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L'intervista
Il presidente Basescu ai romeni all'estero: "Tornate in Romania"

Il capo dello stato rumeno in esclusiva per il settimanale di Stranieri in Italia, Gazeta Româneasca
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ROMA - Il presidente della Romania chiede ai rumeni emigrati di organizzarsi all'estero, per avere più peso nei paesi di residenza. Ma nello stesso tempo chiede ai suoi concittadini di tornare in Patria dopo l'entrata della Romania nell'Ue.


Gazeta Româneasca, il settimanale
edito da Stranieri in Italia
In un'intervista rilasciata al settimanale dei romeni in Italia, "Gazeta Româneasca", pubblicata sul numero uscito ieri nelle edicole italiane, il presidente Traian Basescu afferma: "Sono favorevole all'aggregazione dei romeni in associazioni rappresentative per un numero più grande possibile, in modo che la loro voce possa diventare rilevante. Non poche volte ho rivolto appelli pubblici ai rumeni fuori del confine di riunirsi e di formare strutture per rappresentarli nel dialogo con le autorità dello stato dove vivono, sia in relazione con i politici, sia con l'amministrazione locale".

Regolarizzare i clandestini
"In realtà, la Romania è un paese di 30 di milioni di romeni, 22 milioni dei quali residenti in patria e 8 milioni sparsi per tutto il mondo. E' estremamente importante - spiega il presidente - avere la capacità di mostrarci uno stato capace di rispettare i suoi cittadini, indifferentemente dal posto dove si trovano".

Basescu parla anche dei tanti clandestini romeni in giro per il mondo. Per la prima volta, la più alta carica dello stato romeno affronta il delicato tema dei clandestini, un tabù per Bucarest prima del suo arrivo al potere.
"La regolarizzazione dello statuto dei romeni irregolari all'estero è una preoccupazione per il governo e la presidenza romena. Siamo preoccupati anzitutto perché l'inesistenza di uno statuto legale per questi romeni rende impossibile il loro acceso ai diritti associati alla partecipazione sul mercato del lavoro. In tutti i miei contatti con gli omologhi europei o di altri paesi dove vivono grandi comunità romene, ho sostenuto la legalizzazione dello statuto dei romeni "clandestini". Non mi riferisco pero alla categoria dei romeni che si sono fatti conoscere nei paesi di accoglienza con fatti contro la legge. Questi sono oggetto di accordo per combattere la criminalità".

Un altro argomento toccato nell'intervista è il voto dei romeni all'estero (adesso possono votare soltanto i candidati della prima circoscrizione di Bucarest). Alla domanda di cosa ne pensa del modello italiano in materia di voto all'estero (che ha deciso l'esito delle elezioni 2006), Traian Basescu ha risposto cosi: "Sul tema ho avuto una discussione proprio con i partiti politici, subito dopo il ritorno dalla SUA, dove mi è stata chiesta la stessa cosa dai romeni che vivono là. Ho detto che questa possibilità necessita di un accordo dalla parte della classe politica, perché include modifiche di legislazione. Qualsiasi formula sarà quella finale, la problematica dei romeni all'estero fa parte delle responsabilità generali dei parlamentari di Bucarest". Un modo, quindi, per dire che il modello del voto italiano all'estero non è tanto gradito a Bucarest.

"Tornate a casa!"
Un altro argomento commentato da Basescu è l'immagine distorta che ha la Romania in Europa, un'immagine fatta dai mendicanti, ladri, rom, etc. "L'immagine e completamente immeritata, è il risultato di una mancata comunicazione adeguato verso il pubblico europeo. Qui vedo un ruolo importante delle comunità romene, di essere vettori di comunicazione verso i cittadini del paese ove risiedono. Non basta che ogni romeno si guadagni un buon nome nella comunità dove vive, importante è anche comunicarlo e farselo riconoscere". In ogni modo, il presidente è convinto che l'onda dell'immigrazione romena subirà un arresto.

Dopo l'entrata della Romania nell'Ue, il presidente è convinto che gli investimenti aumenteranno e l'economia del paese crescerà tanto da stimolare i romeni a non lasciare più il paese. Non solo, ma anche quelli che sono adesso al lavoro all'estero potranno tornare per lavorare in Romania.
Lo chiede il presidente stesso: "Il mio messaggio per i romeni all'estero è quello di tornare in Romania: aiutateci a creare la necessaria forza lavoro specializzata per il periodo post-integrazione".

(27 maggio 2006)

Sorin Cehan