VERONA - La via del baobab, dalle savane del Mali e del Senegal a Verona. Per la precisione, a Grezzana e Stallavena, dove si trovano la sede e gli stabilimenti della "Baobab Fruit Company srl", prima ed unica società in Italia ad importare dall’Africa tonnellate di frutti del gigantesco albero a forma di bottiglia, per trasformarli in cosmetici e prodotti energizzanti, e anti stanchezza.
Un’attività commerciale che ha importanti risvolti occupazionali nei paesi di provenienza dei prodotti del "guighi", come viene chiamato il baobab in lingua Wolof. In Senegal, infatti, nel 2001 sono stati coinvolti 700 operai locali nell’attività di raccolta, trasporto e prima trasformazione del prodotto.
Il prossimo anno, da fine febbraio, un numero eguale di lavoratori verrà impiegato per circa 6 mesi in Mali, dove sarà costruita anche un’altra unità produttiva: un grande hangar nel quale macchinari ideati e realizzati in Italia, a Reggio Emilia, provvedono a tagliare il frutto del baobab e ad estrarne la preziosa polpa. Quest’ultima, una polvere bianca a volte tendente al rosa, viene poi spedita all’interno di container a Stallavena, dove avviene il confezionamento.
Durante la scorsa stagione di raccolto nella savana di Thies, in Senegal, sono state prelevate 280 tonnellate di frutti e 2000 kg di foglie da 19mila alberi.
In Mali nel 2002 la "Baobab Fruit Company" [www.baobabfruitco.com] potrà contare su un bacino di 25mila piante, in base agli accordi stretti con i capi dei villaggi della zona. Patti siglati sulla parola, con pagamento in anticipo: nel 2001 oltre 400 milioni di lire sono serviti per retribuire la manodopera senegalese, in base al quantitativo di raccolto pro capite.
"Il baobab è molto voluminoso ma ha pochissimo peso - spiega Mauro Ottaviani, tecnologo alimentare, fondatore della società assieme al figlio Pascale e a Riccardo Tacchella, responsabile della sede di Stallavena, alla signora Marta e al signor Walter - il 40% è guscio, il 20% seme e il 20% polpa: per ogni kg ci sono in media 200 gr di prodotto. In Mali speriamo di raddoppiarla".
Risorsa inesplorata della medicina naturale, il frutto del baobab (Adansonia Digitata), ha una forma oblunga, simile al baccello del cacao (pesa da 40 gr a 1,5 kg), è molto ricco di vitamina C e PP, contiene fibra (22%), aminoacidi essenziali e oligominerali (in 100 gr c’è 2 volte il calcio di un litro di latte) ed è un potente anti dissenterico e anti infiammatorio naturale. Le foglie hanno capacità anti microbiche e antivirali.
"Colestorolo e glicemia, melatonina, osteoporosi negli anziani, rachitismo dei bambini, problemi intestinali", sono alcuni degli ambiti d’impiego, ad uso preventivo, dei frutti del "guighi", afferma Mauro Ottaviani, folgorato sulla via del baobab tre anni fa durante un viaggio in Senegal, dopo l’incontro con un marabù (un sacerdote) nella città sacra di Tuba.
"Un uomo in un villaggio ci ha spiegato che ognuno di loro ha un suo baobab con il quale parla, quando ha bisogno di sfogarsi - racconta - a noi stessi è stato consigliato di scegliere un albero e di andare a trovarlo ogni tanto, per non fare adirare il dio del baobab. E noi lo abbiamo fatto…".
Oltre al prodotto energizzante, messo in vendita, porta a porta, in confezioni da 50 gr (20mila lire) e 250 gr (90mila lire), la "Baobab Fruit Company srl", il cui mercato è nel centro Nord Italia, ma anche nei maggiori paesi d’Europa fino a Taiwan, ha fornito la materia prima alla Unilever (Atkinsons) per la realizzazione di tre cosmetici della linea I Coloniali ("Spirit of Africa"), estratti dalle foglie e dal seme. A gennaio uscirà una nuova serie di cosmetici, ottenuti dalla polpa e dall’olio del seme, efficace come nutriente e come abbronzante.
In progetto c’è anche l’idea di realizzare un dentifricio alla polpa del frutto del baobab. A partire da febbraio, invece, una piantina di baobab e una cesta con 15 frutti verranno esposte nelle librerie di tutta Italia per un mese e mezzo, e chi acquisterà due volumi della collana dei libri dell’Airone (Newbook editore), riceverà in omaggio un frutto chiuso e quattro semi di baobab per farne piante da casa.
"Le proprietà del baobab sono note da secoli - spiega Mauro Ottaviani, che ha svolto accurate ricerche in materia sulla base di 80 pubblicazioni scientifiche raccolte in libreria e su Internet - ma solo da alcuni anni le facoltà di farmacia hanno incominciato ad interessarsene, con una serie di tesi universitarie. Il nostro merito è di essere stati gli unici ad avere avuto la costanza di andare laggiù, tra mille peripezie. E’ un’esperienza nella quale ci siamo intestarditi - conclude - noi la definiamo il tunnel, perché chi viene a contatto con questo frutto, con tutti i significati spirituali e salutistici che racchiude, difficilmente riesce più a separarsi dal baobab".
(17 dicembre 2001)
Giovanni Senatore