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Spagna
Diritto d'asilo per gli omosessuali perseguitati
Zapatero annuncia una riforma del diritto d'asilo. L'Arcigay: "Grande misura di civiltà. L'Italia segua l'esempio"

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ROMA - La Spagna concederà asilo politico a chi è perseguitato per motivi sessuali.

Il governo Zapatero ha annunciato in questi giorni un progetto di riforma della legge sul diritto d'asilo datata 1984. Tra tante importanti novità è prevista anche la concessione dello status di rifugiato a donne e omosessuali discriminati o perseguitati a causa della loro condizione nei Paesi d'origine. I rifugiati per "motivi sessuali" potrebbero inoltre chiedere il ricongiungimento con i loro partner.

In Spagna negli ultimi anni sono arrivati molti cittadini stranieri in fuga da regimi che perseguitano gli omosessuali (Cuba in testa), ma il tema è scottante anche in altri paesi dell'Unione Europa.

In Inghilterra ha fatto recentemente scalpore il caso di Makosi Musambasi, una cittadina dello Zimbabwe vincitrice del Big Brother. Finito il reality, la ragazza avrebbe dovuto tornare in patria perché il suo permesso di soggiorno era scaduto. Dal suo Paese aveva però ricevuto diverse minacce, perché durante il gioco si era dichiarata lesbica e aveva baciato un'altra concorrente. Makosi ha quindi chiesto di rimanere nel Regno Unito come rifugiata politica e i giudici le hanno dato ragione.

Lo scorso anno in Italia i giudici hanno annullato l'espulsione di due clandestini, un senegalese e un rumeno, che in patria sarebbero stati perseguitati perché omosessuali. Ieri l'Arcigay ha lanciato un appello perché anche il nostro Paese segua l'esempio della Spagna ("una grande misura di civiltà"), dotandosi di una legge sul diritto d'asilo che preveda lo status di rifugiato per donne, gay, lesbiche e transessuali perseguitati in patria.

"Già da tempo - dice il presidente dell'Arcigay Sergio Lo Giudice - le associazioni del settore chiedono che l'Italia assuma un ruolo attivo nella promozione dei diritti umani nel mondo, per l'abolizione della pena di morte, per la depenalizzazione del reato di omosessualità e transessualità presente nelle legislazione di decine di paesi, per il riconoscimento del diritto d' asilo nel nostro paese per i perseguitati nel mondo a causa del loro orientamento sessuale o della loro identità di genere".

Oggi l'omosessualità è punita con la morte in diversi paesi islamici: Iran, Arabia Saudita, Afghanistan, Mauritania, Sudan, Pakistan, Emirati Arabi, Yemen e province settentrionali della Nigeria. Altri venti paesi islamici prevedono pene severe per atti di sodomia. "In tutto - spiega ancora Lo Giudice - sono settantatre i paesi nel mondo, dall'India alla Giamaica, che considerano un reato penale l'omosessualità".

(3 gennaio 2006)

Elvio Pasca