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Sono questi gli stranieri in Italia, secondo "Noi visti da loro", l’indagine sul mondo dell’immigrazione nel nostro Paese, realizzata dall’Angelo Costa spa e dall’istituto di ricerche People Swg, presentata questa mattina, 17 settembre, presso la Sala della Sacrestia in vicolo Valdina. La ricerca è la radiografia di un mondo ancora tutto da scoprire e in continua evoluzione, sul quale nell’occasione si è svolto un confronto tra il ministro delle Politiche Sociali, Roberto Maroni, e Luciano Violante, presidente del gruppo Ds-Ulivo alla Camera.

Dall’indagine risulta che nel 52% dei casi gli immigrati extracomunitari in Italia abitano da soli o con amici, 7 su 10 frequentano soltanto connazionali. Sono emigrati per lavoro, continuano ad essere attenti alle tradizioni della loro cultura d’origine, pur essendo incuriositi dagli italiani e dallo stile di vita italiano, del quale però faticano ad accettare i ritmi quotidiani.
Nel complesso risulta molto spinta la domanda di inserimento nel nostro contesto socio-culturale, tanto da meritare qualche rinuncia: riaddattare, ad esempio, abitudini alimentari e tradizioni.

La richiesta più urgente rivolta allo Stato italiano è il sostegno nella ricerca di una casa (49%), di un lavoro (45%) e nella concessione di un permesso di soggiorno (54%).

Oltre 8 intervistati su 10 (una quota pari all'85% del campione) hanno lasciato il proprio paese d'origine per motivi di lavoro. Sono venuti in Italia per trovare un'occupazione in prevalenza le persone con un basso profilo scolare, inoltre il dato si correla positivamente con l'età.

Una volta giunti sul nostro territorio tali soggetti si sono stabiliti prevalentemente al Nord.
Quasi 1/4 del campione afferma che l'Italia è stata una meta consigliata da altri, forse da altri immigrati ben integrati nel nostro paese.

Le difficoltà maggiori riscontrate dagli intervistati al loro arrivo in Italia sembrano riguardare principalmente la ricerca di un lavoro e di un alloggio. Maggiormente chi ha scelto di stabilirsi al Centro-Sud/Isole

Le donne e i più giovani lamentano soprattutto il fatto di aver faticato ad instaurare relazioni interpersonali, forse a causa delle differenze culturali.

Da notare che i giovani (18-34 anni) e i residenti nelle città del Nord-Est sembrano più propensi allo scambio interculturale perché hanno più amici tra persone di diverse etnie.

Per meglio integrarsi nel nostro paese, la maggioranza relativa degli intervistati nell’indagine Angelo Costa-People Swg, rinuncerebbe innanzitutto alle proprie abitudini alimentari, mentre circa la metà del campione non intende abbandonare la propria fede religiosa, questi dati rappresentano più frequentemente chi vive nel Nord-Est.
Le donne musulmane intervistate, infine, sembrano più legate alla propria fede e alle proprie tradizioni mentre nel 66,7% dei casi propenderebbero piuttosto per un cambio di menù. I musulmani che vivono in Italia sentono soprattutto nostalgia dei propri cari.
Ricerca nel sito Noi visti da loro".