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Immigrazione: una scuola a Napoli per formare le badanti   Invia questo articolo

NAPOLI - Una scuola dove imparare a fare le badanti e dove ottenere una qualificazione professionale in grado di assicurare a centinaia di donne della ex Unione sovietica un posto dignitoso e remunerativo.

Partono oggi a Napoli - e non a caso di giovedė, giorno tradizionalmente di libertā per chi presta servizio nelle famiglie - i primi corsi gratuiti di formazione per badanti, una iniziativa, giurano gli organizzatori di un associazione di volontariato che č anche promotrice degli stessi corsi, inedita in Italia.

Oggi le prime 25 donne - moldave, bielorusse e in maggioranza ucraine e in genere provenienti dall'Est Europa - si ritroveranno in 'aula', una saletta di un albergo della zona orientale di Napoli, per la lezione introduttiva che sarā tradotta e resa comprensibile grazie all'ausilio di interpreti.

Il corso - che si articola in quattro lezioni per complessive dodici ore - comprende insegnamenti di geriatria, psicologia,sociologia, assistenza infermieristica e elementi giuridici sulle norme che regolano il permesso di soggiorno in Italia e temi dell'immigrazione e dell'orientamento al lavoro.

I corsi sono organizzati dall' Ancescao, l'Associazione nazionale centri sociali anziani, una organizzazione di volontariato che č in contatto da sempre con analoghe strutture in Italia per l'accoglienza e l'aiuto alle immigrate dell'Est che a Napoli e provincia sono centinaia.

"Il corso - spiega il Mario Capozzi, presidente regionale dell'Ancescao - č rivolto alle cittadine e ai cittadini stranieri che svolgono l'attivitā di badante presso famiglie napoletane e che sono in possesso di regolare permesso di soggiorno. Aldilā di quelle che possono essere le attitudini delle cittadine e dei cittadini stranieri, intendiamo fornire loro una professionalitā".

Coinvolta nell'organizzazione dei corsi č anche l'Associazione aiuto ai cittadini ex Urss la cui presidente, Ioulia Minsker, spiega che si tratta "di un'iniziativa che oltre ad offrire un'opportunitā di crescita professionale, tende a definire anche i confini della professione di badante dando anche un'occasione di stare insieme e condividere problemi sociali e familiari che la stessa professione di badante deve affrontare".

(29 maggio 2003)