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La proposta
Acli: "No Ici a chi affitta a residenti stranieri"

Il presidente Bobba: "La dignità degli alloggi è questione centrale per l'integrazione"
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ROMA - Niente Ici a chi affitta casa a residenti stranieri.

La proposta arriva dalle Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani (Acli) che propongono a tutti i comuni d'Italia di adottare un'iniziativa già realizzata dal Comune di Modena.

"La dignità degli alloggi - spiega il presidente dell'organizzazione Luigi Bobba - è questione centrale per l'integrazione dei cittadini stranieri". La proposta prevede un pacchetto di agevolazioni come l' azzeramento dell'Ici sull'immobile affittato con canone agevolato ad immigrati, riduzione del 30% del reddito derivante dall'affitto ai fini dell'Irpef e dell'Irpeg, riduzione dell'imposta di registro calcolata sul 70% del canone annuo di locazione ed ha lo scopo di convincere i proprietari di alloggi sfitti a mettere a disposizione di famiglie di immigrati o rifugiati stabilmente residenti nel nostro paese.

Ma come è nata questa proposta?
L'idea nasce sulla base di un'esperienza realizzata dal Comune di Modena, che ha promosso nei mesi scorsi, d'intesa con le associazioni della proprietà edilizia, le confederazioni sindacali, le organizzazioni sindacali degli inquilini e dei pensionati, un'Agenzia per la casa per fare da tramite tra l'offerta e la domanda di alloggi. La partecipazione del Comune offre ai proprietari quelle garanzie che gli inquilini non sarebbero in grado di dare autonomamente, con un Fondo di Garanzia determinato in 50.000 Euro. E' l'Amministrazione a stipulare direttamente con i proprietari un contratto a canone agevolato. Inoltre, con una clausola di sub-affitto, gli appartamenti sono poi messi a disposizione di quelle famiglie di lavoratori dipendenti o anziani per i quali l'affitto rappresenti oltre il 30% del reddito. Oltre al requisito del reddito, gli inquilini devono risiedere o lavorare nel Comune di Modena, quindi avere, nel caso ovviamente di cittadini stranieri, un regolare permesso di soggiorno.

Le Acli propongono quindi ai comuni italiani di adottare una simile iniziativa rivolgendola, in particolare, nei confronti degli immigrati e dei rifugiati, soprattutto quelli con famiglia, residenti nel Comune da almeno tre anni.

Il mercato - osservano le Acli - propone all'immigrato affitti alti in abitazioni precarie o affitti esosi in abitazioni normali ma condivise da più persone, spesso da più nuclei familiari, mentre risulta ben difficile per un immigrato l'accesso all' acquisto di una abitazione.

"L'accesso alla casa - sottolinea Bobba - è una delle questioni più rilevanti che riguardano il percorso di cittadinanza degli immigrati. Dare dignità alloggiativa ai cittadini stranieri che risiedono in Italia significa favorire, concretamente ma anche simbolicamente, la loro inclusione e integrazione nel tessuto sociale e culturale".

(24 gennaio 2006)

s.c.