|
Italia
Europa
Statistiche
L'intervista
Flussi
Città e regioni
Il mio avvocato
La voce del volontariato
Media
Cultura
Musica
| |
BELLUNO - Gli emigrati italiani in Argentina premono alle porte del Veneto. E per fronte alle quasi 6000 le domande di rientro depositate presso la banca dati di Cordoba, provenienti da tutto il territorio argentino e da tutta la popolazione di origine italiana e non solo veneta, la regione del Nord Est tenta di correre ai ripari.
Innanzitutto rivolgendosi al governo centrale, affinchè provveda a creare nuove opportunità di ingresso per i nostri connazionali messi in ginocchio dalla grave crisi economica che ha investito il paese sudamericano.
La Regione Veneto, infatti, chiederà all'esecutivo che nel prossimo decreto sui flussi migratori, sia prevista una quota specifica da assegnare agli emigranti italiani che ritornano dall'Argentina per trovare lavoro e casa in Italia.
Lo ha annunciato nei giorni scorsi a Belluno l'assessore regionale ai Flussi Migratori e alla Sicurezza, Raffaele Zanon, il quale ha inoltre anticipato che il 22 maggio arriverà in Italia un primo contingente di giovani oriundi, che saranno impiegati presso gli stabilimenti veneti dell'Electrolux-Zanussi, in base all'accordo sottoscritto tra l'azienda e la Regione Veneto.
Una forma di intesa destinata a non restare isolata. Secondo l'assessore Zanon - che ha incontrato i rappresentanti della Provincia, i sindaci del Bellunese, il presidente della Camera di Commercio e gli esponenti dell'Associazione Bellunesi nel Mondo per programmare le iniziative da intraprendere a favore degli emigrati che dall'Argentina fanno ritorno nei comuni bellunesi - stanno diventando sempre più numerose le aziende venete, soprattutto del veronese e del trevigiano, che mostrano interesse per l'impiego di emigrati veneti dall'Argentina.
L'assessore Zanon ha spiegato che la definizione di una quota precisa per gli emigrati italiani è già contenuta nella proposta di legge Bossi-Fini ora in discussione alla Camera dei deputati e che l'introduzione di una quota ad hoc consentirebbe di superare i problemi posti dalla doppia cittadinanza adesso necessaria per il rientro in Italia.
Durante l'incontro di Belluno è stato deciso, tra l'altro, che presso il servizio politiche del lavoro della Provincia, verrà istituito un punto informativo sulla questione rientro (inserimento lavorativo e reperimento abitazione) che farà anche da punto di coordinamento con lo "sportello regionale rientro" attivo a Padova e con lo sportello rientro aperto nei mesi scorsi nella città argentina di Cordoba.
(13 maggio 2002)
Giovanni Senatore
| |