Censis
L'11,8% degli stranieri in italia è proprietario di una casa
Il 35% vive una condizione di disagio abitativo. I dati del 7° Rapporto Casa Monitor
ROMA - Da un lato chi acquista casa, dall'altro chi affitta un posto letto in camere sovraffollate.
È intorno a questi due poli che secondo il Censis si gioca la condizione abitativa degli stranieri in Italia, come dimostrano i dati del 7° Rapporto Casa Monitor (Il futuro dell'immobiliare) presentato ieri a Roma.
L'immigrazione in Italia è sempre più stabile. Crescono i residenti (2milioni 400mila nel 2004), i ricongiungimenti familiari (oltre mezzo milione nel 2003), le acquisizioni di cittadinanza (13mila nel 2003), il numero dei minori (500mila nel 2004) e degli alunni stranieri (360 mila nello scorso anno scolastico).
"Tale processo - si legge nel rapporto - ha profondamente diversificato la domanda abitativa, divenuta via via più complessa e non più limitata a un semplice posto-letto".
Da un recente indagine campionaria del Censis, risulta che l'11,8% degli immigrati è proprietario di casa, il 72,1% vive in affitto, il 7,5% è ospite presso parenti e amici, il 6,8% vive nel luogo di lavoro.
L'Istituto di ricerca ha però anche diviso la condizione abitativa in due aree: integrazione e disagio.
Nella prima si collocherebbero quasi il 65% degli immigrati (proprietari o in affitto in case ritenute adeguate), nella seconda tutti gli altri, stretti in camere sovraffollate e comunque sistemati in condizioni precarie.
Tabelle
La condizione abitativa degli immigrati in Italia (val%)
Stima della condizione di integrazione/disagio degli stranieri presenti in Italia al 2004 (v.a. e val. %)
(4 aprile 2006)
Elvio Pasca