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L'opinione
Artoni: "Gli immigrati sono il futuro dell'Italia"
La parola ad Anna Maria Artoni, presidente dei giovani imprenditori di Confindustria

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ROMA - L'Italia ha bisogno degli immigrati per molte buone ragioni, e se da un lato è giusto invocare il rispetto della legalità, dall'altro non sono più tollerabili i ritardi e le carenze dello Stato rispetto ai flussi di stranieri.

Questo il pensiero di Anna Maria Artoni, presidente dei giovani imprenditori di Confindustria, che un intervista a il Passaporto, approfondisce un tema che gli industriali italiani considerano centrale nello sviluppo del Paese: costruire la società del futuro garantendo la massima integrazione possibile, a cominciare dal mondo del lavoro.

Nell'intervista la presidente dei giovani imprenditori rilancia alcuni temi fondamentali: guardare agli immigrati come a una risorsa e a una grande opportunità per il Paese; favorirne l'integrazione nel rispetto delle leggi; dotare le strutture pubbliche dei mezzi per evitare gli ertomi disagi che oggi gli stranieri devono sopportare.

"L'Italia è un paese che invecchia e non fa figli" - ha spiegato Anna Maria Artoni, "perciò il processo in corso da anni con migliaia e migliaia di arrivi non si fermerà, ma anzi avrà un incremento. Gli immigrati sono una parte fondamentale del nostro futuro. E' però un processo che va governato, e la legislazione attuale con la Bossi-Fini e la politica dei flussi non è adeguata".

E il diritto di voto? "Se da un lato dobbiamo chiedere agli immigrati il rispetto delle leggi, non possiamo negare nessuno dei diritti civili. Il voto alle elezioni amministrative è il punto di arrivo di un percorso di integrazione che, rispettando le diverse identità, salvaguardi le regole della società italiana".

(25 febbraio 2005)