Italia

                             Europa

                             Statistiche

                             L'intervista

                             Flussi2001

                             Città e regioni

                             Il mio avvocato

                             La voce del volontariato

                             Media

                             Letteratura

                             Musica

ROMA - E’ scattato il Piano anti Freddo del Comune di Roma. Gli interventi per l’inverno 2001/’02 riguardano oltre 2000 persone che vivono per strada e 3-4000 che vivono in alloggi precari e ricoveri di fortuna riguarda. Si calcola che oltre il 50% sono immigrati, soprattutto dell’Est Europa.

E i posti per l’accoglienza notturna a Roma sono più che raddoppiati. Infatti sono stati realizzati nuovi centri di accoglienza, grazie ai quali il numero dei posti a disposizione è passato da 572 dello scorso anno a 1.252 attuali.

A favore dei senza fissa dimora è stato inoltre attivato un call center (06/68210986) che raccoglie segnalazioni e indirizza verso i centri di prima accoglienza.

In questo modo tutti i cittadini potranno contribuire a dare agli homeless un posto per dormire o un pasto caldo.

Durante tutta la notte, poi, sono attive tre unità mobili di strada, 7 giorni su 7 e un camper della Croce Rossa per interventi di tipo socio-sanitario, mentre 8 mense sociali garantiscono 2400 pasti al giorno.

Inoltre sono in distribuzione 2.200 coperte, 4.300 sacchi a pelo, 2.700 maglioni, 3.000 maglie, 5.000 pantaloni felpati, 2.000 paia di calze di lana, 6.000 mutande, 4.200 paia di scarpe, 4.000 berretti di lana, 2.000 paia di guanti, 1.000 fra giacche a vento e tutine bimbo. Il materiale viene acquistato dal Comune, da aziende e grandi enti e assegnato poi alle associazioni di volontariato locale per la distribuzione ai senza fissa dimora.

Il Piano Freddo si basa sulla mappa tracciata nel mese di ottobre 2001 dai nuclei di assistenza emarginati (Nae) della Polizia municipale, che hanno rilevato circa 1500 senza fissa dimora, concentrate nei municipi I, III, IX, XI, escludendo coloro che sono accolti nei centri di prima accoglienza comunale.

E’ emersa così una stima di circa 2000 persone che vivono per strada e di 3-4.000 che vivono in alloggi precari.

Secondo i dati dell’ultimo Rapporto Caritas, il 17% del popolo di homeless romani soffre di disturbi psichiatrici, oltre il 20% ha problemi di alcolismo e circa il 13% è composto da tossicodipendenti. Secondo il piano nazionale per l’inclusione sociale, si stimano in Italia 17 mila persone senza fissa dimora, soprattutto uomini (80%), tra i 28 e i 47 anni (54%), la metà dei quali di nazionalità italiana. Sono circa tre milioni, invece, gli homeless d’Europa secondo l’Osservatorio europeo sul fenomeno delle persone senza fissa dimora (Feansta). Tenuto conto che altri 15 milioni vivono in alloggi degradati o sovraffollati, emerge dalla ricerca che una persona su 20, nella Unione Europea, non ha accesso ad un alloggio dignitoso.

I nuovi centri accoglienza che hanno permesso a Roma di raddoppiare i posti a disposizione, sono stati realizzati a Ponte Casilino (50), in Via Assisi - zona S.Giovanni/ Tuscolana - (200), a Trastevere (50), alla Stazione Ostiense (300), alla Stazione Tiburtina (50); ed inoltre sono state inaugurate 4 nuove case famiglia per complessivi 30 posti. I nuovi posti si aggiungono a quelli offerti dalla rete già esistente: 2 Centri di prima accoglienza per 350 posti notturni, 10 centri diurni e notturni per 150 posti notturni e 400 posti diurni; oltre a 9 case famiglia per complessivi 72 posti.

(21 dicembre 2001)

Giovanni Senatore