|
Italia
Europa
Statistiche
L'intervista
Flussi
Città e regioni
L'avvocato
Volontariato
Media
Cultura
Musica
| |
Due milioni e mezzo di stranieri in Italia, 1l 10,8% in + rispetto all'anno scorso. I dati del Dossier immigrazione della Caritas 2003
Gli immigrati regolari in Italia sono
quasi 2.500.000. In un anno la crescita è stata del 10,8% (pari
a 149.164 persone) a livello nazionale, ma nel Nord Est
l'aumento registrato è stato quasi il doppio, ossia
il 19,4%.
Lo afferma il XIII rapporto immigrazione 2003 della
Caritas-Migrantes presentato oggi a Roma.
La stima della popolazione immigrata regolare tiene contro
dei 1.512.324 permessi ufficialmente registrati dal ministero
dell'interno al primo gennaio 2003; dei 600 mila nuovi regolari
a seguito della legge Bossi-Fini; dei 230 mila minori non
conteggiati perché iscritti nel permesso di soggiorno dei
genitori; degli 82 mila permessi registrati in ritardo; dei 45
mila nuovi nati nel 2002 da entrambi genitori stranieri.
Tuttavia, il rapporto segnala che nel 2002, a differenza degli
anni precedenti, si è scesi al di sotto di 100 mila nuovi
permessi annui.
L'incidenza degli stranieri con la popolazione italiana
giunge così al 4,2%, con punte di oltre il 7% nel Lazio e
intorno al 6% in Lombardia, Umbria, Emilia Romagna.
Un' incidenza che conferma l'Italia ad un livello fra
i più bassi in Europa: si va dal valore record del 36,9%
in Lussemburgo, all'8-9% di Austria, Belgio, Germania; nei
paesi mediterranei non si raggiunge il 3%. A fronte del
significativo polo di attrazione degli immigrati nei confronti
delle regioni del Nord-est, le isole hanno registrato appena un
incremento di presenza extracomunitaria pari al 3,6% e al sud
dell'1,1%.
I motivi del soggiorno, secondo il rapporto della
Caritas-Migrantes, sono nel 55,2% dei casi legati al lavoro (in
un caso su due riguarda attività subordinata) mentre per
il 31,7% da motivi familiari. Nel 2002 il primo motivo ha
influito per il 35,8%, il secondo per il 29,1%.
La quota maggiore di cittadini stranieri (58,7%) si concentra
nel Nord Italia, in particolare nel nord ovest (32,8%); seguono,
il Centro (28,3%), il Sud (8,9%) e le isole (4,1%). La regione
Lombardia (con 348.298 presenze) e la provincia di Roma
(213.834) ospitano il maggior numero di immigrati. Seguono, per
le regioni, il Lazio (238.918), il Veneto (154.632), l'Emilia
Romagna (150.628) ; mentre per le province, Milano (170.737).
La nazionalità più numerosa è ancora quella marocchina
(11,4% del totale) che precede di poco quella albanese (11,2%);
al terzo posto si colloca il gruppo romeno (95.834), seguito dai
filippini (65.257) e dai cinesi (62.314).
Rispetto alla regolarizzazione, il Rapporto ricorda che erano
state 703 mila le domande. Si stima però che alla fine
(le procedure non si sono ancora concluse) saranno 600 mila
circa coloro che avranno il permesso di soggiorno. Le domande
sono state per lo più presentate nelle regioni del Nord Ovest
(33,3%); segue il centro (29%), il Nord Est (18,8%), il Sud
(15,9%) , le isole (3%). In prevalenza, ossia per il
51,4% dei casi, si è trattato di domande presentate da
lavoratori stranieri occupati presso aziende contro il 48,6% dei
lavoratori impegnati nel lavoro domestico. Roma (con 107.476
domande), Milano (87.165), Napoli (36.572) sono state le
città con la più alta percentuale di richieste di
regolarizzazione.
Le quote di soggiorno per asilo politico sono in calo e
restano minoritarie, appena l'1,1%. In particolare, nel
2002, i richiedenti asilo soggiornanti a fine anno sono stati
8.210, una cifra inferiore di oltre 1.400 rispetto al 2001.
Complessivamente sono state 17.162 le richieste esaminate nel
2002, delle quali solo 1.270 hanno avuto ricevuto risposta
positiva.
(28 ottobre 2003)
| |