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Allargamento a Est.
La Bulgaria
si prepara
allo sprint
ROMA - La Bulgaria non rientra nei sei paesi candidati che si prevede potranno per primi entrare nell'Unione Europa.
Ma il suo ruolo strategico, che la colloca fra i versanti asiatico, russo e balcanico, e gli sforzi compiuti per adeguare il sistema politico ed economico agli standard richiesti, la propongono alla ribalta continentale, "come un fattore di sicurezza per tutto il continente europeo, almeno nelle regioni meridionali".
Posizione che è all'attenzione della stessa Nato con la quale la Bulgaria ha siglato un patto di collaborazione, in vista di un'ammissione in qualità di membro.
Ma anche i parametri economici non sembrano essere meno importanti. In base ai dati del 1999, il principale partner commerciale della Bulgaria è proprio l'Italia, destinataria del 13% delle esportazioni di Sofia, davanti a Germania (9,8%), Grecia (8,5%), Turchia (7,3%) e Russia (4,8%). Per quanto riguarda le importazioni, invece, il nostro paese (8,4%) segue in graduatoria la Germania (14,8%) e precede la Grecia (5,6%) e la Francia (5,2%): il primato assoluto spetta però alla Russia con il 20,2%.
Il ritratto della Bulgaria tratteggiato in maniera esemplare in un articolo apparso sulla rivista "Commercio Internazionale" (n.9/2002), è quello di un paese che concentra il massimo sforzo di apertura nei confronti dell'Unione Europea, verso i cui paesi le esportazioni nel periodo 1997-'99 sono passate dal 43,6 al 51,8%.
Si viene così a scoprire che nella classifica presentata al Forum Economico Mondiale di New York, nel febbraio 2002, la Bulgaria era al 69° posto su 142 paesi, con parametri incoraggianti di valorizzazione ambientale.
La marcia di avvicinamento all'Unione europea comunque ha i suoi prodromi nei negoziati avviati nel marzo 2000, mentre risale al gennaio 2001 la dichiarazione del ministro dell'Economia Peter Zhotev che esprimeva pubblicamente la speranza di un ingresso nella Ue entro la fine del 2004.
"Un recente pronunciamento della Commissione Europea a proposito della Bulgaria - rivela Commercio Internazionale - afferma che essa non è lontana dall'obiettivo di avere un'economia di mercato funzionante; per quanto riguarda la capacità di far fronte alle pressioni concorrenziali e alle forze di mercato sono necessari tempi medi per completare l'opera di attuazione delle riforme già avviate".
Importanti progressi sarebbero stati compiuti nel settore bancario, nella liberalizzazione del settore agricolo, nei prezzi energetici e nella riduzione del controllo sui prezzi, nella tutela dei diritti di proprietà.
"Tuttavia - ricorda l'articolo - pur facendo parte la Bulgaria dei 12 paesi Nas (Nearly associated states: Bulgaria, Lituania, Romania,Cipro, Malta, Slovacchia, Estonia, Polonia, Slovenia, Lettonia, Repubblica Ceca, Ungheria), essa
non rientra nei sei paesi candidati che si prevede potranno per primi entrare nell'Unione". Per potere aderire all'Unione Europea, il paesi candidati devono garantire stabilità istituzionale, un'economia di mercato funzionante e la capacità di assumersi gli obblighi conseguenti all'appartenenza all'Ue, compresi quelli relativi agli obiettivi dell'unione politica, economica e monetaria.
(9 agosto 2002)
Giovanni Senatore
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