Bonus bebè
Stranieri esclusi, ma la lettera arriva lo stesso
Migliaia di mamme e papà immigrati stanno ricevendo la lettera che promette l'assegno di 1000 euro. Non potranno riscuoterlo: anche quest'anno è riservato a italiani e comunitari
ROMA - "Cara Carmen, felicitazioni per il tuo arrivo! […] Lo sai che la nuova legge finanziaria ti assegna un bonus di mille euro?"
Va subito al sodo la lettera indirizzata dal Presidente del Consiglio a tutti i neonati del 2005 per informarli che venendo al mondo si sono meritati un assegno a tre zeri. Peccato che sta arrivando anche nelle case di migliaia di bambini che non hanno diritto al bonus!
La finanziaria stabilisce che l'assegno può essere riscosso solo dalle famiglie con un reddito annuo inferiore ai 50mila euro e nelle quali almeno uno dei neo-genitori sia cittadino italiano o comunitario. La lettera di Berlusconi è stata invece spedita a tutte le famiglie visitate dalla cicogna del 2005, indipendentemente dal portafogli e dal passaporto di mamma e papà.
Aggiunta al danno, la beffa è particolarmente amara per migliaia di famiglie straniere che pagano le stesse tasse di quelle italiane e non godono di sconti particolari per asili nido, pappe e pannolini.
Se consideriamo che nel 2004 (i dati Istat si fermano qui) sono nati in Italia quasi 50mila bambini stranieri, per l'erario è un bel risparmio. L'Italia però ci fa la figura di una nonna sbadata (o tirchia?) che a Natale dà la mancetta solo ad alcuni dei suoi nipoti. Tanto più che buona parte dei bambini esclusi dal bonus diventeranno un giorno cittadini italiani.
In diversi uffici postali ci hanno raccontato che qualche cittadino straniero, lettera alla mano, si è presentato comunque.
"Abbiamo spiegato loro che non hanno diritto all'assegno, come si legge anche nelle istruzioni spedite insieme alla lettera, e li abbiamo rimandati indietro" ci dicono a Prato. "Comunque il pagamento degli assegni inizierà il 15 febbraio, chissà, prima d'allora le cose potrebbero cambiare!"
L'impiegato è ottimista, speriamo abbia ragione. Una brutta gaffe diventerebbe l'occasione buona per riparare un torto…
(2 febbraio 2006)
Elvio Pasca