittivi, e gruppi/fazioni di matrice xenofoba e razzista che dell'isolamento culturale fanno la loro bandiera (non dimentichiamo che Lucca ha un assessore di Forza Nuova).
Oggi si vietano i ristoranti "non conformi alla tradizione", domani qualcuno comincerà a dirci cosa mangiare, come vestirci, che musica ascoltare. Stiamo in campana!
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-5 #27 carlo 2009-01-29 16:11
Sono d'accordo con l'iniziativa, ma purtroppo in italia bisogna sempre strumentalizzar e tutto e ricondurlo alla politica.
Lucca è una città storica, ricca di tradizioni locali di cultura enogastronomica , che sta andando sempre piu perduta a causa del dilagare di cibi, a vantaggio di cibi fra l'altro spesso di bassa qualità.
Io credo che ogni popolo abbia il diritto di difendere le proprie origini e la propria cultura, ed il dovere di tramandarla ai propri figli.
Non si vieta nulla, si vieta di farlo nel centro storico, che in quanto storico deve avere ciò che di storico è ed è stato per Lucca...e quindi non le altre cucine e tradizioni...
Chi vorrà gustarsi un kebab o altro cibo etnico potrà farlo liberamente in altre parti della città.
Non ci vedo nulla di razzista. Ma è la mia opinione!
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+1 #26 Gaetano 2009-01-29 15:19
Con la scusa della salvaguardia dell'uniformità stilistica (forse non si ritenevano sufficienti i vincoli architettonici e di arredo che TUTTI gli esercizi commerciali devono rispettare nei centri storici?) l'amministrazione cittadina ha promulgato un regolamento a carattere chiaramente discriminatorio , con lo scopo dichiarato di colpire i venditori di kebab e affini che si guadagnano onestamente da vivere senza dare fastidio a nessuno, e la cui unica colpa è di fare concorrenza ai ristoratori locali (incapaci di praticare prezzi competitivi).

Si tratta dell'ennesima misura restrittiva della libertà dei cittadini presa da un'autorità locale. Di questo passo non ci vorrà molto perché inizino a dirci cosa mangiare, come vestirci, che musica ascoltare e quali persone frequentare.

Contro questo provvedimento illiberale e razzista organizziamo una
protesta originale e pacifica:

SABATO 31 GENNAIO, in tutte le città della Toscana e d'Italia, a
pranzo o a cena mangiamo etnico!! Kebab, falafel, cinese, quello che volete.

Nulla di eclatante: niente sit-in, striscioni, slogan e comizi... solo una degustazione etnica collettiva, sullo stile del più famoso evento "M'illumino di meno"
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+1 #25 Sabrina 2009-01-28 16:57
E la Chiesa Cattolica resta a guardare...e anzi riabbraccia con calore la pecorella smarrita di un vescovo preconciliare e antisemita. Un vescovo, per essere ancora più chiari con i cristiani come me, che sputa volentieri sulla figura di Giovanni XXIII, il Papa buono, un Papa vicino ai poveri e ai semplici, che eliminò la messa in latino e la preghiera contro gli ebrei. Facciamo un passo avanti e cento indietro...
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+5 #24 si mohammed 2009-01-28 01:09
sono dispiascuito del providimento lucchese che viene a mettere fine a una convivenza culturale tra popoli diversi che si trovano almeno in una cosa sola assagiare un buon panino dopo una giornata di lavoro o di studio ,si parla tanto d'integrazione ma la verità é tenere al l'ombra una presenza diversa straniera che non fa niente di male ma perchè non vanno dietro i spacciatori e i stupratori??
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+9 #23 Motty Levi 2009-01-27 23:24
Lucca dice No ai ristoranti etnici nel centro storico. Infatti, con un regolamento licenziato il 21 Gennaio 2009, il Consiglio comunale di Lucca legifera che, nel centro storico del capoluogo toscano (inteso dentro ai quattro chilometri quadrati delle mura urbane) "al fine di salvaguardare la tradizione culinaria e la tipicità architettonica, strutturale, culturale, storica e di arredo non è ammessa l'attivazione di esercizi di somministrazion e, la cui attività svolta sia riconducibile ad etnie diverse". E la norma vale anche in caso di subentro.

Ho i miei dubbi sulla legalità e costituzionalit à di tale provvedimento, ideato, m'auguro, più per incentivare le attività di esercizi culinari autoctoni a carissimo prezzo, quanto non voler mettere in atto una sorta di becera pulizia etnica.

Se ho ben capito, una lobby di ristoratori lucchesi si è rivolta al capogruppo di "centro"-destra per fisicamente eliminare la concorrenza assai più economica di loro dopo aver avviato una deleteria campagnia di verifiche igieniche da parte dell'USL. Le verifiche delle autorità sanitarie nazionali non hanno dato l'agognato risultato.

Il nuovo regolamento non prevvede soltanto l'eliminazione totale dei kebap, ma vieta anche ristoranti indiani, cinesi e francesi e mira ad imporre al palato del cittadino e del turista del centro storico solo cucina italiana, preferibilmente "prettamente cucina lucchese", preparata con ingredienti provvenienti esclusivamente dalla provincia di Lucca.

Una cucina assai insipida ed immangiabile, visto che il pepe non cresce di certo in provincia di Lucca (e neppure l'aglio e la cipolla, s'è per questo) e il sale provviene maggiormente dalla Sicilia. E la produzione del grano non è certo il forte dell'Italia. Allora niente pane, niente pizza- anche perchè la mozzarella di bufala non viene esattamente prodotta a Porcari!

Se Lucca avesse una comunità ebraica, questa legge sarebbe peggio delle leggi razziali del 1938. Se Lucca avesse, nel suo centro storico, una moschea, idem.

