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Integrazione
Il ministro Bindi: "Favorire i ricongiungimenti familiari"
"L'economia del paese ha bisogno degli immigrati"
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ROMA - "Non basta tutelare i diritti individuali degli immigrati, occorre pensare anche ai diritti delle famiglie, a valorizzare la ricchezza e le potenzialità dei nuovi nuclei familiari".

E' quanto sottolinea il ministro della famiglia Rosy Bindi in un messaggio inviato ieri alla Fondazione Centro Astalli, servizio dei Gesuiti per i rifugiati che ne ha diffuso il testo.

In primo luogo - precisa il ministro che avrebbe dovuto partecipare ad un incontro sul diritto alla salute organizzato dalla stessa Fondazione - vanno "superate le difficoltà introdotte dalla Bossi-Fini ai ricongiungimenti familiari. Occorre sostenere le famiglie ed in particolare le donne sole con bambini nel difficile cammino di integrazione tra diversi modelli culturali. Un cammino che deve impegnare insieme alle istituzioni e gli enti locali, le associazioni di volontariato e di impegno sociale". Per Bindi, si tratta della "grande sfida del futuro di questo paese. Siamo tutti messi alla prova nel definire le strategie più efficaci per dare alle famiglie degli immigrati, ai bambini e agli adolescenti, quelle sicurezze sociali senza le quali è difficile costruire percorsi di integrazione".

"Dovremo lavorare - aggiunge il ministro Bindi - per sostituire le parole d'ordine di questo governo: chiudere, emarginare, criminalizzare con una nuova politica, al cui centro ci devono essere invece le parole: governare, accogliere, costruire convivenza". Una nuova strategia quindi per la politica sull'immigrazione tenuto conto che - osserva ancora Bindi - il paese "attraversa una fase complessa. L'economia del paese ha bisogno degli immigrati e cresce la richiesta di lavoratori extracomunitari non solo nell'industria ma anche ormai nei servizi, in particolare i servizi alla persona".

Sul fronte "sanatoria" anche ieri ci sono state critiche da parte dell'opposizione.
"Evocare una sanatoria per gli extracomunitari è da puri irresponsabili". Il leader dell' Udc, Pier Ferdinando Casini, ha commentato così la proposta del neoministro Paolo Ferrero.
"Fare una simile proposta - ha spiegato l' ex presidente della Camera - significa incentivare gli arrivi di extracomunitari che in questi giorni si stanno riproducendo a centinaia sulle isole italiane. E' il segno dell' approssimazione e della confusione con cui si sta andando alla verifica dei problemi veri. Credo che gli italiani - ha concluso - abbiano la consapevolezza che quanto abbiamo detto in campagna elettorale non erano sciocchezze, ma la pura verità: non c' è la cultura politica per affrontare temi così delicati fuori dalla strumentalizzazione e dalla demagogia".

(26 maggio 2006)