Il min. dell'Economia
"Restituite il bonus bebè"
Via XX settembre chiede alle famiglie extraue i 1000 euro riscossi indebitamente. Ecco come effettuare il versamento
ROMA - "Ridateci i soldi!"
Esattore inesorabile, il ministero dell'Economia e delle Finanze entra nella querelle sui bonus bebè, intimando alle famiglie extraue che l' hanno riscosso senza averne diritto (si stima siano almeno 3mila) di restituire i mille euro.
Anzi, ad essere precisi, di restituirne 1001, 81 €, considerato il bollo che si paga sulle quietanze di tesoreria. È quanto si legge in un comunicato emanato di venerdì scorso da via XX settembre.
"Per la restituzione dei bonus bebè indebitamente riscossi - spiega il MEF -da persone che non sono in possesso dei requisiti previsti dalla legge finanziaria per il 2006 (esercizio della potestà genitoriale sul bambino, residenza in Italia, cittadinanza comunitaria, reddito complessivo del nucleo familiare non superiore a 50.000 euro nell'anno precedente alla nascita o all'adozione), occorre effettuare un versamento di 1001,81 euro sul conto corrente n. 31617004 intestato alla Tesoreria centrale dello Stato - Roma, indicando nella causale "versamento al capo X, cap. 2368 - restituzione bonus bebè".
Per maggiori informazioni, si può consultare la sezione "Domande frequenti" sul sito www.sogei.it. o chiamare il call center del ministero dedicato al bonus-bebè: numero verde 800.863.223 e, per chi chiama dall'estero, 0039 06 50724073 (lunedì - venerdì dalle 9.00 alle 17.00, sabato dalle 9.00 alle 13.00).
Le reazioni
La richiesta del ministero dell'Economia ha rinfocolato le poteste di associazioni e sindacati.
Antonio Luongo, presidente del Movimento Difesa del Cittadino (MDC), parla di uno "scippo di 1.001,81 euro alle famiglie dei bambini figli di extracomunitari nati in Italia. I loro genitori lavorano e pagano le tasse come i cittadini italiani, ma non hanno diritto allo stesso sussidio". Per la segretaria confederale della Cgil Marigia Maulucci "è l'ennesima prova di presa in giro da parte di questo Governo delle madri, dei bambini e di tutti coloro che hanno creduto che questo Esecutivo avrebbe fatto qualcosa per le politiche familiari".
"Siamo favorevoli - afferma la segretaria confederale della Uil Nirvana Nisi - all'allargamento della misura del bonus bebé agli immigrati. Pensiamo che il ministero non debba procedere al recupero di questi indebiti e che venga data la possibilità agli immigrati di usufruire di queste norme". Intanto l'Inca Cgil ha dato mandato ai suoi legali per avviare un percorso che punti alla dichiarazione di incostituzionalità per le norme sul bonus bebé.
Critiche anche dal centrosinistra.
"Invece di assumersi le proprie responsabilità, il governo scarica sui cittadini i costi dei propri errori", dice il verde Paolo Cento, che parla di "una vera e propria farsa, che dimostra il carattere propagandistico del provvedimento, aggravata dalla manifesta incapacità nella gestione organizzative e nella comunicazione".
"Dopo la beffa il danno", commenta invece Rosi Bindi (Margherita) osservando che "con una soprattassa di due euro, il ministro Tremonti chiede la restituzione del bonus bebé a chi, ingannato da una lettera dell'ex presidente del consiglio, scopre a cose fatte che non ne avrebbe avuto diritto". Secondo la Bindi "é questo governo che deve risarcire l' erario per aver inviato migliaia di lettere agli indirizzi sbagliati e per aver creato aspettative del tutto illusorie a tante famiglie che nulla avevano chiesto, per aver discriminato quei bambini, figli di cittadini extracomunitari ma nati in Italia, che avrebbero invece diritto avere le stesse tutele e gli stessi benefici dei loro coetanei italiani".
(24 aprile 2006)
Elvio Pasca