Inchiesta
Gli immigrati sono sempre più proprietari di case
In Italia il 3% degli extracomunitari possiede un immobile
ROMA - Cresce e si ramifica in tutta Italia il fenomeno dell'acquisto di immobili da parte di cittadini immigrati: quello della casa rappresenta infatti uno dei più urgenti problemi che una persona immigrata in Italia si trova a vivere, e in qualche modo a gestire, a fronte di un'offerta costituita da un patrimonio edilizio decisamente non sufficiente.
Nel triennio (2001-2004) si è potuto notare in Italia una progressiva crescita degli immigrati proprietari di case dovuta principalmente a due fattori:
1) gli eccessivi costi delle case in affitto
2) l'intenzione sempre più concreta della stabilizzazione in Italia, in linea con un programma di permanenza definitiva.
Il caso della Lombardia
Nel 2004, secondo una ricerca presentata dall'Ismu, nella sola Lombardia oltre l'11% degli stranieri residenti erano proprietari di case. Nel 2003 erano il 10%, nel 2002 il 9%: è evidente un trend positivo di crescita assestato all'1% annuo.
In Lombardia gli immigrati residenti sono 502.610, di cui circa 51.000 proprietari di case. Ogni anno circa 5.000 immigrati diventano quindi proprietari di immobili.
Ma come acquistano gli immigrati?
Significativa la situazione nel nord-ovest del Paese: sono i cittadini non comunitari a mantenere vivo il mercato finanziario collegato alla vendita di immobili. Secondo Ital-Fin, nel 2004 ben il 30% è stato richiesto da cittadini extracomunitari per l'acquisto della prima casa.
Un dato eccezionale, che dimostra quanto il mercato immobiliare e il finanziamento collegato stiano mutando radicalmente.
"L'acquisto di una casa e la formazione di un nucleo familiare - commenta il presidente di Erif Real Estate, Luigi Barbato - è tanto importante per i cittadini comunitari quanto per gli extracomunitari. In un contesto sociale e storico come quello che stiamo attraversando, le percentuali che monitoriamo quotidianamente non devono stupire: la crisi economica degli ultimi anni, la resistenza sul mercato del "mattone", l'integrazione socio-culturale sempre più marcata, fanno del mercato immobiliare e di quello finanziario collegato un terreno fertile per la crescita e la resistenza del nostro lavoro".
Dei cittadini extracomunitari richiedenti un'accensione di mutuo la percentuale più alta (oltre il 50%) è quella dei nordafricani (marocchini, tunisini ed egiziani).
Seguono i Sudamericani (peruviani ed ecuadoriani), mentre sono calate le richieste dei cittadini provenienti dall'area balcanica dell'ex Jugoslavia.
Il 90 per cento dei richiedenti accende mutui della durata di 25/30 anni (solo il 10 per cento delle pratiche hanno una durata di 20 anni) e l'importo medio finanziato si è attestato sui 100.000 euro richiesti al 100 per cento del finanziamento.
Rispetto al 2003 c'è stato un incremento complessivo del 14%. Anche in questo caso è evidente, quindi, un positivo trend di crescita.
Nel 2004, anche il gruppo bancario Fineco ha concesso mutui a extracomunitari: l'11% dei suoi mutui nel Nord est e circa il 6% nel resto del Paese. "Si tratta di un trend in aumento - afferma Claudio Fusi, responsabile d'area - così come mi sembra cresca l'attenzione degli istituti di credito nei confronti degli stranieri".
La situazione complessiva
Analizzando ed integrando i dati di varie ricerche condotte in passato da vari istituti di ricerca emerge un dato univoco su tutto il territorio italiano: se alla fine del 2000 era proprietario di immobili lo 0,8% dei cittadini immigrati residenti in Italia, alla fine del 2004 lo era quasi il 3%.
Una percentuale positiva che cresce annualmente dello 0,5% e che sembra destinata ad avere conferme anche per i prossimi anni.
Significativa la scelta degli immobili acquistata dai cittadini immigrati: in prevalenza case di piccolo e medio taglio, allocate nelle zone periferiche delle città o nei paesi adiacenti le grandi metropoli italiane: Milano e Roma su tutte.
Ma dati ancora più ottimistici arrivano dalle ultime indagini di settore.
Uno studio del Censis calcola in 148 mila i proprietari extracomunitari di casa nel 2004, mentre secondo una ricerca realizzata dalla Fondazione Silvano Andolfi sulla qualità della vita delle famiglie immigrate in Italia, il 9,8% degli intervistati risultava proprietario della casa in cui viveva.
Un grande business
Un ulteriore conferma del crescente acquisto di immobili da parte di cittadini immigati arriva dalla ricerca effettuata in questi giorni da Scenari immobiliari che sulla questione abitativa degli stranieri ha contattato ben 300 agenzie immobiliari sparse nella penisola.
Secondo Scenari immobiliari nel 2004 una casa su otto è stata acquistata da cittadini extracomunitari con una spesa complessiva di 10,2 miliardi di euro.
L'abitazione preferita è il trilocale (41,7%) seguita dal bilocale (34,8%). Gli immobili sono di livello medio basso, da ristrutturare, situati nelle zone periferiche della grande città o nell'hinterland. L'acquisto della prima casa da parte di immigrati è stato agevolato dai bassi tassi sui mutui, con un investimento medio di 108.000 euro circa 1.400 euro al metro quadro.
Le città più "gettonate" sono Roma (19,6%) e Milano (12%). I compratori sono prevalentemente cittadini dell'est come i rumeni e gli albanesi (26,3%) e immigrati provenienti dall'Africa Settentrionale, marocchini, tunisini e algerini (23.1%)
(25 marzo 2005)
Stefano Camilloni