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IMMIGRAZIONE: DALL'UNIONE EUROPEA PIU' RISORSE PER GOVERNARE FLUSSI   Invia questo articolo

BRUXELLES - La gestione dei flussi migratori - compresa un'incisiva lotta al traffico di clandestini - deve diventare un elemento sempre più integrato nelle politiche di cooperazione e sviluppo dell'Unione con i paesi terzi. Allo stesso tempo, gli stati membri dell'Ue devono rendersi conto che "le risorse comunitarie ed i margini di manovra non sono illimitati": occorre dunque "coerenza nelle azioni e la condivisione delle responsabilità fra tutti gli attori interessati".

Sono questi i due principali messaggi contenuti in un dettagliato rapporto che la Commissione Ue approverà domani e dedicato ad una strategia comune per fronteggiare con successo il problema dell'immigrazione legale ed illegale. Il documento - firmato dai commissari Antonio Vitorino (affari interni e giustizia), Chris Patten (relazioni esterne) e Poul Nielson (sviluppo ed aiuti umanitari) - è la risposta dell'esecutivo di Bruxelles ad un mandato ricevuto dai leader Ue al vertice di Siviglia e passa in rassegna gli strumenti a disposizione per indurre i paesi d'origine dell' immigrazione a cooperare.

- POLITICHE DEVONO ESSERE INTEGRATE E BILANCIATE -
Il rapporto ricorda che nell'anno 2000 circa 700 mila immigrati legali sono giunti nell'Ue. Sull'ampiezza del fenomeno dei clandestini esistono invece solo stime, che indicano in circa 3 milioni il numero di clandestini presenti sul territorio dell'Unione. La Commissione europea insiste nel sottolineare che l'immigrazione "non va vista solo come un problema", ma anche come una necessità per le società industrializzate, che "continueranno in futuro ad avere bisogno di forza lavori sia in settori di punta che in quelli meno qualificati".

La chiave per governare la pressione verso l'Europa è da un lato quella di intervenire con programmi di assistenza e cooperazione per sradicare in loco i fattori di spinta dell' emigrazione (povertà, violazioni dei diritti umani, conflitti); dall'altro, migliorare la capacità dei paesi d'origine nel controllo dei flussi illegali. Per questo l'Ue inserirà regolarmente negli accordi di associazione e di cooperazione una clausola migratoria che mira - sia pure con un approccio caso per caso - ad una collaborazione più efficace.

- FONDI LIMITATI IN BILANCIO UE -
Bruxelles sottolinea che le risorse finanziarie disponibili nel bilancio Ue sono limitate. Il capitolo delle politiche d'asilo, immigrazione e gestione delle frontiere esterne - che fa capo alla Direzione giustizia ed affari interni - prevede per il 2002 fondi pari a circa 52 milioni di euro (lo 0,83% delle spese per le politiche interne dell'Unione), in gran parte assorbiti dal Fondo europeo per i rifugiati. Alla lotta contro l'immigrazione illegale sono destinati nel complesso 68 milioni di euro. E' chiaro - rileva il rapporto - che "saranno necessarie ulteriori risorse. Lo svolgimento di nuovi compiti sarà possibile solo se nuovi fondi saranno resi disponibili".

Il tema è caro all'Italia, che è uno dei paesi più esposti nel controllo delle frontiere esterne dell'Ue. A questo riguardo, la Commissione sta preparando uno studio su un meccanismo di suddivisione degli oneri fra gli stati membri. Esso non potrà ignorare - conclude il documento - "la situazione geografica di ciascun paese, e la pressione migratoria ai differenti tipi di frontiere ed il numero dei controlli effettuati in entrata ed in uscita dal territorio Schengen". (ANSA)

(3 dicembre 2002)