Italia

                             Europa

                             Statistiche

                             L'intervista

                             Flussi

                             Cittā e regioni

                             Il mio avvocato

                             La voce del volontariato

                             Media

                             Cultura

                             Musica

RIMINI - Immigrati stagionali: albergatori e operatori turistici di Rimini si dichiarano scontenti e chiedono che venga aumentato il numero di lavoratori stranieri destinati quest'anno alla Riviera romagnola: 200 su un totale di tremila assegnati alla Regione Emilia Romagna dal decreto del ministro del Welfare, Roberto Maroni.

Una penuria di manodopera straniera che colpisce anche il settore dell'agricoltura. Sotto accusa da parte di albergatori ed operatori turistici riminesi c'č anche la Regione per la scarsa attenzione che avrebbe dedicato al settore nel ripartire i lavoratori.

L'anno scorso gli immigrati stagionali assegnati erano stati 4.500 ed era stata avanzata la richiesta di poterne impiegare nel 2002 ottomila.

"Non č un allarme, ma un intervento costruttivo - ha spiegato a Radio Icaro il presidente dell'Associazione Albergatori di Rimini, Maurizio Ermeti - le promesse erano diverse, e dovremo aspettare l'anno prossimo per avere un vero aumento, ma vogliamo cercare di cambiare la situazione giā da ora".

Un appello che lo stesso presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani, ha rivolto al ministro Maroni in una lettera.

"Le imprese manifestano la necessitā di una corretta e tempestiva programmazione delle assunzioni - si legge nella missiva - per cui richiediamo che le procedure amministrative relative al secondo Decreto sui lavoratori stagionali ed al Decreto ordinario per lavoratori a tempo determinato e indeterminato, vengano avviate immediatamente senza attendere l'approvazione. Le segnalo inoltre - conclude Errani - che l'aver previsto limitazioni rispetto ai paesi di provenienza, sta giā creando seri problemi a quanti impiegano specifici lavoratori provenienti da numerosi paesi esclusi dal decreto (ad esempio: India, Marocco, Filippine, Moldavia)".

E se per Terenzio Medri, presidente di Confturismo "la situazione prefigura un quadro molto preoccupante sotto il profilo occupazionale e di ordine pubblico; gli imprenditori turistici si sono da sempre contraddistinti per organizzazione, professionalitā, efficienza; mancando personale, si verificherebbe una caduta d'immagine con sicure ripercussioni economiche", anche l'agricoltura denuncia una preoccupante carenza di lavoratori.

"La nuova legge Bossi-Fini - dichiara infatti Claudio Bertuccioli, direttore della Confederazione Italiana Agricoltori di Rimini - non migliora le cose. Inoltre le lunghe procedure burocratiche che si prospettano per la richiesta di manodopera straniera rischiano di far aumentare il sommerso".

(13 marzo 2002)

Giovanni Senatore