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Unione Europea. Sviluppo Balcani: 237 mil di euro a stati e regioni   Invia questo articolo

ROMA - Strategie per lo sviluppo del territorio, azioni mirate alla coesione economica e sociale, interventi per la realizzazione di servizi di trasporto efficienti e per l'accesso alla società dell'informazione. Ma anche attività dirette alla promozione, gestione e tutela dell'ambiente e del paesaggio, del patrimonio culturale e delle risorse naturali, nonché finalizzate alla prevenzione dei rischi.

Sono questi alcuni dei numerosi ed importanti obiettivi che si pone il "Cadses", il programma di cooperazione trasnazionale finanziato dall'Unione Europea con circa 237 milioni di Euro e che riguarda un'area molto vasta che va dagli spazi dell'Europa centrale, alle regioni adriatiche italiane, fino a quelle danubiane e del sud est del continente.

Al programma "Cadses", previsto dall'iniziativa comunitaria Interreg III, sono direttamente interessati 7 paesi candidati all'ammissione nell'Unione Europea e 7 paesi terzi, ma anche numerose regioni italiane: il Trentino Alto Adige, il Friuli Venezia Giulia, la Lombardia, l'Emilia Romagna, il Veneto, le Marche, l'Umbria, l'Abruzzo, il Molise e la Puglia.

Il programma intende infatti coinvolgere il più possibile le amministrazioni regionali e locali. Gli obiettivi principali riguardano la promozione delle attività di comunicazione e lo sviluppo economico e comunitario in un territorio che si estende dal Mar Baltico (Germania e Polonia) al Mediterraneo, comprendendo l'Austria, l'area adriatica italiana e i Balcani, fino alla Grecia.

Ancora una volta, quindi, l'Est europeo è al centro di importanti interventi finanziari, con particolare attenzione alla crescita sociale ed economica dei paesi candidati a diventare membri dell'Ue. Partecipano infatti al "Cadses", la Polonia, la Repubblica Ceca, la Slovacchia, l'Ungheria, la Slovenia, la Bulgaria e la Romania. Inoltre sono della partita anche la Croazia, la Bosnia-Erzegovina, la Repubblica Federale di Iugoslavia, la Repubblica Federale Iugoslava di Macedonia, Albania, Moldavia e Ucraina. Per essere ammessi al finanziamento i progetti devono prevedere un partenariato trasnazionale con almeno due partner provenienti da paesi diversi: dei 237 milioni di Euro, 128.7 sono di provenienza comunitari, mentre i restanti 108 provengono da forme di cofinanziamento nazionale e di partecipazione del settore privato.

E proprio nel programma comunitario Interreg III B Cadses"Cadses", rientrano due progetti transnazionali riguardanti il settore pesca nell'Alto Adriatico, promossi di recente a Venezia dalla Regione Veneto e dalla Regione croata dell'Istria.

Il primo progetto, denominato "Adri.Fisch", riguarda l'intera filiera della pesca costiera ed è finalizzato ad uno sviluppo equilibrato del settore nei due versati litoranei. Il secondo, "Adri.Env", si riferisce all'ambito lagunare e costiero dell'Adriatico settentrionale ed è finalizzato alla tutela di questi ambienti.

I due progetti, rispetto ai quali la Regione del Veneto è il presentatore-capofila, verranno ulteriormente affinati a livello tecnico da un gruppo di lavoro ristretto. "Si tratta di presentare iniziative forti alla selezione europea - hanno evidenziato i rappresentanti politici delle due regioni - non solo per quanto concerne i contenuti innovativi, ma anche per il significato politico che deriva dal coinvolgimento di importanti realtà di paesi diversi e per ciò che riguarda gli effetti concreti sotto il profilo economico, occupazionale, ambientale e culturale, sia per ciò che riguarda l'attività peschereccia e il settore ittico, sia in riferimento ad importanti attività collaterali quali quella turistica".

(22 giugno 2002)

Giovanni Senatore