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Iniziative
Bengalesi al volante
Un giornalista scrive una guida in bangla per prendere la patente A e B. In cantiere un secondo volume (patente C, D ed E) ed un dizionario bangla/inglese/italiano
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BOLZANO - Sheikh Mohitur Rahman Bablu è un giornalista nato in Bangladesh residente da 15 anni in Italia.

"L'idea di scrivere 'La patente italiana A-B' in lingua Bangla - ha raccontato il Sig. Bablu - mi è venuta dopo aver saputo che la maggior parte della gente del mio paese muore in Italia a causa di incidenti stradali. Chi ha la patente non sa leggere le indicazioni stradali in italiano, e chi non ce l'ha non riesce a prenderla perché non passa gli esami".

"Ho iniziato a scrivere il libro - ha continuato il giornalista - auto finanziandomi il progetto. Volevo solo fare qualcosa di utile. Poi ho cercato sponsor e pubblicità. Ho trovato una piccola casa editrice in Alto Adige che si è dimostrata entusiasta di quello che avevo fatto. Anche la Provincia mi ha fatto sapere che avrebbe sostenuto l'operazione ed infatti ha già ordinato 500 copie del libro".

Sheikh Mohitur Rahman Bablu è stato aiutato da Palash Rahman, segretario dell' Organization For immigrant Journalist. "La patente A-B in lingua bangla è' un'iniziativa lodevole - ha detto Palasi -, che può servire non solo alla comunità bengalese in Italia. Il libro, infatti, è scritto anche in inglese per consentire una maggiore comprensione, e c' è già stata chiesta l' autorizzazione da conoscenti packistani e indiani di tradurlo nella loro lingua".

Il successo dell'operazione ha convinto Sheikh Mohitur Rahman Bablu a continuare su questa strada: "sto finendo un secondo volume, che servirà per prendere la patente C-D-E, ed ho anche intenzione di fare un dizionario inglese-italiano-bangla. Ho l'appoggio della casa editrice e penso che riuscirò a pubblicare questi libri entro la fine dell'anno. La comunità bangla in Italia conta 70000 persone, concentrate per la maggior parte nelle grandi città (Roma, Milano, Palermo, Napoli, Venezia, Bologna). Spero che i miei libri possano essere utili a molti miei connazionali".

(5 gennaio 2006)

Roberto Mandolini