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Capodanno con un extracomunitario? Un bambino su due dice no.   Invia questo articolo

ROMA - Ricordate la pubblicità con tanti bambini di razze diverse che si abbuffavano di panettone?
Difficilmente la scena si ripeterà nelle case degli italiani.

Un bambino su due non vuole passare il Capodanno con un coetaneo extracomunitario.

È il dato che emerge da una ricerca condotta dall' associazione psicologi volontari Help-Me.
Sotto la guida del psicoantropologo Massimo Cicogna, l'equipe ha monitorato i desideri di Capodanno di oltre 1.250 bambini italiani dai 6 ai 12 anni.

E così, mentre tra i banchi di scuola i bambini extracomunitari sono sempre più numerosi, non cadono le barriere che impediscono l'integrazione: il 56% dei piccoli intervistati ha detto "no" alla proposta di mangiare cotechino e zampone accanto ad un bambino straniero.

Lo stesso Cicogna, l'anno scorso, aveva lanciato un allarme ancora più inquietante: il 38% dei bambini, come regalo di Natale, voleva che sparissero gli extracomunitari dalla scuola.

Il professor Cicogna ci perdoni, ma mai come stavolta speriamo che i dati non siano attendibili.
Saremmo infatti di fronte ad una generazione assolutamente impreparata allo sviluppo multietnico della nostra società.
Una generazione che, portandosi dietro i pregiudizi messi in luce da questa ricerca, non potrebbe che ripetere gli errori dei suoi padri nei confronti degli immigrati, ignorare il tesoro di cui sono portatori.

Secondo gli psicologi a creare il divario tra bimbi italiani ed extracomunitari, sarebbe prima di tutto la distanza culturale (36%), seguita da diffidenza (27%), paura (14%),e incomprensione (13%).
Non mancherebbero però casi di vera e propria avversione (7%).

La ricerca ha permesso anche di stilare una graduatoria degli stranieri che, nell'immaginario dei più piccoli, sono da "evitare": marocchini (30%), tunisini (21%) e arabi in generale (15%), seguiti da zingari (13%) albanesi (12%) e bosniaci (7%).

A fronte di tanta precisione nel dividere i "cattivi" extracomunitari per paesi d'origine, di fronte ad una carta geografica i bambini mostrano grande ignoranza.
Solo il 15% degli intervistati sa dov'é la Tunisia, l'Algeria il 12% e appena l' 8% sa trovare la Bosnia sulla cartina.
I bambini vanno poi nel pallone quando si parla di nomadi, che, per l'82% degli intervistati, avrebbero un proprio territorio nazionale.

È tempo di riformare i programmi di geografia, orientandoli, più che alla devolution, alla globalizzazione.
Un bambino lombardo rischia di conoscere il numero di abitanti di Cinisello Balsamo, ignorando però da dove viene il suo compagno di banco…

Oltre che in geografia, i bambini intervistati hanno cattivi voti anche in religione.
Solo il 5% di loro sa chi è Maometto, e, interrogati sull'appartenenza religiosa degli zingari, rispondono: buddisti (39%), animisti (31%) o ebrei (28%).

In realtà, a meritare la bocciatura, non sono i bambini.
Secondo la ricerca i bambini imparerebbero la diffidenza nei confronti dei compagni stranieri dalla scuola (26%), dalla televisione (14%), dagli amici (11%) e dai film (6%).

I più colpevoli di tutti, però, sarebbero i genitori (42%), che secondo gli psicologi educano al razzismo o, nel migliore dei casi, alla distanza.
Del resto, a quanti di voi, quando facevate i capricci, mamma diceva: "se non la smetti… chiamo l'uomo nero!" ?

(30 dicembre 2002)

Elvio Pasca