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VENEZIA - Un ampliamento delle quote d'ingresso di lavoratori stranieri su base regionale e in particolare, il via libera alla presenza in Italia di extracomunitari impiegati come "badanti": una vera e propria emergenza sociale, visti gli alti costi di ricovero, le spese sanitarie e "l'inadeguatezza delle risposte delle istituzioni a causa della scarsitā di risorse disponibili".

E' quanto ha chiesto in una lettera indirizzata al presidente della Camera, PierFerdinando Casini, l'assessore veneto Antonio De Poli, coordinatore nazionale degli assessori regionali alle Politiche Sociali. "E' di estrema importanza - scrive De Poli - che il Governo e il Parlamento sostengano la decisione di consentire e regolamentare la presenza sul territorio nazionale del personale extracomunitario impegnato nell'assistenza alle persone non autosufficienti, presenti in famiglia o ricoverate in strutture".

L'assessore De Poli chiede un sostegno alle richieste delle Regioni sulla questione dei flussi migratori e sull'emergenza badanti, in relazione al disegno di legge n.795 (Modifica alla nornativa in materia di immigrazione e di asilo) ed auspica "che possa essere riconsiderato il problema dell'allargamento delle quote d'ingresso dei lavoratori stranieri, su base regionale, per dare concrete e sostenibili risposte alle esigenze espresse soprattutto dal mondo delle categorie produttive del nostro tessuto sociale".

Secondo il coordinatore degli assessori regionali alle politiche sociali "una simile previsione legislativa consentirebbe di dare sollievo a un'emergenza sociale che si caratterizza per le vaste proporzioni assunte dal fenomeno badanti negli ultimi tempi, per gli eccessivi oneri che la societā e gli enti deputati sono chiamati ad affrontare".

Per quanto riguarda i flussi migratori, intanto, la Regione Veneto afferma di riconoscersi pienamente nell'azione del Governo ma insiste sulla sua richiesta di un ruolo delle Regioni, o in alternativa di un "progetto pilota sperimentale veneto", nella gestione delle quote. La posizione č stata ribadita dall'assessore regionale ai flussi migratori, Raffaele Zanon, dopo il voto negativo del Senato sull'emendamento presentato, a tale scopo, da parlamentari veneti di maggioranza ed opposizione.

Secondo Zanon, infatti, la proposta del Veneto non contraddice minimamente gli obiettivi governativi. "Non abbiamo mai preso in considerazione l'eliminazione delle quote massime di immigrati extracomunitari da ammettere nel territorio regionale - spiega - abbiamo al contrario proposto soluzioni, frutto della concertazione con parti sociali ed enti locali. In questo senso rimane sempre valida la mia proposta che la Regione collabori con il Governo nell'individuazione del numero massimo di immigrati che il tessuto socio-produttivo regionale č in grado di assorbire, portando tutti i soggetti interessati, a partire dalle organizzazioni di categoria e sindacali, a precise garanzie ed assunzioni di responsabilitā in ordine ai contratti e all'alloggio. In questo modo - conclude Zanon - oltre alle esigenze del sistema produttivo, saranno garantiti anche il bisogno di assistenza di molte famiglie e il diritto della gente veneta alla sicurezza ed alla legalitā".

(27 febbraio 2002)

Giovanni Senatore