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La Tv italiana e gli immigrati. Un'indagine del Censis.
ROMA - Cattiva maestra televisione… fonte di stereotipi e pregiudizi contro gli immigrati.
A leggere i dati dell'ultima indagine del Censis su "l'immagine degli immigrati nei media" c'è poco da stare allegri
Dopo aver monitorato la programmazione delle reti Rai, della Mediaset e de La7 per sei settimane in due anni, il Censis arriva ad una conclusione tutt'altro che confortante: la televisione ha costruito veri e propri recinti, "cpt mediatici" dai quali gli immigrati non riescono ad uscire.
Come commentare altrimenti i dati della ricerca, secondo i quali nell'88,3% degli spazi televisivi concessi agli immigrati sono all'interno dei telegiornali?
Se è vero che, rispetto al 2001, c'è un lieve miglioramento, e quest'anno anche rubriche di approfondimento, rotocalchi di cultura e società e talk show hanno dato loro un più spazio, non si può dimenticare che il 2002 è stato l'anno della Bossi-Fini e che spesso a catturare l'attenzione di molti programmi di approfondimento erano, più che gli immigrati, le schermaglie tra governo e opposizione (o tra Lega e centristi).
Non è detto, insomma, che l'anno prossimo, il trend venga riconfermato.
All'interno dei telegiornali stessi, troviamo un'ulteriore ghettizzazione: l'80% delle volte si parla infatti di immigrati nella sezione dedicata alla cronaca.
Anche in questo caso c'è stato un lieve miglioramento rispetto al 2001, quando la percentuale superava il 90%, cambiamento anch'esso da addebitare al dibattito intorno alla Bossi-Fini, tant'è vero che, se aumentano gli spazi dedicati nella sezione di politica interna, addirittura diminuiscono quelli degli esteri e di cultura e società.
Cronaca, quindi, e per lo più nera (43,5%).
Come potrebbe essere altrimenti se il 78% delle volte l'immigrato è rappresentato all'interno di una vicenda negativa? E non c'è da gioire se, rispetto al 2001, aumenta il ruolo di vittima, e si contrae quello di attore di un'azione negativa: una rappresentazione simile rischia di alterare fortemente l'autopercezione degli immigrati, negando, specialmente ai più giovani, quella che viene definita la "speranza sociale".
In altri termini, vedersi rappresentato sempre come vittima, non aiuta certo ad immaginare un futuro migliore.
L'anno scorso l'argomento più trattato parlando di immigrati era stato criminalità/illegalità, nel 2002 ha tenuto banco l'argomento clandestinità (61,9%).
Per quanto riguarda poi il contesto entro cui sono presentati, per il 30,9% delle volte si tratta della comunità di appartenenza, il 29, 1% il mondo criminale.
Come a dire: gli immigrati sono un mondo a parte che con noi non hanno nulla a che fare, se non quando infrangono le nostre leggi.
In un panorama così avvilente c'è poco da stupirsi se il 98% delle volte si parla di immigrati ricorrendo a stereotipi: una conferma scontata della falsità della rappresentazione televisiva.
Tanto più che gli immigrati non sono quasi mai chiamati in Tv come esperti (2,1), al massimo li si cita o li si intervista come diretti interessati, e, alla luce dei dati già che abbiamo già commentato, possiamo immaginare a proposito di che argomenti.
Per concludere, c'è da assegnare il premio per lo spazio maggiore dato agli immigrati.
Vince la Rai , le cui tre reti totalizzano il 60,4%, più del doppio rispetto alle reti Mediaset (27,7%), ma una menzione speciale se la merita La 7, che arriva a coprire da sola quasi il 12% del totale.
Se, come sostiene qualcuno, ognuno ha la televisione che si merita, c'è da mettersi davvero le mani nei capelli…
Leggi i dati dell'indagine del Censis
(5 dicembre 2002)
Elvio Pasca
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