Italia

                             Europa

                             Statistiche

                             L'intervista

                             Flussi

                             Città e regioni

                             L'avvocato

                             Volontariato

                             Media

                             Cultura

                             Musica


Rapporto Censis 2005
Immigrati sempre più protagonisti
Aumentano le iscrizioni a scuola e ai sindacati e la voglia di partecipazione politica. 190mila imprenditori nati all'estero
Invia questo articolo   Stampa questa pagina   Ingrandisci il testo   Diminuisci il testo

ROMA - Non hanno ancora il diritto di voto, ma gli immigrati diventano in Italia sempre più protagonisti della vita sociale.

Nel corso del 2005 i cittadini stranieri con la tessera del sindacato sono aumentati del 31,8%, arrivando a sfiorare quota 440mila, mentre hanno partecipato alle primarie dell'Unione 46mila immigrati regolarmente residenti da almeno tre anni.

Lo rivela il "39° Rapporto sulla situazione sociale del Paese", presentato oggi dal Censis, che dedica diversi focus ai cittadini stranieri. Ecco i principali:

Imprenditori

Dalla fotografia dei primi sei mesi del 2005 emerge che 189.836 titolari di impresa sono nati all'estero, e rappresentano il 5,4% del totale delle ditte individuali attive in Italia. Senza questo contributo, secondo il Censis, le ditte italiane avrebbero registrato un saldo negativo (-4.255). Nel 2004, infatti, il saldo attivo delle ditte individuali di cui sono titolari cittadini di origine immigrata é stato pari a 30.983 unità, superiore al saldo complessivo dell'intera classe di imprese che è stato di 26.728 unità. Analizzate le provenienze dei titolari d'impresa, si posiziona al primo posto il Marocco, con 33.245 imprenditori, pari al 17,5% del totale; seguono gli imprenditori nati in Cina (11%). Milano è la prima provincia con 17.321 titolari d'impresa stranieri, seguita da Roma (13.397) e Torino (8.553). Ma è Prato la provincia con la più alta percentuale di ditte di immigrati: sono il 18,8% delle ditte totali. Le imprese straniere si concentrano per il 69,7% nel comparto commerciale (ingrosso, dettaglio e riparazioni) e in quello edilizio.

Scuola

Aumentano anche gli stranieri iscritti a scuola: nell'anno scolastico 2004-2005 sono stati 361.576, il 4,2% del totale della popolazione scolastica (+0,7% rispetto all'anno scolastico 2003-2004). I due terzi degli iscritti (239.345 pari al 66,2%) frequentano scuole nel Nord del Paese.

Integrazione

Secondo il Censis molti più problemi legati all'integrazione sociale potrebbe nascere con le seconde generazioni di immigrati. Dei 3.866 ingressi nei Centri di prima accoglienza nel 2004 in Italia, ben 2.279, pari al 59%, riguardano minori di nazionalità straniera. Il 79% dell'utenza straniera proviene dall'Europa dell'est (in particolare, dalla Romania e dalla ex Jugoslavia), mentre il 17% dai paesi del Nord Africa. Per quanto riguarda la tipologia dei reati commessi da stranieri, l'80% sono contro il patrimonio, in particolare furti e rapine (382). Negli Istituti penali minorili nel 2004 vi sono stati 965 ingressi di minori con cittadinanza non italiana, pari al 60,5% del totale. Quanto alla prostituzione, si registra una presenza sempre più massiccia di donne straniere, che costituiscono ormai l'85-90% del totale delle "lucciole", provenienti soprattutto da Romania ed ex Repubbliche sovietiche. In aumento il fenomeno della tratta: al Numero Verde Nazionale Antitratta tra il 2000 e il 2003 sono arrivate 25.949 chiamate.

Salute
Dal Rapporto emerge poi il buono stato di salute complessivo dei cittadini immigrati: il 60,4% dei medici di medicina generale sostiene che lo stato di salute complessivo dei propri assistiti stranieri è uguale a quello degli italiani. . Le principali patologie riscontrate sono lo specchio di condizioni di vita maggiormente precarie: malattie dell'apparato respiratorio e muscolo-scheletrico, disturbi dell'apparato digerente e malattie cardiovascolari. Nelle donne, inoltre, grande rilevanza assumono patologie di carattere ginecologico L'elemento che incide negativamente sullo stato di salute è la precarietà abitativa, seguita dalle condizioni di lavoro e di reddito.

(2 dicembre 2005)

r.m.