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"Con 108.000 regolarizzazioni in un solo anno a Roma, la Polizia di Stato ha compiuto un miracolo storico in questa città" Intervista al dott. Francesco Capelli, dirigente dell'Ufficio Stranieri alla Questura di Roma
Intervista a cura di Sorin Cehan, direttore di Gazeta Româneascã, quindicinale per i rumeni in Italia
Per la maggior parte degli stranieri che vivono in Italia, la parola Polizia non è sinonimo di un agente pronto a caricare con il manganello, ma di un funzionario seduto dietro ad una scrivania. La burocrazia può essere percepita come una vera e propria "violenza", quando obbliga migliaia di extracomunitari di passare giorni interi nelle file davanti ai commissariati e aspettare poi mesi per il rinnovo o il ricongiungimento familiare.
 Francesco Capelli |
Forse questa visione della realtà non tiene conto del grande sforzo fatto dalla Polizia, per finire in un anno tutto il lavoro della Sanatoria Bossi-Fini. Ne è convinto il primo dirigente dell'ufficio stranieri della Questura di Roma, il vice questore Francesco Capelli.
I tempi per il rinnovo di un permesso di soggiorno sono l'incubo di tanti immigrati a Roma. C'e chi paragona la burocrazia a una vera e propria violenza.
"In una città come Roma, dove siamo riusciti a regolarizzare 108.000 stranieri in soli 12 mesi, si può affermare che la Polizia di stato ha compiuto un miracolo storico. Nelle cosiddette sanatorie precedenti, a Roma si sono regolarizzati al massimo 20.000 persone e le pratiche duravano 3-4 anni. Abbiamo impiegato quasi tutto il personale in questa operazione, non trascurando però i nostri compiti specifici, per esempio le espulsioni. Adesso, una volta finita la regolarizzazione, la vera emergenza, anche i tempi per un rinnovo o per il ricongiungimento saranno ridotti"
Eppure, la legge Bossi-Fini parla di un massimo di 30 giorni per evadere la richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno.
"La legge è piena di buone intenzioni. Vorrei avere la possibilità di consegnare i permessi più velocemente. Ma manca il personale, mancano i fondi, mancano strutture più adeguate. D'altronde, è vero che adesso si aspetta in media 6-7 mesi per il rinnovo, ma per le situazioni di grossa emergenza, a chi ne ha bisogno viene dato subito il permesso. I nostri uffici sono molto attenti alle emergenze. Adesso la situazione migliorerà di sicuro. Anche perché fra un anno l'ufficio stranieri avrà un'altra sede, più grande, in Via Alvari. Uno stabile enorme su quattro piani, solo per l'ufficio immigrazione, che sarà molto più accogliente di quello che abbiamo adesso qui in Via Genova. Così le persone potranno essere accolte in un modo più normale, più corretto".
Avete pensato a impiegare come poliziotti anche gli stranieri, per seguire meglio le loro comunità?
"Sono sicuro che fra qualche anno avremo anche poliziotti di etnie diverse. Chi vuole diventare poliziotto in Italia deve aspettare però di prendere la cittadinanza, altrimenti non può fare il concorso. I bambini stranieri che nascono qui diventano cittadini italiani, ma sono troppo piccoli per entrare nella polizia. Gli stranieri che, invece, prendono la cittadinanza dopo dieci anni di residenza, diventano troppo vecchi per fare il concorso. In ogni caso, la polizia farà una scelta tecnica anche in questa direzione".
Per quello che riguarda i rumeni, la comunità straniera più numerosa a Roma, il prefetto Serra, ha affermato che la Capitale vive una vera "emergenza rumeni". Roma sotto assedio rumeno?
"Non possiamo dire 'emergenza rumeni', perché il rumeno, come tipo, e un'ottima persona. Casomai 'emergenza malviventi rumeni' che è un'altra cosa. Alcune organizzazioni criminali rumene hanno spostato la loro attività dalla Romania in Italia, coinvolgendo anche tanta povera gente. Quelli che, magari perché sono clandestini e non hanno la possibilità di lavorare, vengono impiegati in attività criminose. Non è vera criminalità organizzata come la mafia, ma microcriminalità, però organizzata lo stesso, che è anche molto visibile, per piccoli reati - rapine, scippi - che hanno impatto nella coscienza collettiva. Un altro fenomeno preoccupante è quello dei bambini mendicanti provenienti dalla Romania, alcuni di loro senza genitori in Italia. C'è anche il fenomeno dello sfruttamento della prostituzione, che pero è calato rispetto agli anni scorsi. Questo è dovuto anche alle tante operazioni di polizia, seguite da tante espulsioni. In questa materia, devo dire che c'è una grandissima collaborazione tra il consolato rumeno in Italia e la polizia, e anche la Romania è uno dei paesi che collabora maggiormente con noi in materia di immigrazione".
(16 gennaio 2004)
Sorin Cehan
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