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Caritas: gli stranieri in Italia raddoppiano ogni 10 anni. Presentato ieri a Roma il dossier "Contemporary immigration in Italy: current trends and future prospect".
ROMA - Gli stranieri in Italia raddoppiano ogni dieci anni, e il tasso di crescita sembra destinato a salire. Un dato che si fa ancora più rilevante se confrontanto con quello del resto del mondo, dove il raddoppio avviene solo ogni 35 anni.
A fare il punto sull'immigrazione in Italia è ancora una volta la Caritas, che ha presentato ieri a Roma il dossier "Contemporary immigration in Italy: current trends and future prospect".
Il volume, in lingua inglese, è concepito per presentare il caso italiano ad un pubblico internazionale ed è curato dalla stessa equipe, coordinata da Francio Pittau, che ogni anno prepara il "Dossier statistico immigrazione", uno degli strumenti più preziosi per chi si occupa di stranieri in Italia.
Secondo il dossier il rapido incremento di immigrati è da collegare al calo demografico e al fabbisogno di forza lavoro che si registra in alcuni settori.
Senza dimenticare che la nostra è terra di migrazioni in tutte e due i sensi: 2milioni e mezzo (ma bisognerenbbe aggiugere chissà quanti irregolari) gli stranieri in Italia, 4milioni gli italiani in terra straniera.
Il dossier presenta il caso italiano nel contesto internazionale, uno sguardo che permette di sfatare definitivamente alcuni luoghi comuni, primo tra tutti quello sulle "invasioni di immigrati".
L'Oim (che insieme al Cnel ha patrocinato l'iniziativa) conta 175 milioni di migranti nel mondo, un terzo dei quali in Europa, il 3 % della popolazione del pianeta.
Come ha sottoineato la rappresentante dell' Oim Barbara Fride, non si può lanciare l'allarme migrazioni se il 97% della popolazione è stanziale.
L'Italia è ormai un paese di forte immigrazione, in Europa viene subito dietro Germania, Francia e Gran Bretagna.
Rispetto agli altri paesi, tra i nostri immigrati c'è però una maggiore varietà di nazionalità.
Il dossier si concentra anche sull'atteggiamento degli italiani, che nei confronti degli stranieri appaiono divisi: "il 50% li accoglie - spiega Franco Pittau - il 50% li rifiuta, e certe volte anche i cristiani hanno un atteggiamento di chiusura."
"Oggi - continua Pittau - gli immigrati sono due milioni e mezzo, ma a metà secolo saranno molti, molti di più: quando ci decideremo ad abituarci a convivere?".
E se l'atteggiamento degli Italiani risulta ambiguo, quello dei nostri governi non è da meno.
"A parte il controllo delle frontiere, ha sottolineato il rappresentante del Cnel Giorgio Alessandrini - oggi manca una politica nazionale. Ma senza una politica nazionale non si fa un passo avanti"
"Dei 200mila bambini stranieri nelle scuole italiane - si chiede Alessandrini - chi se ne occupa? Con la ghettizzazione degli immigrati rischiamo di trascinarci un potenziale conflitto sociale che nei prossimi anni esploderà nei quartieri, nelle scuole, nelle case dove gli extracomunitari assistono i nostri anziani e i nostri bambini".
(2 ottobre 2003)
E P
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