Personalmente, penso che qualcuno dovrebbe mandare un ispettore edilizio a casa di ognuno dei consiglieri comunali lucchesi che hanno apoggiato tale regolamento, tanto per verificare che le tubature dell'acqua potabile delle loro abitazioni non siano di piombo. Almeno così si potrebbe venire a capo del dilemma se il nuovo regolamento sia o no frutto di una demenza congenita e geograficamente circonscritta per un, non ancora noto, prione (malattia di Creutzfeldt-Jacobs, anche noto come Kourou-Kourou, Mucca Pazza o BCE) riconducibile al lardo di una scrofa lucchese incestuosa.

Non voglio certo sputare sulla cucina lucchese che, in parte, mi piace moltissimo. Ma, non mi verebbe mai in mente di acquistare un solo pezzo di manzo cresciuto in provincia di Lucca, visto che provverebbe da una bestia tenuta sempre in stalla, senza nessuna possibilità di muoversi. E sì, e quasi soltanto in questo, sono argentino! Embé? Il gusto è affare mio, non del ristoratore, non me la sento di pagare prezzi astronomici per carni spazzatura! Filetti di cervi alto-atesini si potranno ancora cucinare nel centro storico di Lucca? Mi sa di no! E visto che qui, in provincia di Lucca, la caccia ai cervi è vietata, mi sa, che io, a Lucca, non ci tornerò più a lasciare un soldo bucato per mangiare!

Mi diverte osservare le dinamiche sociali, ma quando toccano un tale livello di bassezza e cattiveria clientilistica e mafiosa, non mi diverto davvero più! Anche se non sono un ristoratore "etnico" del centro di Lucca, ho mandato un esposto certificato alla corte europea di Strassburgo e all'Unesco (Lucca è patrimonio dell'umanità dell'Unesco, ma il suo Consiglio comunale di certo non lo è!). Vediamo cosa dicono loro.

Mi chiedo, inoltre, come la Città di Lucca possa tecnicamente ottemperare al suo imbecille e decerebrato regolamento neonazista (leghista) e mafioso. Ci saranno, d'ora in poi, dei speciali poliziotti municipali culinari, vestiti magari di uniformi SS di colore farro garfagnino D.O.P. e profumati d'ufficio di buon vecchio olio di paranza fritta viareggina (del tipo, senti chi viene a farci la "gradita" visita!), che vanno giorno dopo giorno ad ispezionare le celle frigorifere dei pochi ristoranti lucchesi "D.O.C" rimasti del centro storico, sequestrando ogni qualsivoglia prodotto non prettamente lucchese? Che Idd-o ce ne scampi!

Buon appetito! Bon appétit! Guten Appetit! B'Te'avon! Eet smaakelijk! Good appetite! Buen aprovecho! Iss vi an apikoires!

Cordiali saluti,

Motty Levi, Ph.D. , Lt. Col. IAF

Barga (LU)

Ps.: Se questa mia personale valutazione del regolamento del Consiglio comunale della Città di Lucca del 21 Gennaio 2009 dovesse, negli occhi di un pubblico ufficiale italiano, costituire un reato per il mio uso di parole come "neonazista" e "mafioso" per descrivere la natura del regolamento come tale, non ho nessun problema a rispondere, in sede giuridica, per queste mie affermazioni anche, e soprattutto, per definire una volta per tutte l'illegittimità del regolamento. Sono fermamente convinto che questo regolamento sia "mafioso" e neonazista" e che un tale provvedimento licenziato da una giunta comunale debba sostenere un'attenta prova giuridica per evitare "iperreazioni", altrettanto illegali, da parte della popolazione italiana non "etnicamente" lucchese o italicamente cattolica. Da ebreo italiano, nell'ottica lucchese di"ognunopensa sè stesso" e di fronte a tale regolamento, se non revocato in breve termine, consiglierei a tuttii miei correligiosi lucchesi di farsi un viaggetto in Ticino per acquistare delle armi automatici atti all'autodifesa, in caso il consiglio provinciale lucchese, in un medesimo atto di follia, dovesse deliberare che il territorio lucchese debba essere scevro di persone "etniche" altri che di "etnia lucchese". La mia non è un'incitazione al terrorismo, nè alla violenza, ma un semplice appello alla mera sopravvivenza e alla conservazione dei propri beni. Mi meraviglia il fatto che la decisione del consiglio communale lucchese non sia già stato precettato a suon di legge! Ma, s'è per questo, neppure il parlamento leghista. E la decapitalizzazi one della pena per alto tradimento ha tenuto in sella Umberto Bossi! Non sono un rabioso della sinistra o della destra (men che meno della destra!). Sono un confesso borghesuccio di classe media-media e non mi ritrovo nè nella destra, nè nella sinistra. Il buon senso a me non manca, ma piuttosto all'amministrazione comunale lucchese! Penso di avere il diritto di difendere me e la mia famiglia e i miei doveri! Quando un consiglio comunale del capoluogo della provincia in cui resiedo comincia a emanare, impunemente, regolamenti neonazisti, razzisti e palesemente mafiosi con il pretesto di preservare l'identità etnica della regione, a me, istintivamente, mi viene toccarmi il fianco interno sinistro per sincerarmi se sono armato o no. Woody Allen, una volta, disse che gli ebrei sono per la storia quello che gli eschimesi sono per la neve. E' vero! Ho fatto una ricerca in internet sui divieti alimentari nei centri storici della CEE e non ho trovato un oltraggio simile come quello del Comune di Lucca. E francamente, mi f*tte un c***o se qualche pezzo di merda mi denuncia per quello che ho detto, non aspetto altro!
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