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Diritto di voto
Il governo annulla la delibera di Ancona
Ennesimo stop ai comuni che hanno modificato gli statuti per portare gli immigrati alle urne. Il sindaco Sturani: "Speriamo che il nuovo Governo cambi rotta"
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ROMA - Il governo ha annullato stamattina la delibera del consiglio comunale di Ancona che estendeva a extracomunitari e apolidi il diritto di voto per l'elezione del consiglio comunale e del sindaco.

Il "decreto presidenziale per l'annullamento straordinario", si legge in un comunicato di Palazzo Chigi, è stato approvato "su proposta del Ministro dell'Interno" "a tutela dell'unità dell'ordinamento, ai sensi della legge n. 400 del 1988", che attribuisce al Consiglio dei Ministri la facoltà di annullare gli atti amministrativi illegittimi.

Continua così l'affondo del governo contro i Comuni che hanno modificato i propri statuti per portare gli immigrati alle urne.

Lo scorso agosto il consiglio dei ministri aveva annullato una delibera per il voto agli immigrati approvata dal Comune di Genova. Il 17 marzo erano state invece bocciate le delibere di Torino e Ancona che estendevano l'elettorato attivo e passivo agli extraue per le elezioni circoscrizionali.

A questo punto, per portare gli immigrati alle urne bisognerà aspettare una legge approvata dal Parlamento.

Per il sindaco di Ancona Fanio Sturani, la scelta del Consiglio di ministri "la dice lunga sulle promesse fatte tre anni fa dal vicepremier Gianfranco Fini sul diritto di voto per gli extracomunitari. Il problema politico rimane tutto anche perché sul voto ai cittadini immigrati l' Italia continua ad essere il fanalino di coda in Europa".

Sturani è anche vice presidente e responsabile immigrazione dell'associazione nazionale dei Comuni Italiani: "L' Anci - conclude - ha già sottoposto al Parlamento una proposta di legge ordinaria per riconoscere il diritto di voto amministrativo; speriamo che il nuovo Parlamento e il nuovo Governo cambino rotta".

(29 marzo 2006)

Elvio Pasca