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Immigrati e banche
Soddisfatti, ma chiedono di ridurre i costi
I risultati della ricerca "Migrant banking" dell'Università Bocconi. Scarica la presentazione
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MILANO - I cittadini stranieri clienti delle banche italiane si dicono generalmente soddisfatti, ma chiedono anche costi più bassi e maggiore attenzione, ad esempio attraverso sportelli e prodotti dedicati. Suggerimenti che le banche farebbero bene a seguire, visto il profilo particolarmente allettante del cliente immigrato: giovane, attivo sul mercato del lavoro, buon risparmiatore e in crescita dal punto di vista socio-economico.

Il rapporto tra immigrati e banche è al centro della ricerca "Migrant banking", commissionata da S.in.t - Servizi Integrati per il Terziario a Newfin Bocconi, della quale sono stati presentati alcuni risultati stamattina a Milano.

Da 150 interviste telefoniche a cittadini stranieri bancarizzati viene fuori (com'era prevedibile) che l'interesse per i servizi bancari e finanziari cresce all'allungarsi del periodo di permanenza in Italia, con metà dei detentori di conto corrente che risiedono in Italia da più di 10 anni.

Gli intervistati mostrano abitudini di consumo simili a quelle degli italiani, con una forte prevalenza di acquisti in supermercati-ipermercati (71%) e centri commerciali (63%), e un'incidenza piuttosto bassa di "piccoli negozi" (13%) e "negozi di persone del mio paese" (13%).

Più della metà (52%) utilizza per le spese anche le carte di pagamento. Si tratta il più delle volte di bancomat o carte prepagate, perché le banche fanno fatica a rilasciare carte di credito a chi non riesce a dimostrare un reddito regolare.

Gli intervistati dicono di non aver incontrato difficoltà ad aprire il conto (se ne lamenta solo l'8% del campione), e di aver avuto a che fare con sportellisti disponibili (55%) e gentili (39%). Avere trovato persone che "mi hanno saputo consigliare" e "buoni prodotti", sono i motivi principali che spingono il 92% del campione a dirsi soddisfatto della sua banca.

Un elemento di criticità rimane quello dei costi. Il 40% di chi non utilizza le carte di pagamento lo fa perché "sono troppo costose" e il 49% degli intervistati suggerisce alle banche di "ridurre i costi". Altri suggerimenti sono "fare sportelli dedicati alle persone che parlano un lingua straniera" (22%) e "fare prodotti adatti agli stranieri" (15%).

Scarica la presentazione della ricerca "Il migrant banking"

(7 aprile 2006)

EP