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L'on. Boniver: "Accogliere i regolari ma contrastare con ogni mezzo legale l'immigrazione clandestina. Fondamentali gli accordi di riammissione".
ROMA - Ben vengano i regolari, sono una risorsa, ma con i clandestini tolleranza zero.
Il sottosegretario agli Esteri Margherita Boniver, intervenuta alla presentazione del Rapporto mondiale sulle migrazioni dell'OIM, ribadisce il distinguo dell' esecutivo in materia di immigrazione.
"Il governo - dice - vuole accogliere chi viene in Italia per svolgere una regolare attività di lavoro, ma contemporaneamente contrastare con ogni mezzo legale l'ingresso di persone che vengono per delinquere o anche semplicemente come clandestini".
Nel contrasto dell'immigrazione clandestina che ruolo giocano gli accordi con paesi d'origine?
Gli accordi sono fondamentali.
Il nostro governo ha sottoscritto accordi di riammissione con 27 paesi.
In base ad essi, possiamo espellere quelle persone che l'Italia considera irregolarmente soggiornanti
Cosa manca al nostro paese per governare meglio l'immigrazione?
Mancano probabilmente maggiori risorse.
Le ristrettezze di bilancio, imposte anche dalla nostra appartenenza all'Unione europea, hanno comportato anche dei ritardi dal punto di vista burocratico - amministrativo.
Se gli immigrati regolari sono una grande risorsa, perché le quote dei decreti flussi sono sempre inferiori rispetto alle richieste delle aziende?
Perché un conto è la domanda un conto è l'offerta e bisogna fare in modo che le due questioni vengano risolte nel modo più equilibrato possibile.
Il governo vuole mantenere una linea mediana per poter permettere non soltanto l'ingresso, ma soprattutto l'integrazione, la collocazione nel modo più consono possibile di questi cittadini stranieri che vengono in Italia e devono essere trattati alla stregua dei cittadini Italiani.
D'altro canto si leggono delle stime così difformi da regione a regione, da una realtà economica all' altra…
Ma allora non sarebbe meglio far decidere direttamente alle regioni il numero di lavoratori stranieri di cui hanno bisogno?
Di questo si parla costantemente e probabilmente si arriverà anche a un tipo di soluzione parziale.
Io rimango dell'idea che la questione dell'immigrazione debba rimanere una questione di cui dispone il governo centrale.
Cosa si sta facendo per i richiedenti asilo e i rifugiati?
L'Italia curiosamente rispetto ad altri paesi europei ha un numero piuttosto basso di persone che richiedono lo status di rifugiato politico.
È ambizione durante il nostro semestre di presidenza di portare finalmente alla sua conclusione quella riforma del diritto d'asilo che oramai è discussa proprio a Bruxelles, in quanto coinvolge non soltanto un singolo paese ma tutti i 15 e, domani, i 25.
(1 luglio 2003)
Elvio Pasca
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