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(ANSA) - ROMA, 18 APR - Il ruolo dell'immigrato nella
televisione italiana in 83 casi su 100 appare negativo. E'
quanto emerge da una ricerca realizzata dal Censis in
collaborazione con l'Autorità per le Comunicazioni, presentata
tra gli altri oggi a Roma dal segretario generale del Censis
Giuseppe De Rita e dal garante Enzo Cheli.
Secondo la ricerca, i temi affrontati in tv quando si parla
di immigrati o stranieri, sono nella maggioranza dei casi quelli
della criminalità-illegalità (56,7%) oppure dell'assistenza e
della solidarietà (13,4%) e dell'immigrazione (8%).
L'analisi di 72 fiction italiane ha evidenziato che i
personaggi di origine etnica minoritaria sono molto semplificati
(68,3%) e facilmente "riconoscibili sulla base del senso
comune". Nella pubblicità invece si rileva "una tendenza a
cercare nuove modalità di descrizione e
rappresentazione".
La ricerca del Censis ha analizzato
anche 1.230 articoli di stampa quotidiana e 46 di periodici:
"Appare evidente come le notizie che parlano di immigrati o
immigrazione si collocano più spesso nella stampa locale, che
raccoglie nel complesso il 69,6% degli articoli".
Secondo il Censis, "l'informazione è la risorsa basilare
per assicurare a ciascuno una forma di inclusione sociale, e
costituisce quindi il primo diritto di cittadinanza per gli
immigrati". Un problema che secondo De Rita, "tocca chi si
occupa di media".
L'indagine ha evidenziato che sono 16 le emittenti televisive
italiane (pari al 17,6%) e 44 le radio (48,4%) che hanno o hanno
avuto negli ultimi anni almeno un'esperienza di iniziativa
multilinguistica nel loro palinsesto. Le Regioni che mostrano di
avere una maggiore attenzione sono la Toscana, Lazio, Lombardia
ed Emilia Romagna.
A proposito del tema immigrazione il Garante Enzo Cheli ha
detto che nell'ambito del rinnovo del contratto di servizio con
la Rai sarà opportuno inserirlo come uno "dei punti da
considerare e da rafforzare, per dedicare appositi spazi ai
cittadini stranieri. Il servizio pubblico deve avere un ruolo in
questa materia. Noi da parte nostra svolgeremo il ruolo che ci
assegna la legge".
(18 aprile 2002)
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