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"Immigrati e mercato: oltre il cono d’ombra".
I dati del convengo dell'Assirm sull' l’integrazione degli immigrati in Italia
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La ricerca realizzata dagli istituti associati, è stata presentata il 20 novembre a Milano all'interno del convegno 'Governare la società dell'incertezza'.

Dalla ricerca si è evidenziato come gli stranieri scelgano i prodotti in base al rapporto qualità-prezzo o in relazione alla religione di appartenenza.

Per gli italiani, l'immigrazione non è un problema urgente. La percezione dell'immigrato, basata sulla categoria di valori 'minaccia versus risorsa', risulta equilibrata ( 45% su entrambi i fronti).

La complessità dell'immigrazione e dei conseguenti processi di integrazione non permettono di individuare un target omogeneo per quanto riguarda i consumi, sebbene sia possibile tracciare dei mega trend che vede gli immigrati frequentare principalmente supermercati, discount o mercati (che evocano le abitudini d'origine), scegliendo i prodotti in base al rapporto qualità-prezzo o in relazione alla religione di appartenenza. La marca, che in genere rassicura il consumatore, pesa sulle scelte degli intervistati in modo non preponderante (37%); debole risulta inoltre il condizionamento apportato dalla pubblicità. I maggiori 'veicolatori mediali' sono invece le giovani generazioni che, oltre a rappresentare un collegamento con la moderna società dei consumi, favoriscono l'integrazione della famiglia immigrata nella nostra società.

Secondo la ricerca, tra i fattori che attirano gli stranieri in Italia domina certamente la facilità con cui è possibile raggiungere il nostro Paese, la possibilità di trasferire tutta la famiglia, la convinzione di poter ottenere una buona remunerazione lavorativa, oltre ai soliti stereotipi che dipingono la società italiana come ospitale e moderna. Complessivamente, sembra essere soddisfatto il 76,2% degli intervistati; in particolare, il 47% vede la propria situazione esistenziale in Italia migliore delle aspettative. L'integrazione sfugge però al controllo degli stessi immigrati che in realtà la subiscono. I più reattivi e aggressivi sono i bambini e le donne; queste ultime, soprattutto, legano l'integrazione a un concetto di emancipazione. Inoltre, l'Italia viene percepita come una terra libera che, risolto il problema della casa e del lavoro, dà una discreta soddisfazione agli immigrati.

Dall'altra parte è interessante notare come gli italiani non considerino l'immigrazione come un problema urgente. Se si analizzano i dati dal 1998 ad oggi, si rileva che la percezione dello straniero come una minaccia per la propria sicurezza e lavoro è progressivamente diminuita a vantaggio di una valorizzazione dell'immigrato come risorsa. Attualmente la situazione 'minaccia' vs 'risorsa' risulta equilibrata, posizionata al 45% su entrambi i fronti.

"Sintomo - come sottolinea Bosio, vice presidente Eurisko - che gli italiani sono in grado di comprendere la differenza tra criminalità straniera e immigrazione. Compito dei media - conclude il vice presidente Eurisko - è quello di contribuire a costruire e far crescere questo trend positivo, mettendo il luce costantemente le sostanziali differenze tra 'terrorista' e 'immigrato'".

Fonte adv express

(22 novembre 2003)