|
Italia
Europa
Statistiche
L'intervista
Flussi
Città e regioni
L'avvocato
Volontariato
Media
Cultura
Musica
| |
"Sei mesi dopo": un bilancio (tutt'altro che positivo) sui primi effetti della Bossi-Fini
ROMA - Nel 2002 gli stranieri in Italia hanno prodotto il 3,5% del Prodotto Interno Lordo, un tesoro da oltre trentaseimila milioni di euro.
A quantificare questa ricchezza è un rapporto dell'Ares 2000, onlus impegnata nell'analisi di fenomeni che di solito trovano poco spazio nei mezzi d'informazione.
Rispetto al 2001, la percentuale di Pil prodotta dagli stranieri sarebbe salita dello 0,3%.
Il 2003 dovrebbe riservare sorprese molto più consistenti, perché sarà quantificato anche il contributo dei lavoratori in via di regolarizzazione.
Intanto, aumentano le rimesse verso i paesi d'origine, che nel 2002 sono arrivate a circa 700 milioni di euro, e il cui valore è cresciuto del 20% grazie all'entrata in vigore dell'euro e alla sua rivalutazione rispetto al dollaro.
Il rapporto Ares fotografa poi le discriminazioni a cui sono sottoposti gli stranieri. Discriminazioni che non pesano solo sulla loro dignità, ma anche sulle loro tasche.
Ad esempio, un immigrato che vuole affittare una casa, deve assoggettarsi a canoni mediamente superiori del 20% rispetto a quelli applicati agli italiani.
Proprio per sottrarsi a queste rapine, sono sempre più numerosi gli stranieri che, grazie ad un reddito stabile, accedono un mutuo ed acquistano una casa.
Il focus del rapporto, a cominciare dal titolo Sei mesi dopo, riguarda però i primi effetti della Bossi-Fini.
Un bilancio tutt'altro che positivo, se è vero che secondo l'Ares la nuova legge ha prodotto una precarizzazione delle condizioni lavorative e rallentato i processi di integrazione.
Anche rispetto alla tanto sbandierata lotta all'immigrazione clandestina, i dati del rapporto sono impietosi.
Negli ultimi sei mesi gli sbarchi sarebbero aumentati del 35% e, a fronte di 1000 ingressi regolari, sarebbero entrati in Italia almeno 50 mila clandestini.
Dall' analisi dell'Ares non è esclusa la regolarizzazione, la cui lentezza spinge il rapporto ad una previsione assolutamente apocalittica: "se le cose continueranno in questo modo l'espletamento di tutte le pratiche si realizzerà fra 19 anni".
Intanto, il sommerso non è stato certo debellato: lavorerebbe in nero 1 straniero su 5.
La severità delle pene previste dalla Bossi-Fini non sembrano scoraggiare i padroni disonesti che vogliono risparmiare sul costo del lavoro.
La paga di un clandestino è infatti inferiore del 20% rispetto a quella di un suo collega in regola.
Con la regolarizzazione sono anche aumentati i prezzi al mercato nero dei contratti di lavoro: molti immigrati, pur di presentare domanda di emersione alle Poste, hanno pagato 4mila euro al sedicente datore di lavoro.
In un panorama così desolato, non rimane che consolarsi con la "cronaca rosa".
I matrimoni misti rappresentano ormai il 10% delle unioni celebrate in Italia, e tra gli immigrati ci sarebbe un vero e proprio baby boom, con fiocchi rosa e azzurri che aumentano a ritmi del 12% all'anno.
Leggi la sintesi della ricerca
(5 marzo 2003)
Elvio Pasca
| |