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Voto agli immigrati
Anche il comune di Bologna si prepara a questa sfida
Obiettivo le elezioni del 2009, possibili tappe intermedie

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BOLOGNA - Il Consiglio comunale di Bologna ha approvato nella tarda serata di lunedì un ordine del giorno in cui si impegna a elaborare una proposta di modifica delle normative comunali che preveda il diritto di elettorato attivo e passivo alle elezioni per il rinnovo dei consigli di quartiere per i cittadini di provenienza extraUe ed apolidi residenti nel territorio comunale "da un determinato periodo di tempo".
L'ordine del giorno è stato approvato con 23 voti a favore, 4 contrari e 2 astenuti.

L'odg si impegna anche ad "effettuare un percorso di udienze conoscitive finalizzate ad individuare le modalità più idonee ad stendere a livello comunale, nel rispetto delle leggi vigenti, le forme di partecipazione politica degli apolidi e degli stranieri legalmente soggiornanti in Italia e residenti nel Comune" ed invita Parlamento e Governo "ad attivarsi affinché la legislazione nazionale possa riconoscere al più presto a tutti gli stranieri residenti in Italia il diritto di elettorato attivo e passivo alle amministrative".

Qual'è il commento del sindaco?
"Sono molto soddisfatto - ha commentato Sergio Cofferati - è necessaria una normativa nazionale per dare la possibilità agli stranieri che sono venuti regolarmente a vivere e lavorare con noi di poter votare. Per quanto concerne la loro partecipazione al voto nelle circoscrizioni o nei quartieri, come il caso di Bologna, é possibile creare le condizioni per l'attuazione di questo diritto attraverso interventi dell'amministrazione. E' cosa che intendiamo fare, ed era nel programma elettorale.
L'odg ribadisce un orientamento della maggioranza che amministra Bologna. Adesso cominceremo il lavoro materiale per poter arrivare ad attuare l'invito che ci è stato rivolto con il voto di ieri da parte del Consiglio. L'avevamo già previsto, questo é uno stimolo ulteriore".

Per Cofferati è difficile definire ora i tempi per raggiungere un simile risultato. L'obiettivo sono le elezioni del 2009?
"Ci possono essere tappe intermedie per le quali si possono pensare forme di rappresentanza aggiuntive a quelle istituzionali che sono già state definite, come soluzione politica ovviamente, non strutturale. Fermo restando che quello del 2009 è il punto di arrivo".

(27 luglio 2005)