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Permessi di soggiorno
A Roma 150mila immigrati attendono il rinnovo
No prefetto alla proroga dei permessi. I rappresentanti del Comitato Immigrati iniziano lo sciopero della fame

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ROMA - Sempre più critica l'emergenza permessi di soggiorno a Roma. Entro la fine dell'anno saranno 150mila i cittadini stranieri in attesa del rinnovo, sospesi, insieme a buona parte dei loro diritti, in un limbo che può durare anche più di un anno.

Più di cinquemila immigrati domenica scorsa hanno sfilato per le vie della Capitale chiedendo alle istituzioni di trovare una soluzione. A coordinarli c'era il Comitato Immigrati in Italia, un movimento che riunisce 16 associazioni in rappresentanza di almeno 40mila cittadini stranieri.

Domani pomeriggio la protesta si farà più drammatica: al termine di un'assemblea pubblica piazza della Repubblica i rappresentanti di quelle stesse associazioni inizieranno lo sciopero della fame.

Il prefetto: "No al timbro di proroga"

Gli immigrati della capitale sono delusi dall'esito dell' incontro di ieri con il prefetto Achille Serra ed il dirigente dell'Ufficio Immigrazione della Questura Marcello Cardona.
Poche e di secondo piano le richieste accolte: verranno riesaminate le 17mila domande respinte durante la regolarizzazione e per il rinnovo si cercherà di dare la precedenza ai casi più urgenti. Sarà inoltre possibile autocertificare la situazione abitativa, senza dover più esibire contratti d'affitto o cessioni di fabbricato.

Il prefetto ha però respinto la proposta più importante del Comitato: apporre un timbro sui permessi in fase di rinnovo in modo da prorogarne la validità.
"Le norme sono le norme - ha detto il prefetto Serra - e la legge prevede che venga compiuta una istruttoria della polizia. Il problema è nazionale non soltanto romano farò presente a livello superiore ancora una volta che sta crescendo lo stato di disagio"

In realtà le "norme" prevedono anche che il rinnovo arrivi entro 20 giorni dalla richieste, mentre a Roma (ma la situazione non è molto più rosea nel resto d'Italia) si aspetta anche più di un anno.
Inoltre, il timbro di proroga sul permesso non l'hanno inventato gli immigrati romani: è già una realtà nella Questura di Pavia.

150 mila cedolini

Il cedolino rilasciato al momento della richiesta serve davvero poco: non è un documento valido, ad esempio, per cambiare datore di lavoro, ritirare la tessera sanitaria, iscrivere ai figli al nido, prendere la patente, chiedere un finanziamento, rinnovare la carta d'identità. Dal primo ottobre non servirà nemmeno a rientrare temporaneamente nel proprio paese d'origine.

"Il cedolino serve solo quando ti denunciano, ti fanno le multe o ti devono mettere in prigione", ironizza il presidente del comitato immigrati Siddique Nure Alam Bachcu. "Il paradosso è che non lo riconosce nemmeno chi lo rilascia: la Questura non lo accetta per le richieste di ricongiungimento familiare".

I dati che ci fornisce Bachcu sono impressionanti.
"Ad oggi a Roma ci sono 45 mila stranieri in attesa del rinnovo da più di un anno, mentre altri 22mila aspettano ancora l'appuntamento: a giugno alcuni commissariati lo fissavano per dicembre 2005. Entro due mesi scadranno atri 70- 80mila permessi concessi con la sanatoria". Fanno quasi 150 mila persone in attesa di rinnovo: "Finirà che il mio permesso -scherza Bachcu -dovranno ritirarlo i miei eredi…"

Come uscire da questo stallo?
"Noi chiediamo che il permesso sia valido quattro anni - dice il presidente del Comitato immigrati - e che le richieste di rinnovo si possano presentare anche ad altre forze dell'ordine come Carabinieri, Guardia di Finanza. Si potrebbero coinvolgere anche ai Comuni".

Per Bachcu non è importante quanto tempo dura l'istruttoria per il rinnovo. "Fate tutti i controlli che volete - dice - basta che intanto il permesso di soggiorno sia valido. Lasciateci liberi, mettete quel timbro!"

(29 settembre 2004)

Elvio Pasca